Non era depressione: Maradona operato d’urgenza al cervello
di Emanuela Audisio , di Emanuela AudisioRicoverato da lunedì, il campione aveva un edema alla testa scoperto con una Tac. L’accusa della figlia Giannina: “Lo stanno uccidendo da dentro”. Si era lamentato per un mal di pancia. Sembrava solo molto triste dopo il suo compleanno
Si muoveva male, ma tutti a far finta di niente per non rovinare la festa dei suoi 60. Dicevano che era triste, invece Diego Armando ha un ematoma subdurale, un coagulo nel cervello. Per cui trasferimento in altra clinica e operazione d’urgenza. Lo scenario è cambiato, è diventato più serio. Diego sembrava solo affaticato. Provateci voi: a dimagrire 11 chili, ad avere 10 centimetri in meno di stomaco (by-pass gastrico), un ginocchio sbandato che fa male (protesi), il 30% in meno di mobilità sulla caviglia sinistra (spezzata), una spalla operata (legamenti), un cuore scassato, una testa stressata. Ad essere sotto trattamento farmacologico, per liberarsi del ricordo del vizio e dei cinque mesi in ospedale psichiatrico, «anche legato al letto». Provateci: a non farvi intossicare dalla gloria extra-large che il mondo vi butta addosso per i vostri 60 anni, sempre a ricordarvi come eravate, i compleanni in piscina sotto le palme con sigaro e cha…
Si muoveva male, ma tutti a far finta di niente per non rovinare la festa dei suoi 60. Dicevano che era triste, invece Diego Armando ha un ematoma subdurale, un coagulo nel cervello. Per cui trasferimento in altra clinica e operazione d’urgenza. Lo scenario è cambiato, è diventato più serio. Diego sembrava solo affaticato. Provateci voi: a dimagrire 11 chili, ad avere 10 centimetri in meno di stomaco (by-pass gastrico), un ginocchio sbandato che fa male (protesi), il 30% in meno di mobilità sulla caviglia sinistra (spezzata), una spalla operata (legamenti), un cuore scassato, una testa stressata. Ad essere sotto trattamento farmacologico, per liberarsi del ricordo del vizio e dei cinque mesi in ospedale psichiatrico, «anche legato al letto». Provateci: a non farvi intossicare dalla gloria extra-large che il mondo vi butta addosso per i vostri 60 anni, sempre a ricordarvi come eravate, i compleanni in piscina sotto le palme con sigaro e champagne, mentre chi comandava il sud del mondo, Maduro, Chavez, Morales, Lula, e il Líder Máximo, vi mandavano messaggi. Yo soy El Diego, già. Lo volevano allegro e festoso, la foca che (si) diverte. Invece no, nemmeno il tempo di una quasi festa e Maradona è finito in una clinica di Rio de la Plata. Prima versione: «Stress emotivo». Il suo dottore, il neuropsichiatra Leopoldo Luque: «Non è un paziente facile». Ma va, chi l’avrebbe detto? «Non è obbediente come gli altri». Sai che sorpresa. Sempre il dottore: «Es muy dificil ser Maradona». Però, che intuito. Italo Calvino l’aveva detto meglio: «La fantasia è un posto dove ci piove dentro». Luque chiariva: «Se è in clinica è perché ne ha bisogno. È disidratato, anemico, mangia male, non riesce a dormire. In più è triste, i suoi 60 lo hanno abbattuto, non ha più i suoi genitori».
Si sa, Diego tiene famiglia, sempre. Era il solo ct che si sentiva morire se non riusciva a mettere dentro il discorso le figlie, la (ex) moglie, le compagne, la madre, il padre, la sorella, il fratello, il genero. No, niente virus, c‘è chi sussurrava depressione. Polemizzava la figlia Dalma: «L’ho detto io che non stava bene, la sua difficoltà a parlare era evidente». Anche a muoversi. Chi l’aveva visto alla partita della sua squadra, il Gimnasia, proprio il giorno del compleanno, parlava di un uomo con difficoltà motorie. E con molte discordie sentimentali visto che le sue ultime fidanzate, Veronica Ojeda, tornata con lui, e Rocío Oliva (30 anni di differenza), si accusavano a vicenda di sgradevolezze. Giannina, la secondogenita, che gli ha dato il primo nipote, Benjamín Agüero, era andato a trovarlo a casa e aveva anche sollecitato un incontro con il medico per avere chiarimenti. Da tempo accusa: «Lo stanno uccidendo da dentro senza che ne accorga». Vero che con i farmaci ne hanno ammansiti tanti, disinfettandoli dai loro eccessi, ma dire che Diego, uno che nell’86 con la sua corsa da puma aveva slalomato tra sei calciatori inglesi, fosse incosciente del panorama attorno, forse era troppo. Vero anche che da un po’ di anni Maradona si è intiepidito, la vita lo ha consumato, lui è riparato, in maniera accettabile, ma le sue corse in ospedale sono state tante. «Non voleva entrare in clinica» ha confessato il dottor Luque. Grazie, lo avevamo immaginato.
Quando lo ricoverarono nel 2000 a Punta de l’Este per overdose, lui si mise la maglia numero 10 dell’Argentina e in ciabatte e bermuda si prestò a canti e balli. E che sarà mai l’ipertensione? E l’anno scorso a Buenos Aires si è sottoposto ad una terapia d’urto: sonno indotto dai farmaci per quattro giorni e quattro notti. Forse ricordava troppo e forse non gli piaceva. Diego è sempre uscito dai suoi esili, magari più lento, più letargico, però sempre polemico, sempre controvento, perché gli piaceva quella sfida, tuffarsi, segnare, restare in piedi. Il soprannome Barrilete cosmico stava ad indicare questo: Diego come gli aquiloni cambia spesso idea e direzioni, e infatti metteva a sedere le difese. Ma bisognava solo saper vedere il Diego di oggi senza sovrapporlo a quello di ieri. Ci è finalmente riuscita una risonanza magnetica che ha schiodato Maradona dall’essere solo un diverso Pelé. «Ma non sappiamo cosa abbia causato il trauma», dice il dottore. L’argentino si era lamentato di avere mal di pancia, il suo avvocato Matias Morla d’accordo con Maximiliano, assistente di Diego, avevano insistito per un ricovero, all’inizio rifiutato. Si era lamentata anche la sua ex, Rocío Oliva: «Non è più il Diego che conosco. Mi rende triste. Preferisco il Diego che balla, che canta. Quello che ha il colore in faccia, io preferisco quel Diego». Già, ma quel Diego non ce la faceva più. Il brutto colpo è l’ematoma, non i ricordi.
Si sa, Diego tiene famiglia, sempre. Era il solo ct che si sentiva morire se non riusciva a mettere dentro il discorso le figlie, la (ex) moglie, le compagne, la madre, il padre, la sorella, il fratello, il genero. No, niente virus, c‘è chi sussurrava depressione. Polemizzava la figlia Dalma: «L’ho detto io che non stava bene, la sua difficoltà a parlare era evidente». Anche a muoversi. Chi l’aveva visto alla partita della sua squadra, il Gimnasia, proprio il giorno del compleanno, parlava di un uomo con difficoltà motorie. E con molte discordie sentimentali visto che le sue ultime fidanzate, Veronica Ojeda, tornata con lui, e Rocío Oliva (30 anni di differenza), si accusavano a vicenda di sgradevolezze. Giannina, la secondogenita, che gli ha dato il primo nipote, Benjamín Agüero, era andato a trovarlo a casa e aveva anche sollecitato un incontro con il medico per avere chiarimenti. Da tempo accusa: «Lo stanno uccidendo da dentro senza che ne accorga». Vero che con i farmaci ne hanno ammansiti tanti, disinfettandoli dai loro eccessi, ma dire che Diego, uno che nell’86 con la sua corsa da puma aveva slalomato tra sei calciatori inglesi, fosse incosciente del panorama attorno, forse era troppo. Vero anche che da un po’ di anni Maradona si è intiepidito, la vita lo ha consumato, lui è riparato, in maniera accettabile, ma le sue corse in ospedale sono state tante. «Non voleva entrare in clinica» ha confessato il dottor Luque. Grazie, lo avevamo immaginato.
Quando lo ricoverarono nel 2000 a Punta de l’Este per overdose, lui si mise la maglia numero 10 dell’Argentina e in ciabatte e bermuda si prestò a canti e balli. E che sarà mai l’ipertensione? E l’anno scorso a Buenos Aires si è sottoposto ad una terapia d’urto: sonno indotto dai farmaci per quattro giorni e quattro notti. Forse ricordava troppo e forse non gli piaceva. Diego è sempre uscito dai suoi esili, magari più lento, più letargico, però sempre polemico, sempre controvento, perché gli piaceva quella sfida, tuffarsi, segnare, restare in piedi. Il soprannome Barrilete cosmico stava ad indicare questo: Diego come gli aquiloni cambia spesso idea e direzioni, e infatti metteva a sedere le difese. Ma bisognava solo saper vedere il Diego di oggi senza sovrapporlo a quello di ieri. Ci è finalmente riuscita una risonanza magnetica che ha schiodato Maradona dall’essere solo un diverso Pelé. «Ma non sappiamo cosa abbia causato il trauma», dice il dottore. L’argentino si era lamentato di avere mal di pancia, il suo avvocato Matias Morla d’accordo con Maximiliano, assistente di Diego, avevano insistito per un ricovero, all’inizio rifiutato. Si era lamentata anche la sua ex, Rocío Oliva: «Non è più il Diego che conosco. Mi rende triste. Preferisco il Diego che balla, che canta. Quello che ha il colore in faccia, io preferisco quel Diego». Già, ma quel Diego non ce la faceva più. Il brutto colpo è l’ematoma, non i ricordi.