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L'esultanza degli azzurri dopo il gol di Acerbi contro la Bosnia (ansa)

Bosnia-Italia 0-3: per Tonali primo esame superato

Mancini sta shakerando al meglio gli ingredienti: ci ritroviamo con un difensore, Acerbi, che fa un gol da attaccante, con Insigne che fa un gol da calcetto, con Belotti che fa un gol di potenza e prepotenza, gran destro in contropiede. La Nazionale può giocarsela con chiunque
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E dieci vinte, su dieci. Mancini sorpassa Pozzo, l'Italia ha la certezza di essere testa di serie ma, soprattutto a Zenica, contro una squadra che a Torino l'aveva fatta soffrire, l'Italia ha giocato, soffrendo solo a tratti, una grande partita. Se non vogliamo l'aggettivo grande, diciamo di buon livello. Ma teniamo conto che a Torino la vittoria in rimonta era arrivata dal piede di Verratti a pochi minuti dalla fine. Ieri, 2-0 all'intervallo, con ringraziamenti a Donnarumma e a Emerson (salvataggio quasi sulla linea). E poi il 3-0 di Belotti. Non c'era nulla di importante da conquistare, un eventuale scivolone poteva essere compensato lunedì con l'Armenia, la Bosnia teneva a fare bella figura davanti ai suoi tifosi, molto sportivi (solo applausi al nostro inno e all'uscita dal campo di Bernardeschi). Questi ingredienti potevano anche condurre a una partita pallida, a una gnagnera da fine stagione. E invece no. Anche sul 3-0 i nostri hanno contin…
E dieci vinte, su dieci. Mancini sorpassa Pozzo, l'Italia ha la certezza di essere testa di serie ma, soprattutto a Zenica, contro una squadra che a Torino l'aveva fatta soffrire, l'Italia ha giocato, soffrendo solo a tratti, una grande partita. Se non vogliamo l'aggettivo grande, diciamo di buon livello. Ma teniamo conto che a Torino la vittoria in rimonta era arrivata dal piede di Verratti a pochi minuti dalla fine. Ieri, 2-0 all'intervallo, con ringraziamenti a Donnarumma e a Emerson (salvataggio quasi sulla linea). E poi il 3-0 di Belotti. Non c'era nulla di importante da conquistare, un eventuale scivolone poteva essere compensato lunedì con l'Armenia, la Bosnia teneva a fare bella figura davanti ai suoi tifosi, molto sportivi (solo applausi al nostro inno e all'uscita dal campo di Bernardeschi). Questi ingredienti potevano anche condurre a una partita pallida, a una gnagnera da fine stagione. E invece no. Anche sul 3-0 i nostri hanno continuato a pressare, a cercare l'intesa. Bello vederli e giusto dargliene atto.

Mancini sta shakerando al meglio gli ingredienti. Ha fatto esordire dall'inizio Tonali preferendolo a Zaniolo non per demeriti del romanista, credo, ma per lasciare l'assetto quasi invariato. Tonali per Verratti, punto e basta. Il ragazzo ha superato il primo esame. Niente di straordinario, qualche buona apertura, una presenza costante e nessun segno d'emozione. Bernardeschi ha giocato forse la miglior partita in Nazionale: dribbling riusciti, assist puntuali, sul 3-0 qualche piccolo egoismo, ma ci può stare. Bravo Mancini a dare fiducia a Florenzi, anche se a Roma Fonseca non gli dà molto spazio.

Si diceva del gioco: ci ritroviamo con un difensore, Acerbi, che fa un gol da attaccante, con Insigne che fa un gol da calcetto, con Belotti che fa un gol di potenza e prepotenza, gran destro in contropiede. A dirla tutta, dopo mezzo minuto Acerbi in disimpegno aveva consegnato alla Bosnia un pallone che poteva cambiare il film della partita. Ma è chiaro, non solo per quest'episodio, che Mancini accetta i rischi, se porteranno a un'uscita più sicura in disimpegno. Acerbi, peraltro, ha più piede di Chiellini e Romagnoli, può fare il regista arretrato come Bonucci. Pian piano la Bosnia perde voglia e fiducia. Pjanic, saltato in dribbling sui primi due gol, non incanta. Krunic il meno peggio. Resta da migliorare l'Italia quando difende su palla inattiva. Non siamo una squadra di giganti. Ma una squadra che col gioco aumenta la fiducia, e viceversa (il risultato è lo stesso) questo sì. E può giocarsela con chiunque, speriamo. Le amichevoli di marzo diranno il resto.