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I tennisti della Spagna (Nadal in primo piano) si rilassano prima dell'inizio dell'Atp Cup (afp)

Via all’Atp Cup: l’altra Davis nasce in bilico

In Australia da domani il nuovo torneo creato dai giocatori. Che rischia di sparire subito
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La prima volta, e forse l'ultima, del torneo che fa concorrenza alla Davis raduna 8 dei primi 10 giocatori al mondo e altri 7 ex Top Ten tra i capitani, compresi quattro numeri 1 come Becker, Hewitt, Muster e Safin, più Zimonijc che lo è stato in doppio. La Atp Cup è il nuovo gigantesco festival di un tennis sempre più pop e sempre più large, un carrozzone da raduno rock spalmato in tre città dalla notte prossima, Perth, Brisbane e Sydney, e favorito dal fatto che le star sono già tutte in Australia, perché dal 20 gennaio a Melbourne inizia la stagione degli Slam.
Tutte tranne Federer, fino a tre giorni fa in Cina nei panni di Buffalo Roger in una delle sue milionarie tournée, sempre più deciso a tenersi alla larga dalle manifestazioni a squadre che non siano la Laver Cup, in cui a settembre fa l'organizzatore, il senatore e il giocatore. Con l'assenza protegge e rende unica la sua creatura. L'altro …
La prima volta, e forse l'ultima, del torneo che fa concorrenza alla Davis raduna 8 dei primi 10 giocatori al mondo e altri 7 ex Top Ten tra i capitani, compresi quattro numeri 1 come Becker, Hewitt, Muster e Safin, più Zimonijc che lo è stato in doppio. La Atp Cup è il nuovo gigantesco festival di un tennis sempre più pop e sempre più large, un carrozzone da raduno rock spalmato in tre città dalla notte prossima, Perth, Brisbane e Sydney, e favorito dal fatto che le star sono già tutte in Australia, perché dal 20 gennaio a Melbourne inizia la stagione degli Slam.
Tutte tranne Federer, fino a tre giorni fa in Cina nei panni di Buffalo Roger in una delle sue milionarie tournée, sempre più deciso a tenersi alla larga dalle manifestazioni a squadre che non siano la Laver Cup, in cui a settembre fa l'organizzatore, il senatore e il giocatore. Con l'assenza protegge e rende unica la sua creatura. L'altro solo campione assente è Matteo Berrettini, per precauzione a riposo con un problema agli addominali.
È forse già l'ultima edizione perché i 120 anni di Davis e i prossimi del Festival non possono convivere a 40 giorni di distanza. Con la franchezza di cui dispone, il Daily Mail ha scritto che è ridicolo. In effetti la Atp Cup nasceva dal sindacato giocatori per uccidere la moribonda Davis. L'arrivo della Kosmos di Piqué e del montepremi da 2,7 miliardi di euro in 25 anni ha stravolto la scena. Perciò i due tornei sembrano destinati a fondersi e già oggi sembrano cloni. "È bizzarro e illogico giocare una Coppa del mondo e un'altra il mese dopo" ha detto Shapovalov. "Si mettano d'accordo e ne facciamo una". Lo pensano tanti, sebbene nessun altro torneo regali al primo giorno Shapovalov-Tsitsipas.
Anche in Australia, come a Madrid in novembre, due singolari e un doppio, partite due set su tre a gironi (sei da 4 squadre), ripescaggi delle due migliori seconde per tener vive le speranze e complicati i calcoli fino all'ultimo match point. Poiché si gioca in tre città almeno non si rischia di fare notte. I giocatori ci sono andati ancora più volentieri perché sono riposati, all'alba di una stagione, e non stremati al tramonto della precedente. Inoltre la Atp Cup distribuisce con i soldi anche punti per la classifica. Le loro due priorità sono soddisfatte.
L'Italia gioca domattina alle 10.30 contro la Russia (tv Supertennis), alle 3 della notte tra sabato e domenica contro la Norvegia e alle 10.30 di lunedì con gli Usa. Senza Berrettini né Sinner, torna al centro del villaggio Fognini, che prima del meraviglioso 2019 aveva retto a lungo quasi da solo la ditta del tennis italiano. All'anno della rinascita dovrà seguire quello della conferma. Fognini dice di non aver smesso di pensare a un Masters, ora che dal 2021 Torino ne sarà la sede. Il quadro è chiaro. Nei primi sei mesi del 2020, Berrettini avrà margini per salire un pochino più su dell'attuale numero 8, Fognini ne ha di ascesa nei tornei su cemento ma poi dovrà difendere i punti del titolo a Montecarlo per non scivolare più giù del posto 12. Senza Sonego e Seppi, a Perth il secondo singolarista è Simone Travaglia, marchigiano, 28 anni, numero 84 e settimo degli 8 italiani fra i primi 100, come 8 fra i primi 100 sono gli azzurri juniores. Abbiamo una squadra e un movimento, andiamo a vedere dove ci portano.