"Mamma mia, Vale! Ti riempirei di baci per tutto il giorno". Il messaggino WhatsApp è delle ore 15 di domenica, la gara di Jerez appena finita: Graziano Rossi ha scritto al figlio, tornato sul podio della MotoGp dopo un anno e tre mesi.
E Valentino cosa ha risposto?
"'Grazie, babbo'. Però me lo ha mandato due volte, per essere sicuro che lo leggessi".
Valentino ha confessato che stava per dire basta, dopo 25 stagioni e 9 titoli.
"Quando è tornato a casa dopo il primo gp, un disastro, non l'avevo mai visto così triste. Gli sembrava tutto inutile. Si chiedeva: ma valgono la pena tutti questi sacrifici e lo stress, per poi arrivare 7° oppure 8°?".
Cosa gli ha detto per farlo continuare?
"Non ricordo mica, giuro. Immagino le parole di sempre. Credo che il segreto sia l'affetto che lo circonda. Vale sa di essere amato: vuole ricambiare, a modo suo. Mi sono emozionato a vederlo sul podio, dopo tanto tempo. Ha cambiato il set up della moto e si è trovato a suo agio, sono arrivati i tempi. E il gusto di correre. Vale è sempre quello, non è che i mesi passati a casa per il lockdown lo abbiano cambiato. Anzi. È più forte di prima".
A 41 anni e mezzo.
"Guardi che dopo i 40 non è che si invecchi più rapidamente: i giorni, le settimane e i mesi passano uguali, come per un ventenne. Per come si allena, per la passione che ci mette, sembra addirittura che per lui il tempo si sia fermato. Ma poi, quale sarebbe l'età in cui si abbassa il gas?".
Perché la Yamaha ci ha messo tanto a seguire le sue indicazioni?
"Tra chi costruisce la moto e chi la guida ci sono spesso punti di vista diversi. Ci vuole diplomazia. È anche una cosa 'politica', come ha detto mio figlio. I più giovani, Quartararo, Viñales, sono sempre andati forte: logico che alla Yamaha fossero perplessi quando Valentino gli diceva di cambiare, di 'personalizzargli' la M1. È successo all'improvviso, è andata bene. Una bottarella di culo ci vuole, ogni tanto".
Adesso chi lo ferma, il Doc?
"Questo terzo posto è un punto di partenza. È anche vero che ogni gp ha la sua storia: però Vale è ripartito: la prossima volta cercherà di essere più veloce di Viñales. Quella dopo ancora, di Quartararo".
E di Marquez?
"Ah, Marquez non me lo dimentico mica. Neppure mio figlio".
Chi lo vince alla fine questo mondiale?
"Quartararo, Viñales, Marquez. Chissà. Io ci metto anche Vale e un quinto, una sorpresa".
Valentino un pensierino al 10° titolo davvero lo fa ancora?
"Lui è un pilota. Come tutti i piloti, gli interessa solo la gara che verrà. E divertirsi. È sempre stato così, anche quando era un ragazzino. Non ha mai fatto calcoli. Se uno comincia a pensare troppo, rallenta. Mio figlio correrà quest'anno e il prossimo, almeno. Dice che gli interessa soprattutto essere competitivo, potete credergli: quando parla, non mente mai".
E Valentino cosa ha risposto?
"'Grazie, babbo'. Però me lo ha mandato due volte, per essere sicuro che lo leggessi".
Valentino ha confessato che stava per dire basta, dopo 25 stagioni e 9 titoli.
"Quando è tornato a casa dopo il primo gp, un disastro, non l'avevo mai visto così triste. Gli sembrava tutto inutile. Si chiedeva: ma valgono la pena tutti questi sacrifici e lo stress, per poi arrivare 7° oppure 8°?".
Cosa gli ha detto per farlo continuare?
"Non ricordo mica, giuro. Immagino le parole di sempre. Credo che il segreto sia l'affetto che lo circonda. Vale sa di essere amato: vuole ricambiare, a modo suo. Mi sono emozionato a vederlo sul podio, dopo tanto tempo. Ha cambiato il set up della moto e si è trovato a suo agio, sono arrivati i tempi. E il gusto di correre. Vale è sempre quello, non è che i mesi passati a casa per il lockdown lo abbiano cambiato. Anzi. È più forte di prima".
A 41 anni e mezzo.
"Guardi che dopo i 40 non è che si invecchi più rapidamente: i giorni, le settimane e i mesi passano uguali, come per un ventenne. Per come si allena, per la passione che ci mette, sembra addirittura che per lui il tempo si sia fermato. Ma poi, quale sarebbe l'età in cui si abbassa il gas?".
Perché la Yamaha ci ha messo tanto a seguire le sue indicazioni?
"Tra chi costruisce la moto e chi la guida ci sono spesso punti di vista diversi. Ci vuole diplomazia. È anche una cosa 'politica', come ha detto mio figlio. I più giovani, Quartararo, Viñales, sono sempre andati forte: logico che alla Yamaha fossero perplessi quando Valentino gli diceva di cambiare, di 'personalizzargli' la M1. È successo all'improvviso, è andata bene. Una bottarella di culo ci vuole, ogni tanto".
Adesso chi lo ferma, il Doc?
"Questo terzo posto è un punto di partenza. È anche vero che ogni gp ha la sua storia: però Vale è ripartito: la prossima volta cercherà di essere più veloce di Viñales. Quella dopo ancora, di Quartararo".
E di Marquez?
"Ah, Marquez non me lo dimentico mica. Neppure mio figlio".
Chi lo vince alla fine questo mondiale?
"Quartararo, Viñales, Marquez. Chissà. Io ci metto anche Vale e un quinto, una sorpresa".
Valentino un pensierino al 10° titolo davvero lo fa ancora?
"Lui è un pilota. Come tutti i piloti, gli interessa solo la gara che verrà. E divertirsi. È sempre stato così, anche quando era un ragazzino. Non ha mai fatto calcoli. Se uno comincia a pensare troppo, rallenta. Mio figlio correrà quest'anno e il prossimo, almeno. Dice che gli interessa soprattutto essere competitivo, potete credergli: quando parla, non mente mai".