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Ciro Immobile (agf)

Dal tramonto all’alba: i campioni senza età rovesciano il tempo

I gol di Immobile, CR7 e Ibra. I record di Buffon e Chiellini. Il podio di Rossi. Trionfi e riscatti maturati in una nuova vita
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Viale del tramonto da noi non potrebbero mai girarlo. O almeno lo dovrebbero interrompere spesso, per mancanza di sunset, di materia prima. O perché gli attori non rispettano il loro ruolo e si cambiano la parte, preferendosi Highlander in un altro film. Ibrahimovic, Immobile, Cristiano Ronaldo, Valentino Rossi, Maurizio Sarri. Gente che insieme sorpassa i due secoli, che gioca ancora, e riesce ad essere determinante. Senza considerare Buffon (42 anni) e Chiellini (35). Tutti ex green. Ci sono paesi che costruiscono futuro e altri che consolidano il passato. In Italy better il secondo. Ma bisogna anche dire che lo sport quando si guarda allo specchio sa dipingersi meglio di Dorian Gray, senza paura delle rughe. Una volta lo sport ammazzava in fretta, era un orco che si prendeva il meglio subito. Ora è a lento rilascio, anche se non fa sconti, si può imparare a conviverci. Ma quello che conta è soprattutto la voglia egoistica di regnare, di non cedere lo sce…
Viale del tramonto da noi non potrebbero mai girarlo. O almeno lo dovrebbero interrompere spesso, per mancanza di sunset, di materia prima. O perché gli attori non rispettano il loro ruolo e si cambiano la parte, preferendosi Highlander in un altro film. Ibrahimovic, Immobile, Cristiano Ronaldo, Valentino Rossi, Maurizio Sarri. Gente che insieme sorpassa i due secoli, che gioca ancora, e riesce ad essere determinante. Senza considerare Buffon (42 anni) e Chiellini (35). Tutti ex green. Ci sono paesi che costruiscono futuro e altri che consolidano il passato. In Italy better il secondo. Ma bisogna anche dire che lo sport quando si guarda allo specchio sa dipingersi meglio di Dorian Gray, senza paura delle rughe. Una volta lo sport ammazzava in fretta, era un orco che si prendeva il meglio subito. Ora è a lento rilascio, anche se non fa sconti, si può imparare a conviverci. Ma quello che conta è soprattutto la voglia egoistica di regnare, di non cedere lo scettro, anzi di conquistarne altri. Ignorando ogni tentativo di successione e trattando da usurpatori chiunque tenti di rinnovare. In politica si chiama casta, nello sport va sotto la categoria: campione. E così la rabbia e le supremazie stanno spesso in anagrafi che non ti aspetti. Basta prendere nota dell'ultimo week-end: Ibrahimovic 38 anni, Immobile 30, Ronaldo 35, Valentino 41, Sarri 61 e mezzo (il più anziano allenatore a vincere in Serie A). Vecchi loro? Buffali Bill sopravvissuti alla loro epoca? Ma per carità, come vi permettete?

Del resto in Germania il miglior realizzatore della Bundesliga in questa stagione è stato Robert Lewandowski con 34 gol e 32 anni che compirà tra meno di un mese. Ben imitato da Ciro Immobile, centravanti della Lazio, che è diventato il miglior marcatore italiano in una stagione di A con 34 gol, per ora. Il record è di Higuain, 36 reti nel Napoli. Quando Immobile aveva 24 anni (è del '90 come Balotelli) vinse per la prima volta con il Torino la classifica dei gol (22) e Juventus e Torino, comproprietarie del cartellino, decisero di venderlo e fare a metà della cifra (20 milioni). Lui si confidò: "Mi hanno ceduto perché pensano che non farò mai più tanti reti in una sola stagione". Ciro al suo primo Mondiale in Brasile fu poco fortunato (l'Italia andò male), così come a Dortmund dove l'aveva voluto Klopp, e a Siviglia: poi di nuovo in Italia dove con la Lazio nel 2018 rivincerà la classifica (29 gol) a parità con Icardi. Ora a 30 si ritrova a essere l'italiano che ha segnato di più in una stagione, a rincorrere la Scarpa d'oro di miglior marcatore europeo che da dieci stagioni viene vinta praticamente solo da Messi o Ronaldo (unico intruso: Suarez). Direte: questo è stato un campionato anomalo. Macché. In quello del 2019 a segnare di più è stato Fabio Quagliarella, 26 gol con la Sampdoria, ma soprattutto a 36 anni.

Sì, l'età è solo un numero. Soprattutto se si ha una buona salute e una cattiva memoria. Valentino Rossi a 41 anni e 161 giorni in uno sport delle due ruote sempre più per Ninja è riuscito a piazzarsi terzo, dopo 17 Gp e 15 mesi che non saliva sul podio. Se l'è molto sudato questo piazzamento soprattutto dopo intense discussioni con gli ingegneri della Yamaha, durate quattro giorni, per riuscire a farsi cambiare assetto della moto (è tra i piloti più alti e più pesanti). Più che bravo in pista (ci mancherebbe) è stato abile nell'arte della trattativa e nel far capire che un vecchio 9 volte campione del mondo forse ha diritto a non essere un ospite, ma a scegliere con quale armi combattere sul palcoscenico. Ibrahimovic, 38 anni,8 gol, è stata la batteria che ha riavviato il Milan. Ronaldo, 35, ha giocato e non ha segnato solo in 8 partite, è l'unico ad aver fatto 10 gol dopo la sosta forzata ed è il terzo nella storia della Juve a realizzare in A almeno 30 gol. Eccezioni di un professionismo che ha una road-map che guarda all'infinito? Ah metteteci anche, su altro rettangolo di gioco, Roger Federer che l'8 agosto ne compie 39 e che ha intenzione di rientrare, racchetta in mano, nel 2021. Lui e loro non ci pensano domani, ma oggi. E la lista andrà riaggiornata. Alla fine: mai dire basta, ma sempre: ancora.