Coe: “Alle Olimpiadi gli atleti sapranno far sentire la loro voce”
di Emanuela Audisio , di Emanuela AudisioTranquilli, Chris Coleman, l'uomo più veloce del mondo, non avrà nessuna grazia "olimpica". È quello che ha detto in videoconferenza da una Londra "fredda e grigia" Sebastian Coe, presidente della World Athletics (WA). Il velocista americano è squalificato (2 anni) per aver mancato tre controlli antidoping (nell'ultimo a incastrarlo gli scontrini dello shopping), ma c'è chi teme una sua riammissione a Cinque Cerchi. E se qualche atleta vorrà manifestare sul podio olimpico, magari inginocchiandosi, Coe sarà con loro o con Bach, presidente del Cio, che ha già specificato che i Giochi non sono "piazza per la protesta"? È la famosa Rule 50, quella che prevede la scomunica per chiunque faccia gesti politici. "Credo che tra il pro e il contro esista un margine di cose che si possono fare. Gli atleti hanno una loro commissione e ci tengono a far sentire la propria voce su tutto quell…
Tranquilli, Chris Coleman, l'uomo più veloce del mondo, non avrà nessuna grazia "olimpica". È quello che ha detto in videoconferenza da una Londra "fredda e grigia" Sebastian Coe, presidente della World Athletics (WA). Il velocista americano è squalificato (2 anni) per aver mancato tre controlli antidoping (nell'ultimo a incastrarlo gli scontrini dello shopping), ma c'è chi teme una sua riammissione a Cinque Cerchi. E se qualche atleta vorrà manifestare sul podio olimpico, magari inginocchiandosi, Coe sarà con loro o con Bach, presidente del Cio, che ha già specificato che i Giochi non sono "piazza per la protesta"? È la famosa Rule 50, quella che prevede la scomunica per chiunque faccia gesti politici. "Credo che tra il pro e il contro esista un margine di cose che si possono fare. Gli atleti hanno una loro commissione e ci tengono a far sentire la propria voce su tutto quello che impatta sulle loro vite, anche sul cambiamento climatico, e io non mi sento di scoraggiarli". L'atletica non è riuscita a far rientrare il cross-country ai Giochi di Parigi 2024. "Peccato, l'ultima sua volta era stata a Parigi 1924. Sono contrariato, ma ho anche la percezione che la porta resti aperta, forse per Los Angeles '28. E se a Tokyo la 50 km di marcia femminile è stata cancellata, ai mondiali di Eugene esordirà la 35 km e per Parigi si parla di una gara mista. Hanno anche smesso di chiederci come faremo senza Bolt. È stato un grande, ma c'è una nuova generazione come quella di Duplantis che non lo fa rimpiangere e voi mi ricordate che Larissa Iapichino nel lungo ha saltato ottime misure. Agli ultimi mondiali di Doha il 25% dei primi 8 classificati erano sotto i 24 anni". Nessun dubbio che lo sport si lasci alle spalle un anno pazzo. "Sì, è stato proprio a crazy year, ma l'atletica se l'è cavata bene, con record pazzeschi e molta inventiva, vedere come i nostri atleti, pur di non mancare l'allenamento, sono riusciti ad arrangiarsi nei giardini condominiali mi ha commosso. Io sono pronto a vaccinarmi, ma non mi sento di obbligare gli atleti a farlo. Sono sicuro che il Giappone farà tutto quello che può per portare a termine i suoi Giochi". Saranno crazy games? "Mancano ancora sette mesi, ma mi sembra chiaro che il distanziamento sociale ci sarà anche a Tokyo e questo avrà un forte impatto su come si vivrà il villaggio olimpico, l'allenamento, ogni contatto esterno, anche con i giornalisti". La Diamond League 2021 torna con 32 specialità. "Sì, noi innoviamo, cerchiamo altre strade perché crediamo che quel circuito debba sperimentare altri futuri, ma salti e lanci avranno la finale a 3, dove vince chi ottiene la migliore prestazione, a prescindere dalle misure precedenti". Resta la guerra delle scarpe volanti, oggi molto fluida. Si possono mettere i record nelle mani (anzi nei piedi) della tecnologia, in moda da creare disparità e vantaggi meccanici tra chi ha e chi non ha? "Io da junior correvo con un'attrezzatura con cui oggi non andrei nemmeno al supermercato e nell'81 feci il record mondiale degli 800 con delle scarpette che mi erano costate meno di 25 sterline. Non possiamo soffocare le innovazioni, il mondo va avanti, in più le aziende di scarpe sostengono atleti, manifestazioni, federazioni". Allora, liberi tutti.