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Charles Leclerc, 21 anni (agf)

Il sorpasso di Leclerc, nuova star in Ferrari

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Il trionfo di Monza, che segue quello del Belgio, sposta gli equilibri interni del Cavallino. Vettel sempre più in confusione: una crisi cominciata con il titolo perso nella scorsa stagione
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MONZA - Una Ferrari a trazione Leclerc. Il campo di gioco parla sempre, più forte delle parole. Il successo a Monza del giovane Charles, 9 anni dopo Fernando Alonso, nella bolgia dell'Autodromo mai più visto così rosso dai tempi di Michael Schumacher, sembra destinato a mutare gli equilibri nella squadra. Il trionfo del monegasco in Italia, una settimana dopo il primo in carriera in Belgio, mentre il 32enne capitano Sebastian Vettel girava con le proprie mani la macchina buttando alle ortiche la gara, ha un peso tecnico, storico e simbolico da sollevare domande ineluttabili. La prima: e ora cosa succederà? Le gerarchie dentro il team rimarranno le stesse? Due piloti di punta: è un bel problema da avere, dice spesso Mattia Binotto. Il team principal della Scuderia lo ha ripetuto anche alla vigilia del gran premio italiano, sottolineando quanto i suoi alfieri siano liberi di gareggiare ma collaborativi per il bene del team.

L'esempio: il sacri…
MONZA - Una Ferrari a trazione Leclerc. Il campo di gioco parla sempre, più forte delle parole. Il successo a Monza del giovane Charles, 9 anni dopo Fernando Alonso, nella bolgia dell'Autodromo mai più visto così rosso dai tempi di Michael Schumacher, sembra destinato a mutare gli equilibri nella squadra. Il trionfo del monegasco in Italia, una settimana dopo il primo in carriera in Belgio, mentre il 32enne capitano Sebastian Vettel girava con le proprie mani la macchina buttando alle ortiche la gara, ha un peso tecnico, storico e simbolico da sollevare domande ineluttabili. La prima: e ora cosa succederà? Le gerarchie dentro il team rimarranno le stesse? Due piloti di punta: è un bel problema da avere, dice spesso Mattia Binotto. Il team principal della Scuderia lo ha ripetuto anche alla vigilia del gran premio italiano, sottolineando quanto i suoi alfieri siano liberi di gareggiare ma collaborativi per il bene del team.

L'esempio: il sacrificio di Seb a Spa a favore del compagno. Ma il tedesco nelle Ardenne non era competitivo, come di fatto lo è stato raramente quest'anno ad eccezione del Canada dove, un'altra volta, ha sciupato una vittoria certa per un'intemperanza, un'altra: il Mondiale 2018 perso anche per i suoi troppi errori. A differenza di Charles, che ha sfiorato altri due centri se non fosse stato per una falla al motore in Bahrain e un sorpasso più che selvaggio subito sul finale da Verstappen in Austria. Charles, 21 anni, alla sua seconda stagione in Formula 1 e alla prima con la rossa, di errori ne ha fatti pochissimi per essere un semi rookie. Molti i paragoni: il giovane Niki Lauda, Gilles Villenueve, Ayrton Senna. Ha talento e testa, un'insolita maturità. Ed è cresciuto, migliorandosi specie in qualifica e nella gestione degli pneumatici. Si è evoluto nonostante una macchina fin da subito sofferente per concezione aerodinamica: veloce sui rettilinei, come a Spa e Monza, i due circuiti che più esaltano il motore, affaticata invece nelle curve lente. "A me il posteriore più leggero e ballerino non dispiace, mi fa mettere la macchina dove voglio" ha detto Leclerc prima di Monza. Vettel invece non ha mai nascosto il poco feeling con la SF90.

Mentre la rossa progredisce negli aggiornamenti, soprattutto per l'anno prossimo visto che le prossime tappe del campionato sulla carta non ridono alla Ferrari, l'equilibrio di coppia rischia di subire un ribaltone. L'ascesa di Charles sembra procedere accanto al declino di Seb. Leclerc il rottamatore? In qualifica a Monza non gli ha dato come pattuito la scia. Sono molto diversi. Da tutti i punti di vista. Vettel ha rinnovato gli accordi col Cavallino nel 2017 e fino alla stagione prossima per circa 40 milioni l'anno, Leclerc ha firmato con Maranello fino al 2022 già dal suo ingresso nel vivaio (fine 2015) con un salario di circa 2 milioni di euro quest'anno e 3 il prossimo, ma già in questi giorni si è vociferato di un rinnovo per altri due anni e un aumento già dal 2020 fino a 9 milioni. Il suo manager, Nicolas Todt: "Dobbiamo goderci la vittoria e non pensiamo al suo rinnovo, è a lungo termine, penso sia il contratto più lungo della Ferrari, ne parleremo al momento giusto". Binotto apre: "I contratti dei piloti si rinegoziano solo se ci sono i motivi e le condizioni per farlo. Abbiamo investito su Charles per il futuro e lui su di noi". Sono settimane che si parla di un'uscita di Vettel a fine anno, ma il tedesco anche all'Autodromo ha smentito ribadendo che, contratto a parte, ha desiderio di vincere il Mondiale con la Ferrari. Ma se gli venisse chiesto di diventare il gregario di lusso della nuova stella che ora gli sta avanti in classifica di 14 punti? Nel 2007 tra il baby Lewis Hamilton e Fernando Alonso, sulla McLaren macchina migliore, fu guerra fratricida. Il titolo andò a Raikkonen, l'ultimo della Scuderia.