Quella volta che mi disse: “Se perdo sono solo un nero”
Gianni Clerici , di GIANNI CLERICIIl racconto di un incontro durante gli Australian Open
Ero suo amico, ma una sera, in Australia, mi chiesero di intervistarlo per la televisione che mi annoverava tra i suoi collaboratori. Noah aveva già vinto Parigi nell'83, su Wilander in finale. Non è facile se l'intervistato è un amico, perché si corre il rischio di una intimità eccessiva. Ci trovavamo in un ristorante francese di Melbourne e ricordo, se non le parole, il senso di quel che mi disse. Gli chiesi la differenza tra la vittoria e la sconfitta, e Yannick rispose: "Quando vinco, come al Roland Garros, mi ritrovo francese. Quando non vinco ridivento un povero nero, è facile perdere una nazionalità come la mia". Poi mi chiese di tagliare quella risposta: "Non vorrei fosse ripresa in Francia". All'epoca, solo i più vecchi spettatori del Roland Garros si ricordavano ancora dei 4 Mousquetaires dominatori dal '27 al '32. E prima di Noah c'era stato un solo enfant du pays, del tutto …
Ero suo amico, ma una sera, in Australia, mi chiesero di intervistarlo per la televisione che mi annoverava tra i suoi collaboratori. Noah aveva già vinto Parigi nell'83, su Wilander in finale. Non è facile se l'intervistato è un amico, perché si corre il rischio di una intimità eccessiva. Ci trovavamo in un ristorante francese di Melbourne e ricordo, se non le parole, il senso di quel che mi disse. Gli chiesi la differenza tra la vittoria e la sconfitta, e Yannick rispose: "Quando vinco, come al Roland Garros, mi ritrovo francese. Quando non vinco ridivento un povero nero, è facile perdere una nazionalità come la mia". Poi mi chiese di tagliare quella risposta: "Non vorrei fosse ripresa in Francia". All'epoca, solo i più vecchi spettatori del Roland Garros si ricordavano ancora dei 4 Mousquetaires dominatori dal '27 al '32. E prima di Noah c'era stato un solo enfant du pays, del tutto inatteso, capace di vincere il Roland Garros: Marcel Bernard, subito dopo la guerra, nel '46. Yannick non era certo favorito, e solo i più patriottici dei suoi connazionali lo stavano aspettando. Il suo tennis d'attacco, il rovescio slice, il servizio vigoroso già non avevano offerto risultati a Wimbledon, figurarsi sulla sabbia del Roland Garros. Non è facile essere un attaccante sulla sabbia, tuttavia due anni dopo Yannick seppe ripetersi a Roma, e vi giocò proprio come aveva fatto nei quarti e semi a Parigi contro Lendl e il più inatteso di lui Roger-Vasselin (capace di eliminare nei quarti Connors).
Noah ha dimostato che il suo talento non era a senso unico, mettendosi a cantare e suonare durante una visita a suo figlio Joakim, che allora giocava, per parte sua a basket, nell'Università della Florida. Alla fine di quell'intervista gli chiesi cosa avrebbe fatto a fine carriera. "Non so, forse il coach, o forse affitto uno yacht e giro il mondo. Vuoi venire?".
Noah ha dimostato che il suo talento non era a senso unico, mettendosi a cantare e suonare durante una visita a suo figlio Joakim, che allora giocava, per parte sua a basket, nell'Università della Florida. Alla fine di quell'intervista gli chiesi cosa avrebbe fatto a fine carriera. "Non so, forse il coach, o forse affitto uno yacht e giro il mondo. Vuoi venire?".