Monza, Ferrari sparite. Suona l'inno di Mameli ma la vittoria è di Gasly
Alessandra Retico , dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICOLe parole di Vettel sono il segno della delusione: “Un incubo peggiore del previsto, meno male che non c’erano i tifosi a guardarci. Ora testa alta per un finale dignitoso”
MONZA. Nell'errore in cui precipita con colpa persino la sempre immacolata Mercedes, le Ferrari si autoeliminano a Monza come ad accorciare l'agonia. Doppio ritiro per le rosse, non succedeva dal 1995 all'Autodromo. Freni posteriori in fiamme per Sebastian Vettel e scontro cercato, per rallentarsi, sulle barriere di polistirolo ai primi giri nella sua ultima gara in rosso all'Autodromo dove nel 2008 vinse la prima volta su Toro Rosso, l'ex AlphaTauri di Faenza che fa suonare Mameli col francese mezzo milanese Pierre Gasly.
Si schianta alla Parabolica contro le barriere e più pesantemente, a 220 chilometri all'ora, Charles Leclerc, che se la cava per fortuna solo con qualche indolenzimento: suo l'errore mentre dà gas per recuperare qualche posizione dopo una safety car, ma è anche la SF1000 che gli sfugge di mano sul posteriore e risponde violenta alle sue correzioni. Detriti di Cavallino ovunque, sulla pista. Bandiera rossa, interruzio…
Si schianta alla Parabolica contro le barriere e più pesantemente, a 220 chilometri all'ora, Charles Leclerc, che se la cava per fortuna solo con qualche indolenzimento: suo l'errore mentre dà gas per recuperare qualche posizione dopo una safety car, ma è anche la SF1000 che gli sfugge di mano sul posteriore e risponde violenta alle sue correzioni. Detriti di Cavallino ovunque, sulla pista. Bandiera rossa, interruzio…
MONZA. Nell'errore in cui precipita con colpa persino la sempre immacolata Mercedes, le Ferrari si autoeliminano a Monza come ad accorciare l'agonia. Doppio ritiro per le rosse, non succedeva dal 1995 all'Autodromo. Freni posteriori in fiamme per Sebastian Vettel e scontro cercato, per rallentarsi, sulle barriere di polistirolo ai primi giri nella sua ultima gara in rosso all'Autodromo dove nel 2008 vinse la prima volta su Toro Rosso, l'ex AlphaTauri di Faenza che fa suonare Mameli col francese mezzo milanese Pierre Gasly.
Si schianta alla Parabolica contro le barriere e più pesantemente, a 220 chilometri all'ora, Charles Leclerc, che se la cava per fortuna solo con qualche indolenzimento: suo l'errore mentre dà gas per recuperare qualche posizione dopo una safety car, ma è anche la SF1000 che gli sfugge di mano sul posteriore e risponde violenta alle sue correzioni. Detriti di Cavallino ovunque, sulla pista. Bandiera rossa, interruzione della gara e una seconda ripartenza dalla griglia. Detriti dentro una squadra che accumula record in negativo alla vigilia del Mugello dove domenica prossima, sul circuito di proprietà che esordisce in F1, la Ferrari celebrerà il millesimo gp. Avrà solo una consolazione nella terra dei Medici: quella di non vedere Lewis Hamilton copiare in quell'occasione l'opera d'arte dei 91 successi di Michael Schumacher. Il sei volte campione del mondo rimane fermo a 89 dopo il 7° posto rimediato partendo da una pole da primato: gara gestita male, incredibilmente, da lui e dal muretto, quando con la safety entra in pit lane passando col rosso (stessa infrazione per Antonio Giovinazzi), lui non lo vede e nessuno glielo dice. Lo puniscono con 10 secondi di penalità e stop&go, finisce in fondo e persino per lui la risalita è impossibile: "Non abbiamo fatto un gran lavoro, non ho visto il segnale, devo assumermi la responsabilità, ho ottenuto comunque un 7° posto e preso punti".
Inesistenti i rivali: il suo compagno Valtteri Bottas, dopo essersi addormentato in partenza (2°), fatica a riprendere la vetta (chiude 5°): prima sente un'inesistente foratura poi si lamenta del motore, "congelato" da Monza in una sola mappatura, ma secondo il suo capo Toto Wolff "in quel momento era solo frustrato" mentre nel caso di Lewis ammette la confusione, "abbiamo perso noi, difficile da accettare, ma ha vinto lo sport". Via le Frecce dalla scena, ma anche la Red Bull di Max Verstappen si eclissa: ritiro per un problema alla power unit. Era dal 2012, in Ungheria, che sul podio mancava uno dei 3 top team.
E nel vuoto, si inseriscono gli altri. Compreso Carlos Sainz, il prossimo ferrarista, 2° sulla McLaren (suo miglior risultato dopo il 3° posto in Brasile 2019) e il canadese Lance Stroll, terzo a 21 anni con la Racing Point. Al traguardo Sainz è quasi piangente: "Avrei voluto e potuto vincerla, mi sarebbe servito un altro giro". Per fortuna non c'è il pubblico dei tifosi, a parte i 300 medici e infermieri eroi della lotta al Covid che si mischiamo in tribuna insieme ai cartonati. Non possono neanche loro soccorrere una Ferrari così malandata. Sebastian descrive tuto questo come "un incubo peggiore del previsto, meno male che non c'erano i tifosi a guardarci. Ora testa alta, anche se difficile, per un fine stagione dignitoso". Poi alla tv tedesca è più duro: "Pensi che non può andare peggio, ma quest'anno potrà sempre andare peggio".
Charles parla più col volto scuro: "La macchina è molto difficile da guidare, ho dato il massimo, ma ho commesso un errore. Non so se ho chiesto troppo alla vettura, ma alla fine sono andato a muro". Ritirato l'appello contro la Racing Point copia della Mercedes 2019 dopo le nuove norme anticopia emanate dalla Fia, la Ferrari rimane da sola contro se stessa. Binotto: "Il doppio ritiro è la conclusione peggiore di un fine settimana molto difficile. Fa molto male. Dispiace ancora di più che il ritiro di Sebastian sia avvenuto per un problema di affidabilità. Ma non molliamo, è nelle difficoltà che si diventa più forti, sono tutte lezioni da cui impariamo per costruire il futuro". Molto lontano.
Si schianta alla Parabolica contro le barriere e più pesantemente, a 220 chilometri all'ora, Charles Leclerc, che se la cava per fortuna solo con qualche indolenzimento: suo l'errore mentre dà gas per recuperare qualche posizione dopo una safety car, ma è anche la SF1000 che gli sfugge di mano sul posteriore e risponde violenta alle sue correzioni. Detriti di Cavallino ovunque, sulla pista. Bandiera rossa, interruzione della gara e una seconda ripartenza dalla griglia. Detriti dentro una squadra che accumula record in negativo alla vigilia del Mugello dove domenica prossima, sul circuito di proprietà che esordisce in F1, la Ferrari celebrerà il millesimo gp. Avrà solo una consolazione nella terra dei Medici: quella di non vedere Lewis Hamilton copiare in quell'occasione l'opera d'arte dei 91 successi di Michael Schumacher. Il sei volte campione del mondo rimane fermo a 89 dopo il 7° posto rimediato partendo da una pole da primato: gara gestita male, incredibilmente, da lui e dal muretto, quando con la safety entra in pit lane passando col rosso (stessa infrazione per Antonio Giovinazzi), lui non lo vede e nessuno glielo dice. Lo puniscono con 10 secondi di penalità e stop&go, finisce in fondo e persino per lui la risalita è impossibile: "Non abbiamo fatto un gran lavoro, non ho visto il segnale, devo assumermi la responsabilità, ho ottenuto comunque un 7° posto e preso punti".
Inesistenti i rivali: il suo compagno Valtteri Bottas, dopo essersi addormentato in partenza (2°), fatica a riprendere la vetta (chiude 5°): prima sente un'inesistente foratura poi si lamenta del motore, "congelato" da Monza in una sola mappatura, ma secondo il suo capo Toto Wolff "in quel momento era solo frustrato" mentre nel caso di Lewis ammette la confusione, "abbiamo perso noi, difficile da accettare, ma ha vinto lo sport". Via le Frecce dalla scena, ma anche la Red Bull di Max Verstappen si eclissa: ritiro per un problema alla power unit. Era dal 2012, in Ungheria, che sul podio mancava uno dei 3 top team.
E nel vuoto, si inseriscono gli altri. Compreso Carlos Sainz, il prossimo ferrarista, 2° sulla McLaren (suo miglior risultato dopo il 3° posto in Brasile 2019) e il canadese Lance Stroll, terzo a 21 anni con la Racing Point. Al traguardo Sainz è quasi piangente: "Avrei voluto e potuto vincerla, mi sarebbe servito un altro giro". Per fortuna non c'è il pubblico dei tifosi, a parte i 300 medici e infermieri eroi della lotta al Covid che si mischiamo in tribuna insieme ai cartonati. Non possono neanche loro soccorrere una Ferrari così malandata. Sebastian descrive tuto questo come "un incubo peggiore del previsto, meno male che non c'erano i tifosi a guardarci. Ora testa alta, anche se difficile, per un fine stagione dignitoso". Poi alla tv tedesca è più duro: "Pensi che non può andare peggio, ma quest'anno potrà sempre andare peggio".
Charles parla più col volto scuro: "La macchina è molto difficile da guidare, ho dato il massimo, ma ho commesso un errore. Non so se ho chiesto troppo alla vettura, ma alla fine sono andato a muro". Ritirato l'appello contro la Racing Point copia della Mercedes 2019 dopo le nuove norme anticopia emanate dalla Fia, la Ferrari rimane da sola contro se stessa. Binotto: "Il doppio ritiro è la conclusione peggiore di un fine settimana molto difficile. Fa molto male. Dispiace ancora di più che il ritiro di Sebastian sia avvenuto per un problema di affidabilità. Ma non molliamo, è nelle difficoltà che si diventa più forti, sono tutte lezioni da cui impariamo per costruire il futuro". Molto lontano.