Juventus, Sarri è stata una scelta sbagliata. Ora un progetto intorno a Cristiano Ronaldo
di MAURIZIO CROSETTIIl tecnico non ha mai legato con la squadra, CR7 non ne può più di lui. La dirigenza bianconera aveva già deciso di cambiare, Simone Inzaghi la prima scelta
Come un pianeta ormai fuori dalla propria orbita, la Juventus da mesi sta vagando in un universo tutto suo, dove alterna vittorie antiche (il nono scudetto consecutivo, sofferto ma meritato) e imbarazzi inediti. Due anni fa, Andrea Agnelli decise di acquistare una stella polare come Cristiano Ronaldo, se non il più forte giocatore al mondo certamente uno dei due, e il più decisivo di tutti in Champions League vinta cinque volte in carriera con un paio di squadre diverse. Al primo tentativo, Juve eliminata dall'Ajax nei quarti di finale con Allegri in panchina (e ottavo scudetto della serie). Un anno fa, sempre Andrea Agnelli con il direttore Paratici e il suo vice Nedved scelsero una rivoluzione tattica clamorosa: via Allegri, addio a un gioco di grande adattabilità e ingaggio di Maurizio Sarri, un integralista della zona, un "giochista". Risultato: nono scudetto con crollo finale, Supercoppa e Coppa Italia perdute, eliminazione clamorosa in Champion…
Come un pianeta ormai fuori dalla propria orbita, la Juventus da mesi sta vagando in un universo tutto suo, dove alterna vittorie antiche (il nono scudetto consecutivo, sofferto ma meritato) e imbarazzi inediti. Due anni fa, Andrea Agnelli decise di acquistare una stella polare come Cristiano Ronaldo, se non il più forte giocatore al mondo certamente uno dei due, e il più decisivo di tutti in Champions League vinta cinque volte in carriera con un paio di squadre diverse. Al primo tentativo, Juve eliminata dall'Ajax nei quarti di finale con Allegri in panchina (e ottavo scudetto della serie). Un anno fa, sempre Andrea Agnelli con il direttore Paratici e il suo vice Nedved scelsero una rivoluzione tattica clamorosa: via Allegri, addio a un gioco di grande adattabilità e ingaggio di Maurizio Sarri, un integralista della zona, un "giochista". Risultato: nono scudetto con crollo finale, Supercoppa e Coppa Italia perdute, eliminazione clamorosa in Champions contro un avversario teoricamente più debole, non in campo però, il Lione.
Il fallimento del progetto appare oggi pressoché totale. Senza offesa per Sarri, il campionato la Juve dal 2012 lo ha sempre vinto. Nulla si è visto del nuovo gioco, e l'allenatore non ha mai legato con la squadra: Ronaldo, addirittura, sfinito dalle continue e sterili lezioni di tattica non partecipa più alle sedute, limitandosi ai tiri in porta. Il più grande giocatore della Juventus non ne poteva più dell'allenatore ed è complessivamente deluso da una scelta, lasciare il Real Madrid, che gli ha già fatto perdere due Champions, un Pallone d'Oro e parecchio appeal mondiale. Perché a livello internazionale la Juventus resta una squadra di seconda fascia anche con lui.
Dopo essersi a lungo confrontati con la vecchia guardia e naturalmente con CR7, i dirigenti bianconeri hanno deciso già nel mese di giugno di non confermare Sarri, lasciandogli ovviamente la possibilità di vincere la Champions, eventualità che l'epilogo del campionato (4 sconfitte nelle ultime 8 gare) aveva reso quasi fantascientifica. La resa dei conti con il Lione ha reso evidente quanto a Torino già qualcuno sapeva: addio a un tecnico particolare, inadatto alla Juventus, incapace di calarsi in una parte che non poteva essere la sua.
In un anno atipico più di qualunque altro, con la lunghissima sosta per il Covid e una stagione da chiudere a qualunque costo in piena estate, senza pubblico e senza più forze, la Juventus ha qualche attuante e non poche aggravanti, prima fra tutte, l'altissimo numero di reti incassate. La difesa bianconera, da sempre un punto di forza assoluto, è diventata vulnerabilissima: anche in questo, gli schemi di Sarri hanno fallito. Un'avventura negativa nata da una scelta sbagliata, come nei primi anni Novanta con Gigi Maifredi. Può accadere, l'importante è ritrovare la rotta. Con Allegri si era forse incrinato qualcosa, ma metterlo alla porta è stato il più grave errore di Andrea Agnelli e dei suoi collaboratori negli ultimi dieci anni. Ora torna in scena l'ipotesi Simone Inzaghi, non l'unica ma la più consistente. Ci si sta lavorando da settimane.
In tutta questa incertezza, Cristiano Ronaldo dovrebbe restare. Cerca vendetta, non ha più il mercato di un paio di stagioni fa (gli anni sono ormai 35, anche se davvero non si nota) e l'unico problema è l'enorme incidenza del suo contratto sul bilancio bianconero, da mesi in sofferenza. Il portoghese non può e non vuole rimanere l'Ufo della Juventus, la quale a sua volta non può continuare la sua deriva nel buio cosmico come un'astronave senza pilota. Tra poco ci sarà un nuovo comandante per la solita impresa spaziale: atterrare sul pianeta Champions e possibilmente vincerla dopo 24 infiniti anni, l'ultimo dei quali sprecato.
Il fallimento del progetto appare oggi pressoché totale. Senza offesa per Sarri, il campionato la Juve dal 2012 lo ha sempre vinto. Nulla si è visto del nuovo gioco, e l'allenatore non ha mai legato con la squadra: Ronaldo, addirittura, sfinito dalle continue e sterili lezioni di tattica non partecipa più alle sedute, limitandosi ai tiri in porta. Il più grande giocatore della Juventus non ne poteva più dell'allenatore ed è complessivamente deluso da una scelta, lasciare il Real Madrid, che gli ha già fatto perdere due Champions, un Pallone d'Oro e parecchio appeal mondiale. Perché a livello internazionale la Juventus resta una squadra di seconda fascia anche con lui.
Dopo essersi a lungo confrontati con la vecchia guardia e naturalmente con CR7, i dirigenti bianconeri hanno deciso già nel mese di giugno di non confermare Sarri, lasciandogli ovviamente la possibilità di vincere la Champions, eventualità che l'epilogo del campionato (4 sconfitte nelle ultime 8 gare) aveva reso quasi fantascientifica. La resa dei conti con il Lione ha reso evidente quanto a Torino già qualcuno sapeva: addio a un tecnico particolare, inadatto alla Juventus, incapace di calarsi in una parte che non poteva essere la sua.
In un anno atipico più di qualunque altro, con la lunghissima sosta per il Covid e una stagione da chiudere a qualunque costo in piena estate, senza pubblico e senza più forze, la Juventus ha qualche attuante e non poche aggravanti, prima fra tutte, l'altissimo numero di reti incassate. La difesa bianconera, da sempre un punto di forza assoluto, è diventata vulnerabilissima: anche in questo, gli schemi di Sarri hanno fallito. Un'avventura negativa nata da una scelta sbagliata, come nei primi anni Novanta con Gigi Maifredi. Può accadere, l'importante è ritrovare la rotta. Con Allegri si era forse incrinato qualcosa, ma metterlo alla porta è stato il più grave errore di Andrea Agnelli e dei suoi collaboratori negli ultimi dieci anni. Ora torna in scena l'ipotesi Simone Inzaghi, non l'unica ma la più consistente. Ci si sta lavorando da settimane.
In tutta questa incertezza, Cristiano Ronaldo dovrebbe restare. Cerca vendetta, non ha più il mercato di un paio di stagioni fa (gli anni sono ormai 35, anche se davvero non si nota) e l'unico problema è l'enorme incidenza del suo contratto sul bilancio bianconero, da mesi in sofferenza. Il portoghese non può e non vuole rimanere l'Ufo della Juventus, la quale a sua volta non può continuare la sua deriva nel buio cosmico come un'astronave senza pilota. Tra poco ci sarà un nuovo comandante per la solita impresa spaziale: atterrare sul pianeta Champions e possibilmente vincerla dopo 24 infiniti anni, l'ultimo dei quali sprecato.