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(agf)

Dybala: il ragazzo con la valigia non ha posto con Pirlo

Si complica il rinnovo
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KIEV - Nel pomeriggio Dybala si sciropperà altri 1.800 km in aereo sperando che gli valgano almeno qualche minuto in campo, perché sono due settimane che vola da una parte all'altra accumulando solo malanni, panchine e frustrazioni. Pur di rispondere alla convocazione dell'Argentina, ha violato l'isolamento fiduciario e fatto fatto 25 mila km (Torino-Barcellona-Buenos Aires-La Paz- Barcellona-Torino), ottenendo in cambio solamente un passaggio sul jet di Messi e brutti giorni di febbriciattola (non era Covid, ma un'infezione): sperava che aggiungerne altri duemila per andare e tornare da Crotone gli valesse non la nomina di frequent flyer ma il debutto con la Juve che invece è ancora là da venire perché allo Scida, così come all'Olimpico tre settimane prima, non è entrato benché Pirlo avesse cambi a disposizione. C'entra sicuramente il fatto che le espulsioni (Rabiot a Roma, Chiesa sabato) hanno modificato…
KIEV - Nel pomeriggio Dybala si sciropperà altri 1.800 km in aereo sperando che gli valgano almeno qualche minuto in campo, perché sono due settimane che vola da una parte all'altra accumulando solo malanni, panchine e frustrazioni. Pur di rispondere alla convocazione dell'Argentina, ha violato l'isolamento fiduciario e fatto fatto 25 mila km (Torino-Barcellona-Buenos Aires-La Paz- Barcellona-Torino), ottenendo in cambio solamente un passaggio sul jet di Messi e brutti giorni di febbriciattola (non era Covid, ma un'infezione): sperava che aggiungerne altri duemila per andare e tornare da Crotone gli valesse non la nomina di frequent flyer ma il debutto con la Juve che invece è ancora là da venire perché allo Scida, così come all'Olimpico tre settimane prima, non è entrato benché Pirlo avesse cambi a disposizione. C'entra sicuramente il fatto che le espulsioni (Rabiot a Roma, Chiesa sabato) hanno modificato in corso d'opera i piani tattici, pur involontariamente migliorandoli, ma in ogni caso sabato sera il giocatore si sarebbe lamentato in maniera animata con Paratici per questo secondo viaggio a vuoto. Non è un caso che poi abbia messo un like a un tweet in cui una giornalista della Gazzetta dello Sport, Fabiana Della Valle, si chiedeva se non avesse avuto più senso lasciare Dybala a Torino ad allenarsi invece di fargli sorvolare l'Italia per niente.

Il like ha disvelato i pensieri della Joya, deluso per non aver ancora giocato neanche un minuto di questa stagione cominciata da convalescente dopo aver concluso quella precedente da infortunato. Su Dybala, Pirlo è sempre stato molto freddo. "È un giocatore importante, come tutti gli altri", disse nel giorno della presentazione: è un complimento soltanto se si tronca la frase a metà. "Si è allenato con noi solo 10'" ha invece spiegato a Crotone, giustificando la mancanza anche solo di qualche spicciolo di gara. Quindi il ragionamento di Dybala (che si sentiva sufficientemente in forma per giocare almeno un po') ci sta: se pensavi che non fossi in condizione, perché mi hai portato?

È pur vero che Dybala sarebbe stato titolare contro il Napoli, se quella partita si fosse giocata e se la formazione comunicata dalla Juventus fosse sul serio quella vera (non c'è motivo di dubitarne). Restano però i cascami di un rapporto che ancora non si è saldato, anche per una questione di tempo: tra infortuni e trasferte Dybala e Pirlo si sono visti poco, e poi l'allenatore deve ancora capire come e dove innestare la Joya, visto che ad agosto aveva immaginato una Juve con Dzeko a fare da trait d'union tra l'argentino e Ronaldo, che tra di loro non s'uniscono affatto, e adesso deve invece ragionare sulle caratteristiche di Morata e Chiesa, che sono invece giocatori di profondità. Pirlo non parla molto di tattica coi suoi, lasciando che sia per lo più Tudor a spiegare concetti che la squadra deve ancora assimilare. E la Joya deve ancora capire quale ruolo avrà.

Le cose che Dybala ha detto a Paratici sabato, il dirigente se le sentirà ripetere dal procuratore del numero 10, Jorge Antun, giusto come introduzione al nuovo incontro, previsto in settimana, per il complicatissimo rinnovo del contratto, una trattativa che rischia lo stallo tra le richieste del giocatore (un cospicuo aumento e soprattutto un ruolo centrale nel progetto tecnico) e le disponibilità della Juventus, che non può permettersi di rilasciare né stipendi da 10 milioni né certe garanzie tecniche. Nell'attesa, Paulo si accontenterebbe di qualche minuto in campo tra troppe ore di aereo.