Un partito per cambiare il fuorigioco
Matteo Pinci , di MATTEO PINCILa proposta di Wenger favorisce gli attaccanti e piace all’Uefa. Perplessa la Fifa. Per ora
C'è un "partito" che vuole cambiare il fuorigioco. Si muove da tempo per una riforma della regola in una versione più soft, favorevole agli attaccanti. Obiettivo: incrementare i gol e lo spettacolo.
Il Var oggi trancia al centimetro le posizioni degli attori in campo. E il fuorigioco è l'area di applicazione in cui la moviola funziona meglio. Eppure, non è la verità assoluta: la definizione dei pixel e la scelta del frame esatto in cui parte il passaggio hanno un margine d'approssimazione, soprattutto se gli incroci riguardano parti del corpo distanti, come un piede e una spalla. In più, avere la punta del piede "oltre" non dà alcun vantaggio. Gli inglesi, che hanno introdotto con cautela e diffidenza la tecnologia, non hanno mai digerito questa minima percentuale di fallibilità. Tanto più che il Var dovrebbe intervenire su errori chiari ed evidenti, e non su quello che è stato…
Il Var oggi trancia al centimetro le posizioni degli attori in campo. E il fuorigioco è l'area di applicazione in cui la moviola funziona meglio. Eppure, non è la verità assoluta: la definizione dei pixel e la scelta del frame esatto in cui parte il passaggio hanno un margine d'approssimazione, soprattutto se gli incroci riguardano parti del corpo distanti, come un piede e una spalla. In più, avere la punta del piede "oltre" non dà alcun vantaggio. Gli inglesi, che hanno introdotto con cautela e diffidenza la tecnologia, non hanno mai digerito questa minima percentuale di fallibilità. Tanto più che il Var dovrebbe intervenire su errori chiari ed evidenti, e non su quello che è stato…
C'è un "partito" che vuole cambiare il fuorigioco. Si muove da tempo per una riforma della regola in una versione più soft, favorevole agli attaccanti. Obiettivo: incrementare i gol e lo spettacolo.
Il Var oggi trancia al centimetro le posizioni degli attori in campo. E il fuorigioco è l'area di applicazione in cui la moviola funziona meglio. Eppure, non è la verità assoluta: la definizione dei pixel e la scelta del frame esatto in cui parte il passaggio hanno un margine d'approssimazione, soprattutto se gli incroci riguardano parti del corpo distanti, come un piede e una spalla. In più, avere la punta del piede "oltre" non dà alcun vantaggio. Gli inglesi, che hanno introdotto con cautela e diffidenza la tecnologia, non hanno mai digerito questa minima percentuale di fallibilità. Tanto più che il Var dovrebbe intervenire su errori chiari ed evidenti, e non su quello che è stato ribattezzato "il fuorigioco di naso".
Da qui la corrente di pensiero che preme per un passo indietro, come anticipato a gennaio a Repubblica da una fonte qualificata. Adesso c'è una proposta dettagliata, annunciata in una tavola rotonda ai premi Laureus a Berlino dall'ex allenatore dell'Arsenal Arsene Wenger, da novembre responsabile dello sviluppo mondiale del calcio per la Fifa: "C'è spazio per cambiare la regola e fare in modo che non basti una piccola porzione del corpo oltre il difensore per far scattare il fuorigioco". Verrebbe reintrodotto e reinterpretato il concetto di "luce": per essere in fuorigioco l'attaccante dovrebbe trovarsi con il corpo completamente oltre il difensore (braccia escluse). Così, più del Var, tornerebbero determinanti i guardalinee, che nelle segnalazioni hanno un margine d'errore dell'1,2%: se non è la perfezione, quasi. Escluso che la proposta sia presentata nel General meeting dell'Ifab, il board che decide le regole del calcio, il 29 febbraio. Ma il tema, dopo l'uscita di Wenger, è ormai sul tavolo.
Gli sponsor sono politicamente pesanti, a partire dal presidente dell'Uefa Ceferin. È pensiero diffuso che le partite, per essere attraenti, dovrebbero produrre in media 3 gol ognuna, che nella maggior parte dei casi vorrebbe dire un 2-1: due squadre a segno e un vincitore, l'equilibrio perfetto. E la riforma favorirebbe gli attaccanti. A frenare è l'Ifab, composto da 8 membri: 4 li nomina la Fifa, 4 le federazioni britanniche. Per cambiare una regola servono 6 voti. E l'apertura di Wenger, uomo Fifa, può rafforzare la spinta riformista del calcio di Sua Maestà.
Fino a oggi la proposta si è scontrata con una certa cautela della Fifa. Ma l'iniziativa riformista non si fermerà e anzi a fine mese muoverà nuovi passi, ufficiali. Il ct Mancini può comunque stare tranquillo: da qui agli Europei non dovrà insegnare a Bonucci un nuovo modo per marcare Bale.
Il Var oggi trancia al centimetro le posizioni degli attori in campo. E il fuorigioco è l'area di applicazione in cui la moviola funziona meglio. Eppure, non è la verità assoluta: la definizione dei pixel e la scelta del frame esatto in cui parte il passaggio hanno un margine d'approssimazione, soprattutto se gli incroci riguardano parti del corpo distanti, come un piede e una spalla. In più, avere la punta del piede "oltre" non dà alcun vantaggio. Gli inglesi, che hanno introdotto con cautela e diffidenza la tecnologia, non hanno mai digerito questa minima percentuale di fallibilità. Tanto più che il Var dovrebbe intervenire su errori chiari ed evidenti, e non su quello che è stato ribattezzato "il fuorigioco di naso".
Da qui la corrente di pensiero che preme per un passo indietro, come anticipato a gennaio a Repubblica da una fonte qualificata. Adesso c'è una proposta dettagliata, annunciata in una tavola rotonda ai premi Laureus a Berlino dall'ex allenatore dell'Arsenal Arsene Wenger, da novembre responsabile dello sviluppo mondiale del calcio per la Fifa: "C'è spazio per cambiare la regola e fare in modo che non basti una piccola porzione del corpo oltre il difensore per far scattare il fuorigioco". Verrebbe reintrodotto e reinterpretato il concetto di "luce": per essere in fuorigioco l'attaccante dovrebbe trovarsi con il corpo completamente oltre il difensore (braccia escluse). Così, più del Var, tornerebbero determinanti i guardalinee, che nelle segnalazioni hanno un margine d'errore dell'1,2%: se non è la perfezione, quasi. Escluso che la proposta sia presentata nel General meeting dell'Ifab, il board che decide le regole del calcio, il 29 febbraio. Ma il tema, dopo l'uscita di Wenger, è ormai sul tavolo.
Gli sponsor sono politicamente pesanti, a partire dal presidente dell'Uefa Ceferin. È pensiero diffuso che le partite, per essere attraenti, dovrebbero produrre in media 3 gol ognuna, che nella maggior parte dei casi vorrebbe dire un 2-1: due squadre a segno e un vincitore, l'equilibrio perfetto. E la riforma favorirebbe gli attaccanti. A frenare è l'Ifab, composto da 8 membri: 4 li nomina la Fifa, 4 le federazioni britanniche. Per cambiare una regola servono 6 voti. E l'apertura di Wenger, uomo Fifa, può rafforzare la spinta riformista del calcio di Sua Maestà.
Fino a oggi la proposta si è scontrata con una certa cautela della Fifa. Ma l'iniziativa riformista non si fermerà e anzi a fine mese muoverà nuovi passi, ufficiali. Il ct Mancini può comunque stare tranquillo: da qui agli Europei non dovrà insegnare a Bonucci un nuovo modo per marcare Bale.