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Agnelli incorona Pirlo: “Il nostro Guardiola”

L'ex bianconero allenerà la Juventus Under 23 in Serie C
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Agnelli mica ha presentato il nuovo allenatore dell'Under 23, no: ha schiuso uno sprazzo di futuro sovrapponendolo al presente in corso e affidandolo all'allenatore cui presto o tardi (magari non così presto, di sicuro non troppo tardi) affiderà la panchina della Juventus, cioè Andrea Pirlo. "Questo è l'auspicio". Questo è il progetto, annunciato mentre Sarri si dibatte tra ambizioni (sue) e sfiducia (sono i tifosi ad averla: la società non è dato sapere), mentre mastica i giorni che separano il faticoso scudetto dalla complicatissima Champions. Il presidente non lo ha nemmeno nominato, chissà se per distrazione o per una precisa volontà: "È stato un anno durissimo che da fuori non è stato capito fino in fondo. Una squadra è fatta anche di rapporti, di sguardi, di cenni e noi abbiamo cambiato 13 persone, abbiamo cambiato nutrizionista, preparatore atletico, i dottori, l'a…
Agnelli mica ha presentato il nuovo allenatore dell'Under 23, no: ha schiuso uno sprazzo di futuro sovrapponendolo al presente in corso e affidandolo all'allenatore cui presto o tardi (magari non così presto, di sicuro non troppo tardi) affiderà la panchina della Juventus, cioè Andrea Pirlo. "Questo è l'auspicio". Questo è il progetto, annunciato mentre Sarri si dibatte tra ambizioni (sue) e sfiducia (sono i tifosi ad averla: la società non è dato sapere), mentre mastica i giorni che separano il faticoso scudetto dalla complicatissima Champions. Il presidente non lo ha nemmeno nominato, chissà se per distrazione o per una precisa volontà: "È stato un anno durissimo che da fuori non è stato capito fino in fondo. Una squadra è fatta anche di rapporti, di sguardi, di cenni e noi abbiamo cambiato 13 persone, abbiamo cambiato nutrizionista, preparatore atletico, i dottori, l'allenatore, lo staff tecnico: certe dinamiche andavano resettate e quindi faccio i complimenti a Nedved, a Paratici, a Cherubini per averle ricalibrate, e li ringrazio". Su Sarri neanche un accenno, sul suo lavoro neanche un giudizio, per lo scudetto neanche un complimento. Sul tema, Agnelli ha chiesto che non venissero poste domande, ci può stare: qualunque risposta avrebbe pattinato su un argomento scivoloso. Tra il detto e non il detto, oggi però sappiamo che per Pirlo tutto stravedono e che il rapporto tra Agnelli e i suoi collaboratori è più solido che mai, e magari è su questo che voleva porre l'attenzione, pur immaginando che su Sarri avrebbe alimentato illazioni inevitabili. È ben insolito che Agnelli, così avaro di apparizioni pubbliche, si scomodi (e scomodi lo stato maggiore) per battezzare l'allenatore della squadra che farà la serie C per quanto il nome fosse quello prestigioso del sommo Pirlo, i cui predecessori (Zironelli e Pecchia, liquidato dopo aver vinto la Coppa Italia) non avevano mai avuto neanche l'onore di una conferenza stampa con il responsabile del settore. D'altronde è un'onore che non ebbe nemmeno Sarri, il quale l'estate scorsa fu presentato solamente da Paratici: Agnelli si prestò per le foto. È quindi evidente l'importanza che il club vuole dare a Pirlo e all'investimento su di lui: "Partiamo con un percorso che è stato vincente altrove: un allenatore che si prepara nella seconda squadra per poter un giorno fare un salto nella prima". Il riferimento a Guardiola e Zidane non è stato assolutamente casuale: "L'auspicio è esattamente questo: che possa fare lo stesso percorso". Pirlo ha dunque il destino segnato anche perché ha, appunta Agnelli, "una vera idea di cosa sia la Juventus", come se invece altri non l'avessero. La panchina dell'Under 23 è solo l'inizio: la società avrebbe voluto che partisse l'estate scorsa dalla Primavera, ma lui ha preferito studiare ancora un anno e cominciare da un piano più alto, con il suo carisma ingombrante e le sue ambizioni smaccate, condivise e anzi sostenute del club, come dice Paratici: "Ha tutte le caratteristiche per avere una grande carriera e noi lo accompagneremo". La sua figura è destinata ad allungarsi come un'ombra minacciosa (come lo fu Zidane su Benitez al Real, o Inzaghi su Allegri al Milan) su chiunque lo precederà sulla panchina bianconera, figurarsi su Sarri e sulla sua incerta situazione: ieri c'era un'opportunità per renderla ufficialmente più solida, ma è stata elusa. Al tempo stesso, Pirlo è un assicurazione per la Juve: è un possibile subentrante a km zero, è la soluzione d'emergenza a portata di mano purché dimostri di essere bravo da allenatore quanto lo era da giocatore (basterebbe la metà). Nella nuova veste, lui si racconta così: "Facendo i corsi a Coverciano mi è venuta la voglia e mi sono infognato: ho capito cosa volevo fare da grande quando invece di dormire pensavo a come mettere in campo i giocatori. Ho in testa il mio calcio: palla tra i piedi e voglia di giocare sempre per vincere". Sa del futuro che lo aspetta, e che è solo questione di tempo: "Sarebbe bello fare come Guardiola e Zidane, ma prima devo meritarmelo".