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(ansa)

Adriano Galliani: "Gravina ha battuto i nemici del calcio"

Intervista al manager del Monza, appena promosso in B: "Era solo e tutti volevano fermarsi. Perciò, se si è ripartiti in queste condizioni, il merito è di una persona"
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MONZA - Il balcone del Municipio è avvolto da uno striscione biancorosso, con la scritta "Monza è in B" e l'hashtag #laBèinBrianza. Il logo con la Corona ferrea della regina longobarda Teodolinda spicca anche sull'Arengario, l'antico Palazzo Comunale, mentre la Villa Reale sarà illuminata con i colori della squadra. La mascherina anti Covid 19 dell'ad Adriano Galliani è uguale allo striscione. E lui - prima di infilarsi in auto con l'allenatore Cristian Brocchi direzione Monzello, parente alla lontana di Milanello in riva al Lambro - confeziona con distanziamento sociale un tweet nella Lombardia regione simbolo della battaglia contro il coronavirus, sulla settimana della ripartenza del calcio italiano: "Complimenti a Gabriele Gravina".
Galliani, lo sta dicendo perché la Figc ha promosso Monza, Vicenza e Reggina?
"La promozione del Monza non è 'a tavolino': 16 punti di vantaggio alla 2…
MONZA - Il balcone del Municipio è avvolto da uno striscione biancorosso, con la scritta "Monza è in B" e l'hashtag #laBèinBrianza. Il logo con la Corona ferrea della regina longobarda Teodolinda spicca anche sull'Arengario, l'antico Palazzo Comunale, mentre la Villa Reale sarà illuminata con i colori della squadra. La mascherina anti Covid 19 dell'ad Adriano Galliani è uguale allo striscione. E lui - prima di infilarsi in auto con l'allenatore Cristian Brocchi direzione Monzello, parente alla lontana di Milanello in riva al Lambro - confeziona con distanziamento sociale un tweet nella Lombardia regione simbolo della battaglia contro il coronavirus, sulla settimana della ripartenza del calcio italiano: "Complimenti a Gabriele Gravina".
Galliani, lo sta dicendo perché la Figc ha promosso Monza, Vicenza e Reggina?
"La promozione del Monza non è 'a tavolino': 16 punti di vantaggio alla 27ª giornata non sono discutibili. I complimenti a Gravina li faccio perché se li merita".
Mai dubitato della ripartenza?
"Il presidente Gravina a un certo punto era solo e tutti volevano fermare questo calcio. Perciò, se è ripartito in queste condizioni, il merito è di una persona".
Chi voleva lo stop definitivo non portava ragioni plausibili?
"Ognuno ha fatto il proprio gioco, non esistono santi. Ma un dato è certo: la ripartenza fa sì che le perdite per il movimento siano molto inferiori rispetto a quelle che ci sarebbero state se ci fossimo fermati in via definitiva. Tutti volevano fermare tutto e Gravina stato bravissimo a evitarlo. Poi è ovvio che non si può mai accontentare tutti".
Ma la Figc, grazie ai poteri del decreto governativo, può accelerare la riforma dei campionati.
"Non fatemi fare il professore, sono appena tornato in Serie B"".
L'esperienza in Lega Pro, dopo i 31 anni al Milan di Berlusconi, non le ha confermato che il sistema professionistico non regge più?
"Cento squadre professionistiche possono anche essere troppe, ma non è il momento di parlarne. Intanto alcune regole si possono certamente migliorare".
Quali?
"Ad esempio in B si possono avere in rosa al massimo 18 giocatori sopra i 23 anni, più una o due bandiere, cioè giocatori con almeno 4 anni nel club. È una restrizione di mercato discutibile, ne ho già parlato con l'avvocato Cantamessa. Noi, per fare posto al nostro primo acquisto, il regista del Crotone Barberis che ha 26 anni, dovremo sacrificare un calciatore che vorremmo invece tenere".
Non è che, tra gli Over 23, vorreste un posto per Ibrahimovic o per riabilitare Balotelli?
"A Mario voglio bene, ma non ci abbiamo mai pensato. Il mercato sarà molto lungo, durerà fino a ottobre. Se spuntasse fuori un affare alla Messi, sarebbe un peccato rinunciare, no?".
Anche senza Ibra o Messi, il Monza punta subito alla Serie A, la prima in 108 anni di storia.
"Con un presidente come Berlusconi, per il quale il budget coincide con l'obiettivo, è logico porsi sempre il traguardo massimo".
Il derby con Milan e Inter?
"Il Monza non è la terza squadra di Milano, ma la prima della provincia di Monza e Brianza, 900 mila abitanti. Il modello è l'Atalanta di Percassi, la squadra di un comune di 120 mila abitanti capace di entrare tra le prime 8 della Champions".
Però lo stadio Brianteo non è da serie A.
"Sperando nel ritorno alla normalità vogliamo innalzare la capienza da 7500 spettatori a 10 mila. Poi abbiamo un progetto nel cassetto, per arrivare a 25 mila".
La promozione al primo colpo è scontata?
"No, ma da quando Berlusconi decise di comprare il Monza nel settembre 2018, alla prima stagione programmata dall'inizio siamo saliti subito in B. Che oggi è meno competitiva degli anni Settanta e Ottanta, in cui il Monza sfiorò la A con me dirigente".
Sembra la parabola del gap del calcio italiano, tecnico e finanziario, rispetto a Inghilterra, Spagna e Germania.
"Nel 1990 le 3 coppe europee furono vinte da Milan, Sampdoria e Juve. Qualcosa è successo, il discorso va affrontato seriamente".
Serve la riforma del calendario, che lei caldeggiò a inizio pandemia?
"Oggi si conta di concludere regolarmente la stagione. Godiamoci il ritorno del calcio: tra poco c'è un bellissimo Juve-Milan di Coppa Italia. Non poteva esserci modo migliore, per ricominciare".