Vettel vede l'orizzonte rosso: "Cara Ferrari, dove firmo?"
Alessandra Retico , di ALESSANDRA RETICOIl tedesco apre al taglio dello stipendio: “Ne parlerò col team, ma non voglio lucidare la mia immagine”
L'uomo in rosso seduto nella stanza bianca. L'uomo in rosso ama la velocità, invece guarda come è immobile. Mattino presto a casa di Sebastian Vettel, in Svizzera.
È un tempo sospeso anche per il pilota della Ferrari e la Formula 1. Solo le travi di legno sul soffitto e i quadri astratti alla parete sullo sfondo ricordano che il mondo girava, eccome se girava. "Sono di un piccolo artista tedesco, quattro quadri in tutto, non sono macchine". Lo dice con nostalgia, Sebastian. Nello stop forzato della pandemia, per lui il tempo ha un significato diverso. Ha trentadue anni, una moglie, tre figli e un contratto in scadenza con Maranello. L'inizio del Mondiale è rimandato sine die. La Formula 1 ha rinviato al 2022 il cambio di regolamenti previsti per l'anno prossimo. Seb non vuole scendere dalla sella del Cavallino: "Su questo sono stato chiaro l'ultima volta che abbiamo parlato, anche in Australia".
Ci galoppa dal 2015 se…
È un tempo sospeso anche per il pilota della Ferrari e la Formula 1. Solo le travi di legno sul soffitto e i quadri astratti alla parete sullo sfondo ricordano che il mondo girava, eccome se girava. "Sono di un piccolo artista tedesco, quattro quadri in tutto, non sono macchine". Lo dice con nostalgia, Sebastian. Nello stop forzato della pandemia, per lui il tempo ha un significato diverso. Ha trentadue anni, una moglie, tre figli e un contratto in scadenza con Maranello. L'inizio del Mondiale è rimandato sine die. La Formula 1 ha rinviato al 2022 il cambio di regolamenti previsti per l'anno prossimo. Seb non vuole scendere dalla sella del Cavallino: "Su questo sono stato chiaro l'ultima volta che abbiamo parlato, anche in Australia".
Ci galoppa dal 2015 se…
L'uomo in rosso seduto nella stanza bianca. L'uomo in rosso ama la velocità, invece guarda come è immobile. Mattino presto a casa di Sebastian Vettel, in Svizzera.
È un tempo sospeso anche per il pilota della Ferrari e la Formula 1. Solo le travi di legno sul soffitto e i quadri astratti alla parete sullo sfondo ricordano che il mondo girava, eccome se girava. "Sono di un piccolo artista tedesco, quattro quadri in tutto, non sono macchine". Lo dice con nostalgia, Sebastian. Nello stop forzato della pandemia, per lui il tempo ha un significato diverso. Ha trentadue anni, una moglie, tre figli e un contratto in scadenza con Maranello. L'inizio del Mondiale è rimandato sine die. La Formula 1 ha rinviato al 2022 il cambio di regolamenti previsti per l'anno prossimo. Seb non vuole scendere dalla sella del Cavallino: "Su questo sono stato chiaro l'ultima volta che abbiamo parlato, anche in Australia".
Ci galoppa dal 2015 senza ancora aver vinto un titolo mondiale, lui che con Red Bull ne ha infilzati quattro consecutivi. Sarebbe disposto anche a un taglio dello stipendio (guadagna quaranta milioni di euro a stagione). Si dice, anche della metà. Il presidente John Elkann ha ridotto a zero il suo. "Sto parlando con il team principal Mattia Binotto regolarmente, di questa cosa ne discuterò con il team. Seguo i dibattiti della gente su ciò che è giusto e su cosa è sbagliato, ma io non voglio usare questa situazione eccezionale per lucidare la mia immagine in pubblico".
Firmerà dunque il rinnovo prima dell'inizio della stagione? "Dipende da quando faremo la prima gara, la priorità è affrontare l'emergenza nel modo giusto, visto che l'Italia è stata la prima a essere colpita dal virus. Tutto è sospeso, avremo tempo per discutere. Non sarò condizionato dallo slittamento delle regole che per me è stata una buona decisione, non importa se la Ferrari viene penalizzata o no, la cosa importante è fare la cosa giusta per lo sport. Qualunque sarà il contratto che discuteremo, dovrà soddisfare sia me che il team. Non so quantificare la durata, ho sempre firmato accordi di tre anni e anche se sono uno dei piloti con più esperienza in Formula 1 non sono il più vecchio del paddock".
Anche se il mondo che verrà, anche in Formula 1, sarà molto diverso da quello che ama Vettel: uomo molto classico ("La scomparsa di Stirling Moss? Un vero gentleman, ci mancherà"), per niente social, "amo invece chi vive la vita con passione. Il nostro è uno sport ricco di tradizioni, è nostra responsabilità preservarne la natura ma il mondo sta cambiando, saremmo degli stolti a ignorarlo, dobbiamo andare incontro a nuove aspettative. Progressi nei social? No, visto che non ho mai iniziato. Quindi non mi mancano. Ho un simulatore da un paio di giorni, ma non credo che ci combatterò mai per un campionato, a me piacciono le gare nel mondo vero. Le sensazioni che ti dà una macchina sono insostituibili. E onestamente ne sento la mancanza. Non vedo l'ora di tornare in auto, amo ancora tanto correre. Ma ora la priorità è la salute. Sfruttiamo questa occasione per recuperare quello che trascuriamo e per riflettere su quello che davvero conta per noi. Spero arriveremo a conclusioni durature. Io mi dedico ai figli, al giardinaggio, e cerco di mantenere la forma. Non ho scoperto cose eclatanti di me, tipo che sono un grande chitarrista. Non ho doti nascoste. Il grande cambiamento in questa strana pausa è che non abbiamo giorni normali, e normali routine che sono buone nella vita. A me manca il resto della famiglia, gli amici, le cene fuori al ristorante".
La vita com'era, quando le macchine facevano brum brum. "Sono diviso: da una parte mi attraeva l'idea di guidare una macchina nuova l'anno prossimo ma non accadrà, dall'altra le monoposto di adesso sono più veloci di quelle del futuro. E a me piace andare più veloce, non rallentare".
E la Ferrari, sarebbe andata veloce? "Migliorata dall'anno scorso e io mi ci trovo meglio, ma non era la favorita". Le discussioni sul motore 2019? "Ci fidiamo della Federazione mondiale". Il Das della Mercedes? "Interessante, ma non credo che sia la chiave vincente". Quando e come si riaprirà? "A porte chiuse non è bello, ma un compromesso possibile. Essere campione con oli dieci gran premi che effetto farebbe? Con poche gare devi essere consistente". Una promessa? "A Maranello la fabbrica è chiusa, ma le teste rimangono in funzione e producono idee". Da appendere su questa parete bianca.
È un tempo sospeso anche per il pilota della Ferrari e la Formula 1. Solo le travi di legno sul soffitto e i quadri astratti alla parete sullo sfondo ricordano che il mondo girava, eccome se girava. "Sono di un piccolo artista tedesco, quattro quadri in tutto, non sono macchine". Lo dice con nostalgia, Sebastian. Nello stop forzato della pandemia, per lui il tempo ha un significato diverso. Ha trentadue anni, una moglie, tre figli e un contratto in scadenza con Maranello. L'inizio del Mondiale è rimandato sine die. La Formula 1 ha rinviato al 2022 il cambio di regolamenti previsti per l'anno prossimo. Seb non vuole scendere dalla sella del Cavallino: "Su questo sono stato chiaro l'ultima volta che abbiamo parlato, anche in Australia".
Ci galoppa dal 2015 senza ancora aver vinto un titolo mondiale, lui che con Red Bull ne ha infilzati quattro consecutivi. Sarebbe disposto anche a un taglio dello stipendio (guadagna quaranta milioni di euro a stagione). Si dice, anche della metà. Il presidente John Elkann ha ridotto a zero il suo. "Sto parlando con il team principal Mattia Binotto regolarmente, di questa cosa ne discuterò con il team. Seguo i dibattiti della gente su ciò che è giusto e su cosa è sbagliato, ma io non voglio usare questa situazione eccezionale per lucidare la mia immagine in pubblico".
Firmerà dunque il rinnovo prima dell'inizio della stagione? "Dipende da quando faremo la prima gara, la priorità è affrontare l'emergenza nel modo giusto, visto che l'Italia è stata la prima a essere colpita dal virus. Tutto è sospeso, avremo tempo per discutere. Non sarò condizionato dallo slittamento delle regole che per me è stata una buona decisione, non importa se la Ferrari viene penalizzata o no, la cosa importante è fare la cosa giusta per lo sport. Qualunque sarà il contratto che discuteremo, dovrà soddisfare sia me che il team. Non so quantificare la durata, ho sempre firmato accordi di tre anni e anche se sono uno dei piloti con più esperienza in Formula 1 non sono il più vecchio del paddock".
Anche se il mondo che verrà, anche in Formula 1, sarà molto diverso da quello che ama Vettel: uomo molto classico ("La scomparsa di Stirling Moss? Un vero gentleman, ci mancherà"), per niente social, "amo invece chi vive la vita con passione. Il nostro è uno sport ricco di tradizioni, è nostra responsabilità preservarne la natura ma il mondo sta cambiando, saremmo degli stolti a ignorarlo, dobbiamo andare incontro a nuove aspettative. Progressi nei social? No, visto che non ho mai iniziato. Quindi non mi mancano. Ho un simulatore da un paio di giorni, ma non credo che ci combatterò mai per un campionato, a me piacciono le gare nel mondo vero. Le sensazioni che ti dà una macchina sono insostituibili. E onestamente ne sento la mancanza. Non vedo l'ora di tornare in auto, amo ancora tanto correre. Ma ora la priorità è la salute. Sfruttiamo questa occasione per recuperare quello che trascuriamo e per riflettere su quello che davvero conta per noi. Spero arriveremo a conclusioni durature. Io mi dedico ai figli, al giardinaggio, e cerco di mantenere la forma. Non ho scoperto cose eclatanti di me, tipo che sono un grande chitarrista. Non ho doti nascoste. Il grande cambiamento in questa strana pausa è che non abbiamo giorni normali, e normali routine che sono buone nella vita. A me manca il resto della famiglia, gli amici, le cene fuori al ristorante".
La vita com'era, quando le macchine facevano brum brum. "Sono diviso: da una parte mi attraeva l'idea di guidare una macchina nuova l'anno prossimo ma non accadrà, dall'altra le monoposto di adesso sono più veloci di quelle del futuro. E a me piace andare più veloce, non rallentare".
E la Ferrari, sarebbe andata veloce? "Migliorata dall'anno scorso e io mi ci trovo meglio, ma non era la favorita". Le discussioni sul motore 2019? "Ci fidiamo della Federazione mondiale". Il Das della Mercedes? "Interessante, ma non credo che sia la chiave vincente". Quando e come si riaprirà? "A porte chiuse non è bello, ma un compromesso possibile. Essere campione con oli dieci gran premi che effetto farebbe? Con poche gare devi essere consistente". Una promessa? "A Maranello la fabbrica è chiusa, ma le teste rimangono in funzione e producono idee". Da appendere su questa parete bianca.