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(ansa)

Decide Zhang: Conte chiede poteri, ma Allegri è in pole

A inizio settimana l'incontro, ma è previsto anche un vertice con tutti i dirigenti
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MILANO - Antonio Conte incontrerà da solo Steven Zhang, come chiede da mesi. Poi la dirigenza nerazzurra al completo, dall'ad Beppe Marotta al direttore sportivo Piero Ausilio, fino al vicepresidente Javier Zanetti e a Lele Oriali, suo fedelissimo. Martedì, o forse già lunedì, il presidente cercherà una difficile composizione dei contrasti. Oppure, un accordo per dirsi addio senza farsi troppo male. La decisione, entro venerdì.

Il tecnico, che persa la finale di Europa League ha parlato della propria esperienza nerazzurra al passato, avrà l'ultima occasione per chiedere ciò che vuole. Anzitutto, giocatori: una mezzala, una punta, un esterno sinistro. Li vorrebbe fortissimi, ma spazio in bilancio non ce n'è. L'Inter, preso Hakimi, si prepara a trattare Tonali e Kumbulla. Poi c'è il capitolo dirigenti. L'ex ct vuole contare di più, da manager all'inglese. Non sono un segreto i suoi …
MILANO - Antonio Conte incontrerà da solo Steven Zhang, come chiede da mesi. Poi la dirigenza nerazzurra al completo, dall'ad Beppe Marotta al direttore sportivo Piero Ausilio, fino al vicepresidente Javier Zanetti e a Lele Oriali, suo fedelissimo. Martedì, o forse già lunedì, il presidente cercherà una difficile composizione dei contrasti. Oppure, un accordo per dirsi addio senza farsi troppo male. La decisione, entro venerdì.

Il tecnico, che persa la finale di Europa League ha parlato della propria esperienza nerazzurra al passato, avrà l'ultima occasione per chiedere ciò che vuole. Anzitutto, giocatori: una mezzala, una punta, un esterno sinistro. Li vorrebbe fortissimi, ma spazio in bilancio non ce n'è. L'Inter, preso Hakimi, si prepara a trattare Tonali e Kumbulla. Poi c'è il capitolo dirigenti. L'ex ct vuole contare di più, da manager all'inglese. Non sono un segreto i suoi dissidi con Ausilio e col suo braccio destro Dario Baccin. Ausilio è corteggiato dalla Roma e in possibile uscita soprattutto in caso di conferma di Conte. Sin dall'inizio il tecnico avrebbe preferito al suo posto il neo ds del Genoa Daniele Faggiano. Quando Marotta ringraziò pubblicamente i due uomini mercato, dopo la vittoria all'ultima di campionato a Bergamo, l'allenatore esplose: "Nessuno ha protetto me e la squadra. Qualcuno è salito sul carro e non doveva farlo". Non il carro del vincitore - l'Inter è arrivata seconda - ma il concetto è quello. Altro ambito in cui vorrebbe dire la sua è la comunicazione. Sapendo di doversi confrontare non solo Zhang, ma anche con Marotta, nello sfogo di Colonia Conte li ha blanditi ringraziandoli. Allo stesso modo, l'ad interista per l'allenatore in tv usa parole al miele. Entrambi sanno che, in caso di divorzio, un'accusa pubblica in più può pesare di fronte a un giudice. E la fine del rapporto è un'ipotesi probabile. Il club esclude un costosissimo esonero. E spera che Conte decida di farsi da parte senza chiedere soldi, evitando di aggravare la propria fama di piantagrane: abbandonò la Juve in ritiro e chiuse col Chelsea in tribunale, portando a casa 30 milioni. Ma è probabile che qualcosa vorrà dei 48 milioni lordi a cui ha diritto da qui al 30 giugno 2022. E il clima, nonostante gli sforzi diplomatici, disteso non è. Come dimostra anche l'assenza di una data di ripresa degli allenamenti .

Già in estate Conte "ritardi sulla tabella di marcia" nel mercato. Voleva Lukaku, bramato già ai tempi del Chelsea, e Dzeko, mai arrivato. Il secondo scossone, il 5 novembre a Dortmund dopo la sconfitta col Borussia: "Giocano sempre gli stessi. Sono stati fatti errori". Voleva Giroud e Vidal. A gennaio arrivarono invece Young a Moses ed Eriksen, insufficienti a placarlo. Il 5 luglio, scottato dalla sconfitta in casa contro il Bologna, mise in guardia: "Siamo tutti in discussione". E dopo il pareggio all'Olimpico contro la Roma, tre giorni dopo la trasferta di Ferrara, parlò di "calendario folle", accusando i dirigenti di non essersi fatti valere in Lega A. Situazioni che hanno stressato Conte, già provato dalle minacce anonime ricevute lo scorso ottobre, al punto da influire sulla sua vita familiare.
Se addio sarà, il nome forte è quello di Max Allegri. Se non dovesse arrivare (il Psg se perderà stasera potrebbe cercarlo), l'Inter guarda a De Zerbi e Mihajlovic. Ma il livornese è la prima scelta. Un motivo in più per l'Inter per tifare Psg. In caso di vittoria, i nerazzurri incasseranno 2 milioni di euro, bonus previsto dal contratto di cessione di Icardi.