La vita inattesa di Steffi Graf
di Gianni Clerici , di Gianni Clerici"Passione e perfezione", scritto da Elena Marinelli, racconta la formazione di una delle più grandi tenniste di tutti i tempi
Mi arriva uno strano libro, che si intitola Steffi Graf. Passione e perfezione, di Elena Marinelli, edito da 66thand2, per la collana Vite inattese. Dico strano perché svela che Steffi bambina andava a passare le sue vacanze estive sul lago di Como: e la prima volta che la vidi in campo le prospettai un grande futuro. Ma anche perché l'autrice non fa parte del nostro mondo dei professionisti della scrittura: e allora, mi chiedo incuriosito, come ha fatto a scrivere un libro che va tanto più a fondo dei miei?
Di Steffi notai da subito le doti di splendida atleta. Avesse gareggiato con le colleghe sui cento metri piani, intuii, avrebbe vinto di diversi decimi, invece in una maratona il distacco sarebbe stato di qualche minuto. Rammento quella volta che a Melbourne aveva appena vinto lo Slam senza perdere un set e corse a scusarsi dal padre Peter per non aver distrutto la sua avversaria, dando la colpa al suo povero ginocchio. A quei tempi, col mio amico R…
Di Steffi notai da subito le doti di splendida atleta. Avesse gareggiato con le colleghe sui cento metri piani, intuii, avrebbe vinto di diversi decimi, invece in una maratona il distacco sarebbe stato di qualche minuto. Rammento quella volta che a Melbourne aveva appena vinto lo Slam senza perdere un set e corse a scusarsi dal padre Peter per non aver distrutto la sua avversaria, dando la colpa al suo povero ginocchio. A quei tempi, col mio amico R…
Mi arriva uno strano libro, che si intitola Steffi Graf. Passione e perfezione, di Elena Marinelli, edito da 66thand2, per la collana Vite inattese. Dico strano perché svela che Steffi bambina andava a passare le sue vacanze estive sul lago di Como: e la prima volta che la vidi in campo le prospettai un grande futuro. Ma anche perché l'autrice non fa parte del nostro mondo dei professionisti della scrittura: e allora, mi chiedo incuriosito, come ha fatto a scrivere un libro che va tanto più a fondo dei miei?
Di Steffi notai da subito le doti di splendida atleta. Avesse gareggiato con le colleghe sui cento metri piani, intuii, avrebbe vinto di diversi decimi, invece in una maratona il distacco sarebbe stato di qualche minuto. Rammento quella volta che a Melbourne aveva appena vinto lo Slam senza perdere un set e corse a scusarsi dal padre Peter per non aver distrutto la sua avversaria, dando la colpa al suo povero ginocchio. A quei tempi, col mio amico Rino Tommasi avevamo coniato il gioco del cronometro come diversivo alla noia: avrebbe vinto o no Steffi in meno di un'ora?
Marinelli parla con perizia e profondità non solo di Graf, ma degli anni di Evert e Navratilova. Vi do un esempio della densità e della precisione del testo: "Nel 1987 Steffi Graf è la più giovane vincitrice dell'Open di Francia, l'anno dopo è la più vecchia fra le semifinaliste del torneo: ha quasi diciannove anni, Gabriela Sabatini e Nicole Provis diciotto, Natasha Zvereva diciassette. Il Roland Garros del 1988 è lo Slam delle ragazzine che stanno conquistando il circuito; tra le prime otto a Parigi non ci sono né Martina Navratilova né Chris Evert e non accadeva dal 1981 che entrambe fossero assenti dalla finale di un torneo Slam".
Di Steffi notai da subito le doti di splendida atleta. Avesse gareggiato con le colleghe sui cento metri piani, intuii, avrebbe vinto di diversi decimi, invece in una maratona il distacco sarebbe stato di qualche minuto. Rammento quella volta che a Melbourne aveva appena vinto lo Slam senza perdere un set e corse a scusarsi dal padre Peter per non aver distrutto la sua avversaria, dando la colpa al suo povero ginocchio. A quei tempi, col mio amico Rino Tommasi avevamo coniato il gioco del cronometro come diversivo alla noia: avrebbe vinto o no Steffi in meno di un'ora?
Marinelli parla con perizia e profondità non solo di Graf, ma degli anni di Evert e Navratilova. Vi do un esempio della densità e della precisione del testo: "Nel 1987 Steffi Graf è la più giovane vincitrice dell'Open di Francia, l'anno dopo è la più vecchia fra le semifinaliste del torneo: ha quasi diciannove anni, Gabriela Sabatini e Nicole Provis diciotto, Natasha Zvereva diciassette. Il Roland Garros del 1988 è lo Slam delle ragazzine che stanno conquistando il circuito; tra le prime otto a Parigi non ci sono né Martina Navratilova né Chris Evert e non accadeva dal 1981 che entrambe fossero assenti dalla finale di un torneo Slam".