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Fabio Fognini dopo la vittoria sull'australiano Thompson (ansa)

Berrettini poteva pensarci prima

Australian Open, l'azzurro sconfitto da Sandgren, e non in perfette condizioni fisiche. Fognini vince dopo "75" match point
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Non avevo visto il primo turno di Berrettini, vinto facilmente tre set a zero contro lo sconosciuto australiano (wild card) Andrew Harris, ma mi avevano detto che era in cattive condizioni fisiche. Non ho visto nemmeno il secondo, contro Tennys Sandgren, il n. 100 del mondo, ma ho letto le dichiarazioni di Matteo, che riferisco insieme al risultato della vicenda. "So che questa partita mi servirà parecchio per quelle future. Sono uno che chiede tanto a se stesso, ma alcune volte devo un attimo tranquillizzarmi. La caviglia destra mi dà ancora un po' di fastidio, lavoro tutti i giorni, ma è una questione di struttura fisica". Io mi permetterei quindi di accertare se qualcuno che non è in grado di giocare deve andare sino a Melbourne per accertarsene. Forse è così, ma non poteva finir meglio la partita contro l'americano Tennys Sandgren e poi continuare il torneo con miglior fortuna? Mentre lascio al lettore la risposta, mi sof…
Non avevo visto il primo turno di Berrettini, vinto facilmente tre set a zero contro lo sconosciuto australiano (wild card) Andrew Harris, ma mi avevano detto che era in cattive condizioni fisiche. Non ho visto nemmeno il secondo, contro Tennys Sandgren, il n. 100 del mondo, ma ho letto le dichiarazioni di Matteo, che riferisco insieme al risultato della vicenda. "So che questa partita mi servirà parecchio per quelle future. Sono uno che chiede tanto a se stesso, ma alcune volte devo un attimo tranquillizzarmi. La caviglia destra mi dà ancora un po' di fastidio, lavoro tutti i giorni, ma è una questione di struttura fisica". Io mi permetterei quindi di accertare se qualcuno che non è in grado di giocare deve andare sino a Melbourne per accertarsene. Forse è così, ma non poteva finir meglio la partita contro l'americano Tennys Sandgren e poi continuare il torneo con miglior fortuna? Mentre lascio al lettore la risposta, mi soffermo a rivedere la partita dell'altro italiano Fabio Fognini, che è riuscito a battere al quinto set "dopo 75 match point", ha detto lui: in realtà sono stati 5,
2 nel 10° game e 2 nel 12°, più quello decisivo nel supertiebreak finale, che in Australia vince chi prima arriva al 10 e che vedeva Fabio in vantaggio per 9-4, dopo aver condotto due set a zero e rischiato vivamente nel quinto set contro un allievo di Roche, Jordan Thompson, dotato di un gran servizio in grado di trascinarlo spessissimo a rete.
Interrogato dall'intervistatore Fabio avrebbe così riassunto la partita: "Credo di aver avuto 75 match point, e i tifosi della Margaret Court Arena mi sono sembrati eccessivamente teneri per uno che è di Sydney. Prima di assistere alla vicenda di Fognini avevo visto ringhiare Serena Williams, ignorando i diritti - anche i forehand drives - della volenterosa avversaria, la serba Tamara Zidansek, e appariva addirittura disumana nella ricerca del punto che coglieva, quasi al posto della racchetta avesse in pugno un'arma contundente. In tribuna la seguiva, compiaciuto di quella violenza, il coach Mouratoglou, che vorrebbe anche lui, per interposta Serena, eguagliare il numero di 24 Slam della vecchia australiana Margaret Court Smith , alla quale è intitolato uno dei tre campi coperti messi a protezione dal clima avvelenato dai recenti incendi australiani. In proposito Alexander Zverev si è segnalato promettendo il suo primo, eventuale premio in danaro, per le vittime, nel caso vincesse il torneo.