Le Olimpiadi del nuovo: surf, karate, skateboard per aumentare i 'like'
Emanuela Audisio , di EMANUELA AUDISIOIl Giappone cerca le ultime frontiere: la maratona andrà in esilio a Sapporo, a più di 800 km da Tokyo
È troppo presto, direte. Per giocare a Tokyo 2020. E invece il duemilaventi avanza e scompagina. Sarà un decennio di grande novità, fatto non solo di money, ma di sport travolto e stravolto. Perché i Cinque Cerchi viaggiano nel futuro e vogliono fortissimamente il domani. Che qualcosa fosse cambiato nella sacralità olimpica s'era già capito a Rio 2016 all'apparizione di Shinzo Abe, vestito da Super Mario Bros, con baffoni e cappello rosso.
Mai un primo ministro, e mettiamoci pure nipponico, aveva osato tanto. Nemmeno la regina Elisabetta, leggermente più ironica, all'inaugurazione di Londra 2012 era andata oltre una camminata a palazzo con Daniel Craig, interprete di James Bond. Ma forse il Giappone dopo il disastro nucleare di Fukushima (2011) doveva riassicurare il mondo di essere a safe pair of hands. Così rieccoci in Oriente.
Il 2020 osa molto: fa una cosa inedita, cambia indirizzo allo sport di strada (marcia e…
Mai un primo ministro, e mettiamoci pure nipponico, aveva osato tanto. Nemmeno la regina Elisabetta, leggermente più ironica, all'inaugurazione di Londra 2012 era andata oltre una camminata a palazzo con Daniel Craig, interprete di James Bond. Ma forse il Giappone dopo il disastro nucleare di Fukushima (2011) doveva riassicurare il mondo di essere a safe pair of hands. Così rieccoci in Oriente.
Il 2020 osa molto: fa una cosa inedita, cambia indirizzo allo sport di strada (marcia e…
È troppo presto, direte. Per giocare a Tokyo 2020. E invece il duemilaventi avanza e scompagina. Sarà un decennio di grande novità, fatto non solo di money, ma di sport travolto e stravolto. Perché i Cinque Cerchi viaggiano nel futuro e vogliono fortissimamente il domani. Che qualcosa fosse cambiato nella sacralità olimpica s'era già capito a Rio 2016 all'apparizione di Shinzo Abe, vestito da Super Mario Bros, con baffoni e cappello rosso.
Mai un primo ministro, e mettiamoci pure nipponico, aveva osato tanto. Nemmeno la regina Elisabetta, leggermente più ironica, all'inaugurazione di Londra 2012 era andata oltre una camminata a palazzo con Daniel Craig, interprete di James Bond. Ma forse il Giappone dopo il disastro nucleare di Fukushima (2011) doveva riassicurare il mondo di essere a safe pair of hands. Così rieccoci in Oriente.
Il 2020 osa molto: fa una cosa inedita, cambia indirizzo allo sport di strada (marcia e maratona) con una decisione tirannica, nel senso che il Cio ha deciso senza il parere della federazione di atletica. L'on the road andrà in scena a Sapporo (dove si sono svolti i Giochi invernali), non proprio dietro l'angolo, ma a più di 800 km da Tokyo. E sì perché il riscaldamento globale, il caldo e l'umidità infernali hanno ucciso quel tutti insieme appassionatamente che faceva tanto messa dello sport. Non senza polemiche, ripicche economiche, proteste. Spacchettare una tradizione, il maratoneta che all'ultimo giorno entra nello stadio Olimpico, è come a dire al Papa di evitare di vestirsi di bianco e ufficializzare l'esordio di Giochi separati.
Chi vorrà godersi la leggerezza dell'uomo più veloce del mondo, Eliud Kipchoge nella distanza più lunga, dovrà lasciare Tokyo. L'unità dei Cinque Cerchi si disgrega. Se nel '64 la scelta di giocare in Giappone segnava l'avvento di un Paese in corsia di sorpasso, protagonista di una riscossa economica e sociale, nel 2020 la voce di questa nazione non urla più, la crescita è da anni ferma sullo zero e qualcosa, e il debito pubblico continua a essere il più alto del mondo industrializzato (circa il 238% del Pil). Insomma il Giappone non è più leader, ha perso creatività, e non sa far fronte ai grandi problemi che si dibattono oggi, quali ambiente, immigrazione, approvvigionamento energetico.
Però consoliamoci: a Tokyo si giocherà in maniera meno tradizionale, avanti con il surf, skateboard, arrampicata sportiva, karate e tornerà il baseball-softball. Enjoy the games. L'importante è intrattenere il pubblico, con ogni mezzo e mezzi, senza annoiare. E non perdere le nuove generazioni, che sono un mercato che fa gola a tutti. Come dice Thomas Bach, presidente Cio: "Dobbiamo andare noi da loro". Così l'Olimpiade da Odissea, da romanzo dell'umanità, si fa short story, racconto breve, tutto viene ridotto, gli sport accorciano la durata, alla ricerca di una densa emozione anzi di un like fulmineo. C'è voglia di gioventù, di modernità, di fretta. Di non sembrare fuori del tempo.
Gli impianti faranno in tempo ad essere ultimati per un costo finale dei Giochi di 11, 4 miliardi di euro (il budget per la cerimonia di apertura e chiusura è salito del 40%), molte gare sono state anticipate all'alba per evitare svenimenti e malori per il caldo, i letti dei villaggi sono tutti ecologici. Anche i Cinque Cerchi guardano all'ambiente e infatti le medaglie saranno di metallo riciclato. Al collo dei vincitori finiranno milioni di vecchi cellulari. È il 2020, bellezza.
Mai un primo ministro, e mettiamoci pure nipponico, aveva osato tanto. Nemmeno la regina Elisabetta, leggermente più ironica, all'inaugurazione di Londra 2012 era andata oltre una camminata a palazzo con Daniel Craig, interprete di James Bond. Ma forse il Giappone dopo il disastro nucleare di Fukushima (2011) doveva riassicurare il mondo di essere a safe pair of hands. Così rieccoci in Oriente.
Il 2020 osa molto: fa una cosa inedita, cambia indirizzo allo sport di strada (marcia e maratona) con una decisione tirannica, nel senso che il Cio ha deciso senza il parere della federazione di atletica. L'on the road andrà in scena a Sapporo (dove si sono svolti i Giochi invernali), non proprio dietro l'angolo, ma a più di 800 km da Tokyo. E sì perché il riscaldamento globale, il caldo e l'umidità infernali hanno ucciso quel tutti insieme appassionatamente che faceva tanto messa dello sport. Non senza polemiche, ripicche economiche, proteste. Spacchettare una tradizione, il maratoneta che all'ultimo giorno entra nello stadio Olimpico, è come a dire al Papa di evitare di vestirsi di bianco e ufficializzare l'esordio di Giochi separati.
Chi vorrà godersi la leggerezza dell'uomo più veloce del mondo, Eliud Kipchoge nella distanza più lunga, dovrà lasciare Tokyo. L'unità dei Cinque Cerchi si disgrega. Se nel '64 la scelta di giocare in Giappone segnava l'avvento di un Paese in corsia di sorpasso, protagonista di una riscossa economica e sociale, nel 2020 la voce di questa nazione non urla più, la crescita è da anni ferma sullo zero e qualcosa, e il debito pubblico continua a essere il più alto del mondo industrializzato (circa il 238% del Pil). Insomma il Giappone non è più leader, ha perso creatività, e non sa far fronte ai grandi problemi che si dibattono oggi, quali ambiente, immigrazione, approvvigionamento energetico.
Però consoliamoci: a Tokyo si giocherà in maniera meno tradizionale, avanti con il surf, skateboard, arrampicata sportiva, karate e tornerà il baseball-softball. Enjoy the games. L'importante è intrattenere il pubblico, con ogni mezzo e mezzi, senza annoiare. E non perdere le nuove generazioni, che sono un mercato che fa gola a tutti. Come dice Thomas Bach, presidente Cio: "Dobbiamo andare noi da loro". Così l'Olimpiade da Odissea, da romanzo dell'umanità, si fa short story, racconto breve, tutto viene ridotto, gli sport accorciano la durata, alla ricerca di una densa emozione anzi di un like fulmineo. C'è voglia di gioventù, di modernità, di fretta. Di non sembrare fuori del tempo.
Gli impianti faranno in tempo ad essere ultimati per un costo finale dei Giochi di 11, 4 miliardi di euro (il budget per la cerimonia di apertura e chiusura è salito del 40%), molte gare sono state anticipate all'alba per evitare svenimenti e malori per il caldo, i letti dei villaggi sono tutti ecologici. Anche i Cinque Cerchi guardano all'ambiente e infatti le medaglie saranno di metallo riciclato. Al collo dei vincitori finiranno milioni di vecchi cellulari. È il 2020, bellezza.