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(ansa)

Kyrgios 2.0, ma non basta contro Nadal

Lo spagnolo prevale in 4 set: “Quando Nick gioca senza distrarsi è cosa positiva per il tennis”
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Le identificazioni a volte possono apparire stravaganti. Il tennista australiano Nick Kyrgios si è identificato con Kobe Bryant, il grande cestista dei Lakers morto in un incidente d'elicottero.
Kyrgios è noto per aver più di una volta affermato di preferire il basket al tennis, e addirittura di giocare mal volentieri, certi giorni, quest'ultimo sport. Nick è un new australian, come vengono chiamati i figli di chi non era ancora cittadino australiano, come suo padre George - pittore greco - e sua madre Norlaila, specialista di computer malese. Ha creato una fondazione benefica NKF, le sue iniziali, a favore dei bambini poveri. Fin qui Nick era noto: parolacce agli avversari, agli arbitri, agli spettatori, racchette infrante e spesso, quasi se il tennis gli fosse stato imposto quale un lavoro sgradito. Stavolta niente di simile si è visto. Nick se l'è a volte presa con se stesso, si è limitato a muovere le labbra negativament…
Le identificazioni a volte possono apparire stravaganti. Il tennista australiano Nick Kyrgios si è identificato con Kobe Bryant, il grande cestista dei Lakers morto in un incidente d'elicottero.
Kyrgios è noto per aver più di una volta affermato di preferire il basket al tennis, e addirittura di giocare mal volentieri, certi giorni, quest'ultimo sport. Nick è un new australian, come vengono chiamati i figli di chi non era ancora cittadino australiano, come suo padre George - pittore greco - e sua madre Norlaila, specialista di computer malese. Ha creato una fondazione benefica NKF, le sue iniziali, a favore dei bambini poveri. Fin qui Nick era noto: parolacce agli avversari, agli arbitri, agli spettatori, racchette infrante e spesso, quasi se il tennis gli fosse stato imposto quale un lavoro sgradito. Stavolta niente di simile si è visto. Nick se l'è a volte presa con se stesso, si è limitato a muovere le labbra negativamente o a pronunciare qualche bestemmia nel caso di colpi sbagliati o fortunati dell'avversario, Nadal, come sempre impeccabile anche nel meno fortunato degli scambi.
Per ricordare Kobe, Nick è arrivato sul campo, così come più d'uno degli spettatori, indossando una maglietta da basket gialla, quella numero 8 dei Los Angeles Lakers, che si è tolto terminato il riscaldamento. Ha poi iniziato a condurre il gioco, anche perché Nadal stava molto indietro, come fa spesso, a rispondere ai suoi servizi.
Un numero eccessivo di errori ha offerto il terzo game a Nadal e la prima partita si è conclusa a favore dello spagnolo, 6-3. Il gioco si apparigliava, anche grazie alla posizione arretrata di Nadal. Nel terzo set, Kyrgios non mollava più il servizio fino al tie-break e solo in quel frangente Nadal, attaccando più spesso, riusciva ad aggiudicarselo. Nuovamente tiebreak nel quarto, con Nadal sempre più spesso a rete, insolito per lui, e tie-break risolto 7 a 3. Si era verificato lo stesso score di Wimbledon, nonostante un Kyrgios più pericoloso, più spesso a rete, e un Nadal positivamente costretto a imitarlo.
Alla fine ecco sul campo John McEnroe, nel ruolo di intervistatore scippato a Jim Courier, e Nadal confermare che il match era stato molto duro "perché con Nick non sei mai in controllo, non sai mai cosa può succedere ed é stato più che difficile brekkarlo dopo il secondo set: quando gioca come oggi, senza distrarsi, è positivo per sé e per il nostro sport".