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(ansa)

Doping, solo un capello può salvare Iannone: “Gli steroidi erano nelle bistecche”

Nel processo al pilota della MotoGp la difesa presenta un test antidroga negativo: “Gli piace la carne, è un delitto?”
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La carriera di Andrea Iannone è appesa a un capello. In senso letterale. Nell'udienza di ieri pomeriggio, davanti alla Corte Disciplinare Internazionale a Mies in Svizzera, dove il pilota italiano doveva rispondere delle tracce di steroidi anabolizzanti trovate nelle sue urine durante un controllo a sorpresa nel novembre scorso, il difensore del campione abruzzese ha presentato i risultati dell'esame di parte fatto presso il Centro Regionale Antidoping 'A. Bertinaria' di Torino. "Andrea è totalmente pulito: nessuna traccia di droga dal settembre 2019 al gennaio 2020" ha confermato l'avvocato Antonio De Rensis. Il rappresentante della Federazione Internazionale Motociclismo, cioè l'accusa, ha chiesto dodici giorni per esaminare i nuovi elementi: la Corte gliene ha concessi solo cinque, anche perché il pm era in possesso dei risultati dell'esame già dal 31 gennaio.
Altri cinque giorni spetteranno a Iannone e al suo…
La carriera di Andrea Iannone è appesa a un capello. In senso letterale. Nell'udienza di ieri pomeriggio, davanti alla Corte Disciplinare Internazionale a Mies in Svizzera, dove il pilota italiano doveva rispondere delle tracce di steroidi anabolizzanti trovate nelle sue urine durante un controllo a sorpresa nel novembre scorso, il difensore del campione abruzzese ha presentato i risultati dell'esame di parte fatto presso il Centro Regionale Antidoping 'A. Bertinaria' di Torino. "Andrea è totalmente pulito: nessuna traccia di droga dal settembre 2019 al gennaio 2020" ha confermato l'avvocato Antonio De Rensis. Il rappresentante della Federazione Internazionale Motociclismo, cioè l'accusa, ha chiesto dodici giorni per esaminare i nuovi elementi: la Corte gliene ha concessi solo cinque, anche perché il pm era in possesso dei risultati dell'esame già dal 31 gennaio.
Altri cinque giorni spetteranno a Iannone e al suo legale per eventuali repliche. Il giudizio è così rinviato almeno fino al prossimo 15 febbraio, e questo significa che la sospensione del pilota è prorogata a quella data: oggi avrebbe dovuto partire per Sepang, dove da sabato cominciano i test della MotoGp per la stagione 2020. Invece resterà a casa. Toccherà a Bradley Smith, insieme ad Aleix Espargaró, provare le nuove moto ufficiali dell'Aprilia.
"Non per alterare delle prestazioni sportive, ma esclusivamente per fini estetici": nel corso di quattro ore di udienza la pubblica accusa avrebbe in qualche modo sostenuto che il presunto uso di steroidi anabolizzanti da parte di The Maniac (era stata rintracciata una quantità minima pari a 1,5 nanogrammi per milligrammo di Drostanolone) era finalizzato ad aumentare la muscolatura, sì. Ma solo per fare "bella figura" nelle tante foto "in mutande" postate su Instagram. "Come è stato possibile vedere nelle foto che sono state mostrate in aula Andrea ha in realtà un fisico uguale a quello di migliaia di altri sportivi: non c'è proprio nulla di strano, tantomeno di innaturale", ha ribadito De Rensis. Iannone ha risposto alle domande dei giudici che gli chiedevano se avesse mai fatto uso di doping e quale fosse la sua normale dieta alimentare (tema poi approfondito anche da tre testimoni che lavorano da dieci anni nel paddock). "Se c'è una risibile presenza di steroidi è solo conseguenza della tanta carne mangiata dal pilota durante il suo lungo soggiorno in Malesia. Gli piacciono le bistecche, è un delitto?". Bistecche di provenienza cinese, e notoriamente "dopata". La carne, ripete l'avvocato: non Iannone.