I ragazzi salvati dalla Paranza
Angelo Carotenuto , di ANGELO CAROTENUTOUn anno fa dedicammo la nostra copertina al film che li aveva allontanati da strade pericolose. Ora siamo ritornati in una Napoli sempre parecchio difficile per vedere come se la stanno cavando
NAPOLI. Nella pasticceria dove lavorava per 20 euro a settimana, Francesco non ci va più. Ha imparato a doppiarsi, conosce i termini tecnici e parla di montaggio. Artem ha messo la boxe un po' in disparte. "Ho solo sostituito un sogno con un altro. Sacrifici, passione e amore sono uguali". È ingrassato, sarebbe un peso medio, ora si allena soltanto, non combatte. Pasquale esce di casa la mattina da Scampia e impiatta meravigliose parmigiane di melanzane in un bistrot del centro, lui che continua ad avere "due desideri meravigliosi: o fare lo chef o fare l'attore". Potevano perdersi, il cinema è andato a prenderli. "A me questo film me lo ha mandato Dio" diceva un anno fa Francesco Di Napoli, il protagonista di La paranza dei bambini, il film di Claudio Giovannesi che a inizio 2019 vinceva l'Orso d'argento per la sceneggiatura al Festival di Berlino. Furono scelti da Palomar nei quartieri più a rischio di Napoli …
NAPOLI. Nella pasticceria dove lavorava per 20 euro a settimana, Francesco non ci va più. Ha imparato a doppiarsi, conosce i termini tecnici e parla di montaggio. Artem ha messo la boxe un po' in disparte. "Ho solo sostituito un sogno con un altro. Sacrifici, passione e amore sono uguali". È ingrassato, sarebbe un peso medio, ora si allena soltanto, non combatte. Pasquale esce di casa la mattina da Scampia e impiatta meravigliose parmigiane di melanzane in un bistrot del centro, lui che continua ad avere "due desideri meravigliosi: o fare lo chef o fare l'attore". Potevano perdersi, il cinema è andato a prenderli. "A me questo film me lo ha mandato Dio" diceva un anno fa Francesco Di Napoli, il protagonista di La paranza dei bambini, il film di Claudio Giovannesi che a inizio 2019 vinceva l'Orso d'argento per la sceneggiatura al Festival di Berlino. Furono scelti da Palomar nei quartieri più a rischio di Napoli fra tremila, durante provini durati sei mesi. Dovevano sapere di cosa si parlava.
Un anno dopo, mentre c'è una città che di nuovo si interroga sulla morte di un figlio suo smarrito, un quindicenne ucciso durante un tentativo di rapina, i ragazzi salvati dalla Paranza raccontano che la loro occasione non l'hanno sprecata. Viviana Aprea nel film era Letizia, la baby fidanzatina di un boss non ancora uomo. Sta finendo l'istituto tecnico. Vuole iscriversi a Economia, laurearsi, studiare recitazione, viaggiare, sta al mondo con la fame di chi ne sta scoprendo le meraviglie un po' per volta e le vorrebbe tutte: "Fare la manager di un'impresa internazionale, organizzare eventi, dedicarmi a una start up. Il cinema rimane un grande sogno. Aspetto un altro ruolo. Ma mia madre dice che devo studiare, e che se mi monto la testa mi viene a prendere sopra al piedistallo e mi butta a terra. Mi sono sentita cambiata dalla lavorazione del film, non dalla sua uscita. Nella mentalità, nel modo di pensare, nella consapevolezza di me, nella determinazione. Poi ho anche compiuto 18 anni e molti pensieri negativi sono spariti".
Sia Pasquale Marotta sia Artem hanno avuto una parte in Mare Fuori, fiction in arrivo a fine mese su Rai 2. "I miei occhi si sono aperti" dice Artem "il cinema era un gioco, adesso è un obiettivo. La Paranza non mi ha salvato la vita ma mi ha aperto una strada. Pensavo che sarebbe stata una parentesi, che il giorno appresso sarei tornato nella fogna. Temevo che fosse un'illusione con la data di scadenza. Adesso invece so che posso essere un esempio per qualche ragazzo del quartiere, che guarda me e pensa che allora ce la può fare pure lui. È una responsabilità. Ne devo essere all'altezza, devo essere coerente con il messaggio che porto". Due mesi dopo l'uscita del film Artem si ritrovò circondato e accoltellato per la strada. Erano in quindici. "Non mi spaventa che possa succedere qualcosa a me. Il mio terrore è di perdere mia madre. Faccio tutto per lei perché lei ha fatto tutto per me. Anche l'uomo più potente del mondo si porta la sera a letto le sue paure".
Anche Francesco adesso dice che cerca "di stare meno in giro, anche se gli amici purtroppo li vedo di meno. Non voglio correre il rischio di vedere trascinato il mio nome in qualche brutta storia. A Napoli per molti le vie sono due: o te ne vai o finisci dentro al sistema". Ha girato da protagonista la serie Romulus (prossimamente su Sky Atlantic) "e ho capito cos'è questo lavoro, perché non era più la Paranza, dove dovevo essere naturale, qui dovevo davvero recitare. È arrivato al momento giusto per uscire dal personaggio del napoletano che interpreta se stesso. Ero un mezza testa calda anch'io. Ho avuto un'occasione per scoprire un'altra vita che esisteva e non conoscevo, fuori dal rione mio, dove si possono passare giornate intere senza fare niente. Ho scoperto i treni, i viaggi, ho visto tutto Scorsese, tutto Tarantino. Prima guardavo solo i cinepanettoni. Se fossi stato un figlio di papà, forse adesso non avrei questa ossessione di imparare".
Imparare altro, imparare tutto, anche come si gestiscono i soldi in tasca quando hai un lavoro. Pasquale Marotta dice di aver aiutato i suoi, "mi sono tolto qualche sfizio e ho regalato un videogioco a mio fratello". Artem se n'è andato in America, "a vedere com'è Hollywood da vicino, poi tre giorni a Las Vegas ma non mi hanno fatto nemmeno avvicinare ai casinò: che posto strano l'America, a 16 anni puoi sparare ma ne devi avere 21 per guidare. Ora vorrei andare a New York e in Brasile. I viaggi insegnano cose". Viviana si è regalata dei bei vestiti. Francesco ha comprato una cucina nuova a sua madre. Ora guadagna più di suo padre, "ma questa cosa non imbarazza nessuno, anzi, è un motivo di soddisfazione". Racconta che guardava le scarpe dei ragazzi di Posillipo e pensava che un giorno le avrebbe volute uguali. "Quel giorno è arrivato".
Palomar continua a interessarsi a loro, come Cesare Moreno, 73 anni, maestro elementare tra i fondatori del progetto Chance per il recupero dei dispersi della scuola media, presidente della onlus Maestri di Strada. "Il nostro lavoro è creare occasioni. Nelle situazioni che non si possono cambiare, cerchiamo di cambiare la maniera di starci dentro". Operano nell'area tra San Giovanni, Ponticelli e Barra, l'ex triangolo rosso di Napoli, "una discarica umana, riempita da persone selezionate perché vivessero nelle case popolari e sbattute là senza nient'altro, dove la disoccupazione giovanile è al 70 per cento e il 40 per cento dei ragazzi lascia la scuola dopo il primo anno. Noi lavoriamo per cambiare la vita a centinaia di loro, insegnando che anche un lavoro piccolo e schifoso mantiene una sua dignità, ma allo stesso tempo combattiamo l'idea che una persona consideri di avere una dignità solo se lavora. Se posso essere sintetico in modo estremo: aiutiamo a vivere in situazioni di monnezza senza sentirsi monnezza. Tra ragazzi diffidenti, molti con genitori al 41 bis, insegnanti stressati, genitori avviliti. Siamo dei palombari del disagio". Con sessanta operatori in tutto e un budget sempre troppo risicato. "Cinquecentomila euro l'anno raccolti in giro, con il solo Comune di Napoli che contribuisce per 100 mila, quando forse non ne basterebbero dieci volte di più per fare tutto quello che si dovrebbe fare".
La Paranza dei bambini è stata nelle scuole, i ragazzi hanno accompagnato il loro film, "ma c'è chi non lo ha capito" si lamenta Francesco, "e lo ha giudicato male". Hanno esperienza di una scuola che non sempre ha saputo trovare il tono giusto. Artem spiega che "non esistono cattivi alunni, casomai cattivi maestri, quelli che non ti fanno appassionare. Se noi siamo il futuro, al futuro ci dovrebbero preparare". Ora Francesco vorrebbe trasferirsi a Roma, "meno spese di viaggio, meno stress", e anche Viviana vorrebbe andarci per studiare. Si sono scelti i modelli da seguire, lui Alessandro Borghi, "lo vedo simile a me, io mi sento quello che forse era lui dieci anni fa", lei invece Anne Hathaway, "perché mi piacciono i film romantici e quelli con Angelina Jolie". Stanno scoprendo le piccole grandi invidie di compagnie che pensavano fossero amicizie, oppure le prime gelosie sentimentali per un bacio dato sul set. "Il mio ragazzo lo sa. Voglio che questo sia il mio lavoro. Se gli sta bene, bene". Francesco parla la lingua degli innamorati. "La mia ragazza, o ex ragazza, non lo so ancora bene, mi ha conosciuto quando guadagnavo 20 euro a settimana, voglio che sia lei ad accompagnarmi ancora, adesso e nel futuro". E se Scarlett Johansson ti conosce e si innamora di te? "Può succedere", dice, non ride, "ma io voglio lei".
Sul Venerdì del 13 marzo 2020
Un anno dopo, mentre c'è una città che di nuovo si interroga sulla morte di un figlio suo smarrito, un quindicenne ucciso durante un tentativo di rapina, i ragazzi salvati dalla Paranza raccontano che la loro occasione non l'hanno sprecata. Viviana Aprea nel film era Letizia, la baby fidanzatina di un boss non ancora uomo. Sta finendo l'istituto tecnico. Vuole iscriversi a Economia, laurearsi, studiare recitazione, viaggiare, sta al mondo con la fame di chi ne sta scoprendo le meraviglie un po' per volta e le vorrebbe tutte: "Fare la manager di un'impresa internazionale, organizzare eventi, dedicarmi a una start up. Il cinema rimane un grande sogno. Aspetto un altro ruolo. Ma mia madre dice che devo studiare, e che se mi monto la testa mi viene a prendere sopra al piedistallo e mi butta a terra. Mi sono sentita cambiata dalla lavorazione del film, non dalla sua uscita. Nella mentalità, nel modo di pensare, nella consapevolezza di me, nella determinazione. Poi ho anche compiuto 18 anni e molti pensieri negativi sono spariti".
Sia Pasquale Marotta sia Artem hanno avuto una parte in Mare Fuori, fiction in arrivo a fine mese su Rai 2. "I miei occhi si sono aperti" dice Artem "il cinema era un gioco, adesso è un obiettivo. La Paranza non mi ha salvato la vita ma mi ha aperto una strada. Pensavo che sarebbe stata una parentesi, che il giorno appresso sarei tornato nella fogna. Temevo che fosse un'illusione con la data di scadenza. Adesso invece so che posso essere un esempio per qualche ragazzo del quartiere, che guarda me e pensa che allora ce la può fare pure lui. È una responsabilità. Ne devo essere all'altezza, devo essere coerente con il messaggio che porto". Due mesi dopo l'uscita del film Artem si ritrovò circondato e accoltellato per la strada. Erano in quindici. "Non mi spaventa che possa succedere qualcosa a me. Il mio terrore è di perdere mia madre. Faccio tutto per lei perché lei ha fatto tutto per me. Anche l'uomo più potente del mondo si porta la sera a letto le sue paure".
Anche Francesco adesso dice che cerca "di stare meno in giro, anche se gli amici purtroppo li vedo di meno. Non voglio correre il rischio di vedere trascinato il mio nome in qualche brutta storia. A Napoli per molti le vie sono due: o te ne vai o finisci dentro al sistema". Ha girato da protagonista la serie Romulus (prossimamente su Sky Atlantic) "e ho capito cos'è questo lavoro, perché non era più la Paranza, dove dovevo essere naturale, qui dovevo davvero recitare. È arrivato al momento giusto per uscire dal personaggio del napoletano che interpreta se stesso. Ero un mezza testa calda anch'io. Ho avuto un'occasione per scoprire un'altra vita che esisteva e non conoscevo, fuori dal rione mio, dove si possono passare giornate intere senza fare niente. Ho scoperto i treni, i viaggi, ho visto tutto Scorsese, tutto Tarantino. Prima guardavo solo i cinepanettoni. Se fossi stato un figlio di papà, forse adesso non avrei questa ossessione di imparare".
Imparare altro, imparare tutto, anche come si gestiscono i soldi in tasca quando hai un lavoro. Pasquale Marotta dice di aver aiutato i suoi, "mi sono tolto qualche sfizio e ho regalato un videogioco a mio fratello". Artem se n'è andato in America, "a vedere com'è Hollywood da vicino, poi tre giorni a Las Vegas ma non mi hanno fatto nemmeno avvicinare ai casinò: che posto strano l'America, a 16 anni puoi sparare ma ne devi avere 21 per guidare. Ora vorrei andare a New York e in Brasile. I viaggi insegnano cose". Viviana si è regalata dei bei vestiti. Francesco ha comprato una cucina nuova a sua madre. Ora guadagna più di suo padre, "ma questa cosa non imbarazza nessuno, anzi, è un motivo di soddisfazione". Racconta che guardava le scarpe dei ragazzi di Posillipo e pensava che un giorno le avrebbe volute uguali. "Quel giorno è arrivato".
Palomar continua a interessarsi a loro, come Cesare Moreno, 73 anni, maestro elementare tra i fondatori del progetto Chance per il recupero dei dispersi della scuola media, presidente della onlus Maestri di Strada. "Il nostro lavoro è creare occasioni. Nelle situazioni che non si possono cambiare, cerchiamo di cambiare la maniera di starci dentro". Operano nell'area tra San Giovanni, Ponticelli e Barra, l'ex triangolo rosso di Napoli, "una discarica umana, riempita da persone selezionate perché vivessero nelle case popolari e sbattute là senza nient'altro, dove la disoccupazione giovanile è al 70 per cento e il 40 per cento dei ragazzi lascia la scuola dopo il primo anno. Noi lavoriamo per cambiare la vita a centinaia di loro, insegnando che anche un lavoro piccolo e schifoso mantiene una sua dignità, ma allo stesso tempo combattiamo l'idea che una persona consideri di avere una dignità solo se lavora. Se posso essere sintetico in modo estremo: aiutiamo a vivere in situazioni di monnezza senza sentirsi monnezza. Tra ragazzi diffidenti, molti con genitori al 41 bis, insegnanti stressati, genitori avviliti. Siamo dei palombari del disagio". Con sessanta operatori in tutto e un budget sempre troppo risicato. "Cinquecentomila euro l'anno raccolti in giro, con il solo Comune di Napoli che contribuisce per 100 mila, quando forse non ne basterebbero dieci volte di più per fare tutto quello che si dovrebbe fare".
La Paranza dei bambini è stata nelle scuole, i ragazzi hanno accompagnato il loro film, "ma c'è chi non lo ha capito" si lamenta Francesco, "e lo ha giudicato male". Hanno esperienza di una scuola che non sempre ha saputo trovare il tono giusto. Artem spiega che "non esistono cattivi alunni, casomai cattivi maestri, quelli che non ti fanno appassionare. Se noi siamo il futuro, al futuro ci dovrebbero preparare". Ora Francesco vorrebbe trasferirsi a Roma, "meno spese di viaggio, meno stress", e anche Viviana vorrebbe andarci per studiare. Si sono scelti i modelli da seguire, lui Alessandro Borghi, "lo vedo simile a me, io mi sento quello che forse era lui dieci anni fa", lei invece Anne Hathaway, "perché mi piacciono i film romantici e quelli con Angelina Jolie". Stanno scoprendo le piccole grandi invidie di compagnie che pensavano fossero amicizie, oppure le prime gelosie sentimentali per un bacio dato sul set. "Il mio ragazzo lo sa. Voglio che questo sia il mio lavoro. Se gli sta bene, bene". Francesco parla la lingua degli innamorati. "La mia ragazza, o ex ragazza, non lo so ancora bene, mi ha conosciuto quando guadagnavo 20 euro a settimana, voglio che sia lei ad accompagnarmi ancora, adesso e nel futuro". E se Scarlett Johansson ti conosce e si innamora di te? "Può succedere", dice, non ride, "ma io voglio lei".
Sul Venerdì del 13 marzo 2020