L’allungo dell’ottobre rossonero nel campionato senza corazzate
di Paolo Condò , di Paolo CondòIl punto sulla giornata di Serie A
Nel giorno in cui solleva una discreta indignazione il tweet di Giovanni Toti sui pensionati "non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese", pare quasi che i nonnetti della Serie A si siano messi d'accordo per confutare la teoria. Improduttivi noi? Zlatan Ibrahimovic (39) firma la fuga del Milan con un assist e il gol decisivo in acrobazia - fatela voi, ragazzi - , Cristiano Ronaldo (35) rianima la Juve concedendosi pure un rigore a cucchiaio, il trio d'attacco della Roma composto da Dzeko (34), Pedro (33) e Mkhitaryan (31) disegna geometrie pregiate che Fonseca mette in sicurezza facendo marcare a uomo a tutto campo Franck Ribery (37). In coda a 98 minuti di battaglia la Lazio passa a Torino perché il piede più lesto appartiene a Felipe Caicedo (32), e persino Gigi Buffon (42), con la Juve avanti di un gol soltanto, blinda il risultato con una parata d'autore. In generale questa prevalenza degli anziani non sarebbe un gran segnale per la Ser…
Nel giorno in cui solleva una discreta indignazione il tweet di Giovanni Toti sui pensionati "non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese", pare quasi che i nonnetti della Serie A si siano messi d'accordo per confutare la teoria. Improduttivi noi? Zlatan Ibrahimovic (39) firma la fuga del Milan con un assist e il gol decisivo in acrobazia - fatela voi, ragazzi - , Cristiano Ronaldo (35) rianima la Juve concedendosi pure un rigore a cucchiaio, il trio d'attacco della Roma composto da Dzeko (34), Pedro (33) e Mkhitaryan (31) disegna geometrie pregiate che Fonseca mette in sicurezza facendo marcare a uomo a tutto campo Franck Ribery (37). In coda a 98 minuti di battaglia la Lazio passa a Torino perché il piede più lesto appartiene a Felipe Caicedo (32), e persino Gigi Buffon (42), con la Juve avanti di un gol soltanto, blinda il risultato con una parata d'autore. In generale questa prevalenza degli anziani non sarebbe un gran segnale per la Serie A, perché il teatro più ricco è quello in cui le ballerine sono più giovani, e in questo senso la Premier è sempre distante. Però c'è riciclo e riciclo. Ieri a Udine Ibrahimovic pressava la ripartenza dell'azione friulana anche al 91', correndo da un difensore all'altro senza grandi speranze di intercettare il pallone, ma solo per arrecare un utilissimo (per il Milan) disturbo. I tre attaccanti della Roma sono arrivati tutti dal campionato inglese, sia pure in tempi diversi: i giovani che li hanno sostituiti sono bravi, ma nel serbatoio dei dismessi è rimasto molto calcio di qualità, e la Roma se lo gode. La stessa Inter, negli ultimi giorni di mercato, aveva avuto l'ispirazione di scritturare Gervinho (33): l'avesse seguita, come ha fatto per Kolarov (34) e Vidal (33), magari ora non piangerebbe sul pareggio di sabato.
La grande fuga dell'ottobre rossonero - okay, ieri era già novembre, ma un omaggio a Sean Connery è d'obbligo - in realtà è un allungo, ma denso di significati perché al mosaico di Pioli continuano ad aggiungersi elementi. In principio erano Ibra e Donnarumma, il vero indispensabile visto che gli unici punti persi riguardano - non a caso - la partita in cui mancava lui. Poi si è aggiunto Hernandez, seguito da Rebic, Çalhanoglu e Bennacer. Da lì in poi ciascuno ha portato il suo contributo, e nelle ultime gare anche Leao, l'archetipo del talento svagato, ha cominciato a essere un fattore. Resta presto per definire un obiettivo limite - il posto Champions potrebbe non essere esaustivo - e prima di dire che lo scudetto è fuori portata sarà bene aspettare che emerga una corazzata.
La Juve lo è ancora? No, ma almeno in Italia potrebbe ridiventarlo presto perché il lavoro di Pirlo riparte dal rientro di Cristiano Ronaldo. Tutto ciò che è stato fatto in sua assenza, non molto a esser sinceri, riguarda il futuro. Nel presente, Cristiano è imprescindibile perché è l'unico a incutere il terrore negli avversari: il modo in cui la difesa dello Spezia si è aperta al suo cospetto ha seriamente ricordato il Mar Rosso quel giorno lì. Però Cristiano resta quello che ti costringe a disegnare una formazione per bilanciarlo, e il trapezio offensivo immaginato da Pirlo è un'ipotesi di lavoro che a novembre sembra un po' tardiva. Specie in presenza di una concorrenza diffusa: del Milan si è detto, del Sassuolo diremo, l'Atalanta e l'Inter sono lì e senza i punti perduti a tavolino Napoli e Roma sarebbero allineate a quota 12. Persino la Lazio, la più colpita dai contagi in settimana, ha agguantato con le unghie l'ultimo vagone del treno e si è iscritta al viaggio. Con la Sampdoria, e magari da stasera col Verona: sarebbero le dieci in prima classe di una classifica spaccata a metà.
Due settimane fa vi avevamo detto che il volo del Sassuolo non si sarebbe interrotto, perché la squadra di De Zerbi è ormai consapevole della sua forza e perché sta giocando una volta alla settimana, a differenza delle sette stressatissime "cugine" delle coppe. Il colpo di Napoli, firmato da un Locatelli (22) che sventola finalmente la bandiera dei giovani, è il trailer di altre cose belle all'orizzonte.
La grande fuga dell'ottobre rossonero - okay, ieri era già novembre, ma un omaggio a Sean Connery è d'obbligo - in realtà è un allungo, ma denso di significati perché al mosaico di Pioli continuano ad aggiungersi elementi. In principio erano Ibra e Donnarumma, il vero indispensabile visto che gli unici punti persi riguardano - non a caso - la partita in cui mancava lui. Poi si è aggiunto Hernandez, seguito da Rebic, Çalhanoglu e Bennacer. Da lì in poi ciascuno ha portato il suo contributo, e nelle ultime gare anche Leao, l'archetipo del talento svagato, ha cominciato a essere un fattore. Resta presto per definire un obiettivo limite - il posto Champions potrebbe non essere esaustivo - e prima di dire che lo scudetto è fuori portata sarà bene aspettare che emerga una corazzata.
La Juve lo è ancora? No, ma almeno in Italia potrebbe ridiventarlo presto perché il lavoro di Pirlo riparte dal rientro di Cristiano Ronaldo. Tutto ciò che è stato fatto in sua assenza, non molto a esser sinceri, riguarda il futuro. Nel presente, Cristiano è imprescindibile perché è l'unico a incutere il terrore negli avversari: il modo in cui la difesa dello Spezia si è aperta al suo cospetto ha seriamente ricordato il Mar Rosso quel giorno lì. Però Cristiano resta quello che ti costringe a disegnare una formazione per bilanciarlo, e il trapezio offensivo immaginato da Pirlo è un'ipotesi di lavoro che a novembre sembra un po' tardiva. Specie in presenza di una concorrenza diffusa: del Milan si è detto, del Sassuolo diremo, l'Atalanta e l'Inter sono lì e senza i punti perduti a tavolino Napoli e Roma sarebbero allineate a quota 12. Persino la Lazio, la più colpita dai contagi in settimana, ha agguantato con le unghie l'ultimo vagone del treno e si è iscritta al viaggio. Con la Sampdoria, e magari da stasera col Verona: sarebbero le dieci in prima classe di una classifica spaccata a metà.
Due settimane fa vi avevamo detto che il volo del Sassuolo non si sarebbe interrotto, perché la squadra di De Zerbi è ormai consapevole della sua forza e perché sta giocando una volta alla settimana, a differenza delle sette stressatissime "cugine" delle coppe. Il colpo di Napoli, firmato da un Locatelli (22) che sventola finalmente la bandiera dei giovani, è il trailer di altre cose belle all'orizzonte.