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Klein, l'arbitro di Italia-Brasile: "Per 30 anni ho custodito il pallone della sua tripletta"

Il direttore di gara israeliano oggi vive ad Haifa e ricorda: "Mi diceva sempre: "Mi hai portato fortuna". Con Rossi muore una parte di me. Mai una protesta in campo, il calcio perde un vero gentiluomo"
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"È un giorno tristissimo per il calcio. Con Paolo Rossi se ne va anche una parte di me". Dal suo appartamento di Carmel Beach ad Haifa, l'ex arbitro israeliano Abraham Klein risponde a una telefonata dopo l'altra, a tutti racconta il suo dolore senz'aspettare domande. Italia-Brasile 3-2 al Sarriá è stata "anche" la sua partita: la foto di Pablito campeggia sulla biografia di Klein, le immagini di quel giorno le ha stampate sui giganteschi bigliettini da visita con cui ama farsi riconoscere in giro per il mondo. Klein, nato a Timisoara, scampato alla Shoah, oggi ha 86 anni e nel suo Paese è una celebrità. Anche grazie a Pablito.
Klein, che ricordo ha di Rossi?
"Un gentiluomo. Tanti mi hanno chiesto come fosse in campo. Il giocatore lo abbiamo visto: chi può vantarsi di aver segnato una tripletta al Brasile in un Mondiale? Un arbitro apprezza i campioni, ma ancor di più gli uomini. Io Rossi l'ho in…

"È un giorno tristissimo per il calcio. Con Paolo Rossi se ne va anche una parte di me". Dal suo appartamento di Carmel Beach ad Haifa, l'ex arbitro israeliano Abraham Klein risponde a una telefonata dopo l'altra, a tutti racconta il suo dolore senz'aspettare domande. Italia-Brasile 3-2 al Sarriá è stata "anche" la sua partita: la foto di Pablito campeggia sulla biografia di Klein, le immagini di quel giorno le ha stampate sui giganteschi bigliettini da visita con cui ama farsi riconoscere in giro per il mondo. Klein, nato a Timisoara, scampato alla Shoah, oggi ha 86 anni e nel suo Paese è una celebrità. Anche grazie a Pablito.
Klein, che ricordo ha di Rossi?
"Un gentiluomo. Tanti mi hanno chiesto come fosse in campo. Il giocatore lo abbiamo visto: chi può vantarsi di aver segnato una tripletta al Brasile in un Mondiale? Un arbitro apprezza i campioni, ma ancor di più gli uomini. Io Rossi l'ho incrociato in quattro grandi partite, la prima nel 1978 contro l'Argentina al Mondiale, quando segnò Bettega. Beh, Paolo non è mai venuto una volta da me a lamentarsi. Avevo l'abitudine di prendere informazioni sui giocatori che avrei dovuto arbitrare: chiamavo qualche amico, mi facevo inviare i giornali, studiavo, non avevo mica Youtube. Di Rossi sapevo ad esempio che poteva sbucare all'improvviso da una mischia in area, più veloce anche del mio occhio. Ma che non mi avrebbe mai creato problemi nella gestione della partita, mentre magari con Gentile avrei dovuto essere sempre attento, sempre vicino all'azione. Vi confesso: ho amato Paolo. Grazie a lui, sono entrato anche io nella leggenda". 
Che legame avete avuto?
"Ci siamo ritrovati per anni, invitati ai Mondiali e ai grandi eventi Fifa. Ogni volta mi diceva: "Tu sei stato il mio portafortuna". Che è lo stesso che penso di lui per me. Capisco cosa rappresenti quella vittoria per l'Italia, ma quello che ancora oggi mi sorprende è che per tanti giornalisti, dall'Inghilterra all'Olanda, quella sia la più bella partita di sempre". 
E lei non doveva arbitrarla.
"Ero in ansia per mio figlio Amit, combatteva al fronte nella guerra del Libano: chiesi di essere escluso dalle prime designazioni finché non avessi avuto sue notizie. Finalmente fui scelto per la terza partita del girone, quella decisiva: ci aspettavamo tutti fosse Argentina- Brasile, invece spuntò l'Italia. Pensavo: che fregatura, sarà senza storia. Invece fu "la" storia". In Brasile la chiamano ancora "tragedia". Avevano Socrates, Zico, Falcao. Ma l'Italia aveva Paolo Rossi. E giocò la partita perfetta".
E lei annullò il 4-2 ad Antognoni.
"Non avrei dovuto, mi fidai del guardalinee. Però quella parata di Zoff sulla linea... Ho visto bene, no? ".
Cosa perde il calcio?
"Un esempio di lealtà. Paolo Rossi, Bobby Charlton e Dino Zoff sono i grandi gentiluomini della storia della coppa del mondo". 
Scusi, Klein, che fine ha fatto il pallone di quella tripletta?
"L'ho preso io. L'ho conservato per oltre trent'anni, in un locale dove ho raccolto tutti i miei cimeli. Ora l'ho regalato al museo Fifa. Andate a vederlo: c'è una grande foto, io sono quello fra Socrates e Rossi".