Play-off a 4 e quarantena ridotta per blindare il trionfo della Figc
di MATTEO PINCI e FRANCO VANNIIl retroscena: per i giocatori test più veloci e centralizzati. Resta il progetto di una riforma dei campionati
Dopo la vittoria di lunedì sulla Lega di Serie A, per il presidente della Figc Gabriele Gravina è il momento di pianificare le prossime mosse. A partire dagli ostacoli sulla strada della ripresa del calcio.
Verso una quarantena ridotta
L'ultimo avversario all'orizzonte per il calcio italiano, la quarantena obbligatoria di due settimane in caso di un positivo, potrebbe essere superato da un nuovo test. Il Comitato tecnico scientifico non allenterà il protocollo che oggi di fatto porterebbe allo stop definitivo del campionato in caso di contagio. Per questo è in corso di validazione un dispositivo per l'esame sierologico istantaneo che permetterebbe test quotidiani immediati: accorciando i tempi dei risultati, potrebbe ridursi anche la quarantena. Inoltre, la Lega di Serie A vuol affidare i tamponi a un unico ente terzo per uniformare i risultati. Cresce la fiducia di completare il campionato sul campo, anche alla luce della curva dei contagi.
I p…
Verso una quarantena ridotta
L'ultimo avversario all'orizzonte per il calcio italiano, la quarantena obbligatoria di due settimane in caso di un positivo, potrebbe essere superato da un nuovo test. Il Comitato tecnico scientifico non allenterà il protocollo che oggi di fatto porterebbe allo stop definitivo del campionato in caso di contagio. Per questo è in corso di validazione un dispositivo per l'esame sierologico istantaneo che permetterebbe test quotidiani immediati: accorciando i tempi dei risultati, potrebbe ridursi anche la quarantena. Inoltre, la Lega di Serie A vuol affidare i tamponi a un unico ente terzo per uniformare i risultati. Cresce la fiducia di completare il campionato sul campo, anche alla luce della curva dei contagi.
I p…
Dopo la vittoria di lunedì sulla Lega di Serie A, per il presidente della Figc Gabriele Gravina è il momento di pianificare le prossime mosse. A partire dagli ostacoli sulla strada della ripresa del calcio.
Verso una quarantena ridotta
L'ultimo avversario all'orizzonte per il calcio italiano, la quarantena obbligatoria di due settimane in caso di un positivo, potrebbe essere superato da un nuovo test. Il Comitato tecnico scientifico non allenterà il protocollo che oggi di fatto porterebbe allo stop definitivo del campionato in caso di contagio. Per questo è in corso di validazione un dispositivo per l'esame sierologico istantaneo che permetterebbe test quotidiani immediati: accorciando i tempi dei risultati, potrebbe ridursi anche la quarantena. Inoltre, la Lega di Serie A vuol affidare i tamponi a un unico ente terzo per uniformare i risultati. Cresce la fiducia di completare il campionato sul campo, anche alla luce della curva dei contagi.
I play-off per le prime 4
Se il torneo sarà interrotto, restano il piano B - con play-off e play-out - e il piano C, la classifica ponderata. L'introduzione degli spareggi è la vittoria finale di Gravina che, entro domani, comunicherà proprio la formula: più del numero di partecipanti conterà il distacco dalla vetta. Se il principio è tutelare il merito sportivo, è ragionevole ipotizzare, con la classifica attuale, che i play-off coinvolgeranno solo le prime 4 squadre con gara secca sul campo della meglio piazzata, che avrà il vantaggio di due risultati su tre. Una formula ristretta che non rimette in gioco la qualificazione alla Champions, che ai club di testa interessa più dello scudetto, per ragioni economiche. Insomma, il Napoli, sesto a 24 punti dalla Juve, non potrebbe giocarsi il titolo. Lo stesso ragionamento varrà in coda: difficile che il Brescia, con questo distacco, vada ai play-out.
La riforma dei campionati
La partita politica di lunedì si è conclusa con uno schiaffo a Torino e Udinese, sostenitori irriducibili del "non si gioca" prima e del "non si retrocede" poi. Non solo la mozione della Lega di A ha ottenuto solo tre voti, quelli dei suoi esponenti, ma nessuno dei tre, il presidente Paolo Dal Pino e i consiglieri Claudio Lotito e Beppe Marotta, ha speso una parola per difendere il blocco delle retrocessioni, l'argomento intorno a cui il n.1 torinista Urbano Cairo aveva costruito il suo partito. Lotito ha votato contro i suoi interessi (fra Lazio e Salernitana). E Dal Pino è in piena sintonia con Gravina. Il presidente federale aveva avvisato in tv da Fazio: "Non sarò il becchino del calcio italiano". Si ritrova a esserne celebrato come il salvatore, dopo aver resistito all'opposizione del presidente del Coni Giovanni Malagò e del ministro Vincenzo Spadafora, e avendo trovato l'appoggio delle altre componenti del sistema calcio e la lealtà istituzionale di Cosimo Sibilia, n. 1 dei Dilettanti, già annunciato come suo sfidante nelle prossime elezioni, l'8 marzo 2021. Gravina non ha ancora sciolto le riserve sulla possibilità di ricandidarsi, ma l'emergenza ha incrementato la sua popolarità. Ora rilancerà la riforma dei campionati, che non toccherà la A a 20 squadre ma porterà all'introduzione del semiprofessionismo in C e alla creazione di una categoria cuscinetto, una sorta di Élite dei Dilettanti.
I diritti tv
Gravina è diventato dal weekend il catalizzatore degli umori della Serie A, che ha già una nuova partita da giocare: quella sui diritti televisivi, con Dal Pino che lavora all'ingresso di un partner come Cvc, utile a scavalcare il sistema che oggi garantisce a ognuno dei 20 presidenti il diritto di veto su qualsiasi iniziativa. A proposito: oggi è previsto l'incontro fra il ministro Spadafora e Sky per discutere l'ipotesi di trasmettere almeno parte dei match in chiaro sul canale Tv8 con la formula della diretta gol. Nel caso l'impostazione, gradita al governo, dovesse passare, anche Rai e Mediaset chiedono di poter trasmettere in diretta e in chiaro spezzoni di partita.
Verso una quarantena ridotta
L'ultimo avversario all'orizzonte per il calcio italiano, la quarantena obbligatoria di due settimane in caso di un positivo, potrebbe essere superato da un nuovo test. Il Comitato tecnico scientifico non allenterà il protocollo che oggi di fatto porterebbe allo stop definitivo del campionato in caso di contagio. Per questo è in corso di validazione un dispositivo per l'esame sierologico istantaneo che permetterebbe test quotidiani immediati: accorciando i tempi dei risultati, potrebbe ridursi anche la quarantena. Inoltre, la Lega di Serie A vuol affidare i tamponi a un unico ente terzo per uniformare i risultati. Cresce la fiducia di completare il campionato sul campo, anche alla luce della curva dei contagi.
I play-off per le prime 4
Se il torneo sarà interrotto, restano il piano B - con play-off e play-out - e il piano C, la classifica ponderata. L'introduzione degli spareggi è la vittoria finale di Gravina che, entro domani, comunicherà proprio la formula: più del numero di partecipanti conterà il distacco dalla vetta. Se il principio è tutelare il merito sportivo, è ragionevole ipotizzare, con la classifica attuale, che i play-off coinvolgeranno solo le prime 4 squadre con gara secca sul campo della meglio piazzata, che avrà il vantaggio di due risultati su tre. Una formula ristretta che non rimette in gioco la qualificazione alla Champions, che ai club di testa interessa più dello scudetto, per ragioni economiche. Insomma, il Napoli, sesto a 24 punti dalla Juve, non potrebbe giocarsi il titolo. Lo stesso ragionamento varrà in coda: difficile che il Brescia, con questo distacco, vada ai play-out.
La riforma dei campionati
La partita politica di lunedì si è conclusa con uno schiaffo a Torino e Udinese, sostenitori irriducibili del "non si gioca" prima e del "non si retrocede" poi. Non solo la mozione della Lega di A ha ottenuto solo tre voti, quelli dei suoi esponenti, ma nessuno dei tre, il presidente Paolo Dal Pino e i consiglieri Claudio Lotito e Beppe Marotta, ha speso una parola per difendere il blocco delle retrocessioni, l'argomento intorno a cui il n.1 torinista Urbano Cairo aveva costruito il suo partito. Lotito ha votato contro i suoi interessi (fra Lazio e Salernitana). E Dal Pino è in piena sintonia con Gravina. Il presidente federale aveva avvisato in tv da Fazio: "Non sarò il becchino del calcio italiano". Si ritrova a esserne celebrato come il salvatore, dopo aver resistito all'opposizione del presidente del Coni Giovanni Malagò e del ministro Vincenzo Spadafora, e avendo trovato l'appoggio delle altre componenti del sistema calcio e la lealtà istituzionale di Cosimo Sibilia, n. 1 dei Dilettanti, già annunciato come suo sfidante nelle prossime elezioni, l'8 marzo 2021. Gravina non ha ancora sciolto le riserve sulla possibilità di ricandidarsi, ma l'emergenza ha incrementato la sua popolarità. Ora rilancerà la riforma dei campionati, che non toccherà la A a 20 squadre ma porterà all'introduzione del semiprofessionismo in C e alla creazione di una categoria cuscinetto, una sorta di Élite dei Dilettanti.
I diritti tv
Gravina è diventato dal weekend il catalizzatore degli umori della Serie A, che ha già una nuova partita da giocare: quella sui diritti televisivi, con Dal Pino che lavora all'ingresso di un partner come Cvc, utile a scavalcare il sistema che oggi garantisce a ognuno dei 20 presidenti il diritto di veto su qualsiasi iniziativa. A proposito: oggi è previsto l'incontro fra il ministro Spadafora e Sky per discutere l'ipotesi di trasmettere almeno parte dei match in chiaro sul canale Tv8 con la formula della diretta gol. Nel caso l'impostazione, gradita al governo, dovesse passare, anche Rai e Mediaset chiedono di poter trasmettere in diretta e in chiaro spezzoni di partita.