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Daniel Friedkin (ansa)

Dalla passione per gli aerei alla Roma, ecco chi è Dan Friedkin

Il magnate texano è il principale distributore di Toyota negli Usa ma è anche un cinefilo che investe nella produzione cinematografica e un appassionato che spende milioni per restaurare aerei da guerra, per poi pilotarli in prima persona
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Un cinefilo che investe nella produzione cinematografica, ma a cui i film piace anche girarli. Un appassionato che spende milioni per restaurare aerei da guerra, per poi pilotarli in prima persona. Chi pensa che Dan Friedkin sia pronto a investire nella Roma per poi guardarla da fuori, potrebbe restare deluso: il magnate texano, nato a San Diego, California, 54 anni fa, formatosi alla Georgetown University di Washington, oggi è il principale distributore di Toyota negli Usa con la Gulf States Toyota Distributors fondata dal padre Thomas, e alla Roma è arrivato quasi per caso. Quando Pallotta ha capito di dover versare altri 150 milioni di aumento di capitale - era quasi un anno fa - ha convenuto coi propri soci di dare mandato a Goldman Sachs per trovare soci disposti a coprire quella cifra. Contestualmente Jp Morgan, che per la Roma aveva gestito il rifinanziamento del debito, ha proposto a Friedkin di valutare l'operazione.

Ma chi è Dan Friedkin? Intanto, u…
Un cinefilo che investe nella produzione cinematografica, ma a cui i film piace anche girarli. Un appassionato che spende milioni per restaurare aerei da guerra, per poi pilotarli in prima persona. Chi pensa che Dan Friedkin sia pronto a investire nella Roma per poi guardarla da fuori, potrebbe restare deluso: il magnate texano, nato a San Diego, California, 54 anni fa, formatosi alla Georgetown University di Washington, oggi è il principale distributore di Toyota negli Usa con la Gulf States Toyota Distributors fondata dal padre Thomas, e alla Roma è arrivato quasi per caso. Quando Pallotta ha capito di dover versare altri 150 milioni di aumento di capitale - era quasi un anno fa - ha convenuto coi propri soci di dare mandato a Goldman Sachs per trovare soci disposti a coprire quella cifra. Contestualmente Jp Morgan, che per la Roma aveva gestito il rifinanziamento del debito, ha proposto a Friedkin di valutare l'operazione.

Ma chi è Dan Friedkin? Intanto, un uomo riservato: non una parola, da quando il suo nome è stato accostato alla società giallorossa, né tweet o esposizioni. Si urtò quando gli attribuirono frasi mai dette, ma anche lì preferì non smentire per non esporsi. Quando gioca, ama farlo in prima persona: ha una passione per gli aerei da guerra, in particolare quelli della Seconda Guerra Mondiale, che colleziona e restaura. Ma non solo: nell'ultima scena del film "Dunkirk" diretto da Christopher Nolan, è lui a pilotare lo Splitfire che atterra sull'arena di Dunkerque, il "prezzo" che ha chiesto per metterlo a disposizione della produzione. Come non bastasse, si è anche messo dietro la macchina da presa, girando da regista il film "The last Vermeer", su un falsario che ingannò i nazisti.  

Curioso, per uno che i film li produce: la sua Imperative Entertainment ha uno studio di produzione con base a Santa Monica e finanzia programmi televisivi e documentari ma soprattutto pellicole, arrivando alla Palma d'Oro di Cannes con "The Square". Ma il Friedkin Group ha anche realizzato una catena di alberghi extra lusso in giro per il mondo (Usa, Europa, Messico, Costa Rica, Caraibi e Isole Fiji) e strutture safari in Tanzania (ma con la promessa di preservare fauna e natura, perché la filantropia è un'altra delle passioni di Dan). Finché, è passato più di un anno, non ha deciso che alla sua galassia di interessi ne mancasse ancora uno: lo Sports & Media business. Il primo tentativo però era andato male: i quasi 2 miliardi di dollari messi sul piatto per rilevare gli Houston Rockets, franchigia Nba della sua città, non erano bastati ad aprirgli le porte. Il dossier Roma, molto meno caro, appariva allora una possibilità affascinante. Per vari motivi: intanto riguardava una capitale europea (e in Europa punta ad allargarsi il suo giro d'affari alberghiero). Poi, a Roma Friedkin aveva vissuto per 6 mesi, quando aveva prodotto il film sul sequestro Getty, "Tutti i soldi del mondo". Le cene a Piazza de' Ricci, i caffè con Ridley Scott, il fascino di una città tanto diversa dai suoi Stati Uniti, che pure ha girato ampiamente, da una costa all'altra. Per lavoro e per le sue passioni, tra cui il golf: non a caso nel carnet familiare compare il circolo Congaree di Ridgeland, a cui è iscritto anche il "venditore" Pallotta.
 
Soprattutto, di Roma si era innamorato uno dei quattro figli di Dan, Ryan, trentenne di bell'aspetto, descritto come un ragazzo - si fa per dire - intelligente e disposto a imparare un mestiere nuovo: quello del manager sportivo. Vietati i paragoni con l'interista Steven Zhang: non sarà umile ma non si sente certo arrivato. Alla dirigenza della Roma, nell'unico incontro avvenuto a novembre, lui e il padre hanno chiesto cose semplici: di dargli la possibilità di formarsi per due anni a Trigoria, lavorando a contatto diretto con i manager. Quali, lo deciderà Friedkin senior. Imparare a muoversi in questo ambiente tentacolare e seguire la formazione del ragazzo. Pronto in caso a fare un passo indietro se non dovesse dimostrarsi all'altezza.