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Stefano Pioli, allenatore del Milan campione d'inverno (reuters)

Serie A: il filo rosso di Pioli e la storia di Conte, ma negli scontri diretti regna l'Atalanta

Il commento all'ultma giornata di andata. Solo tre volte in 17 campionati a 20 squadre, la squadra in testa al giro di boa aveva raccolto meno dei 43 punti con i quali il Milan si è laureato campione d'inverno. È un campionato basato sull'equilibrio e sull'imprevedibilità
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Questo è il campionato a venti squadre numero 17, ed era capitato solo tre volte che la squadra in testa al giro di boa avesse raccolto meno dei 43 punti con i quali il Milan si è laureato campione d'inverno. È un dato importante, descrive con i numeri - 5 squadre spendibili nel discorso scudetto, con una chance di rientro per il Napoli se vincesse il recupero e molto rispetto per la Lazio che è distante, ma sta volando - un equilibrio basato sull'imprevedibilità. Del resto, quali certezze potrebbero mai esserci in un campionato che si giocherà senza pubblico dall'inizio alla fine? In cui la regola delle cinque sostituzioni ha trasformato le partite in due semi-gare, la prima da 70 minuti e la seconda da 25? Con vagonate di giocatori positivi al tampone, oppure falsi positivi, o magari falsi negativi, e stiamo parlando al lordo delle furbate di cui tutti accusano tutti? 

In assenza di certezze tocca accontentarsi delle coeren…
Questo è il campionato a venti squadre numero 17, ed era capitato solo tre volte che la squadra in testa al giro di boa avesse raccolto meno dei 43 punti con i quali il Milan si è laureato campione d'inverno. È un dato importante, descrive con i numeri - 5 squadre spendibili nel discorso scudetto, con una chance di rientro per il Napoli se vincesse il recupero e molto rispetto per la Lazio che è distante, ma sta volando - un equilibrio basato sull'imprevedibilità. Del resto, quali certezze potrebbero mai esserci in un campionato che si giocherà senza pubblico dall'inizio alla fine? In cui la regola delle cinque sostituzioni ha trasformato le partite in due semi-gare, la prima da 70 minuti e la seconda da 25? Con vagonate di giocatori positivi al tampone, oppure falsi positivi, o magari falsi negativi, e stiamo parlando al lordo delle furbate di cui tutti accusano tutti? 

In assenza di certezze tocca accontentarsi delle coerenze, e qui il primato del Milan si spiega sia per la regolarità della sua marcia - è in testa dalla prima giornata, e aveva fatto più punti di tutti già nello spezzone post-lockdown della scorsa stagione - sia perché Pioli ha srotolato e seguito un filo rosso chiamato entusiasmo, dandogli dignità di software della squadra. Non è la solita gnagnera su grinta e carattere, ma la capacità di pensare sempre positivo che ti porta a migliorare collettivamente e individualmente, la vera rivoluzione in un mondo abituato a rivolgersi al mercato al primo contrattempo. Ora che il mercato non c'è più o quasi (proprio il Milan potrebbe aver aggiunto qualcosa in questi giorni), il plusvalore garantito dal nuovo Calabria - simbolo di questo discorso - muove le gerarchie fra le rose che eravamo soliti fissare in base al monte stipendi. 

Quando si dice che a far sperare l'Inter sia Antonio Conte, ci si affida a una legge generale: ciascuno di noi è preceduto dal suo passato, e quello del tecnico parla di tre scudetti e un titolo di Premier. Non occorre spiegargli come si vince, lo sa già. La squadra è ormai fatta, e la deplorevole uscita dalle coppe avrà un effetto collaterale favorevole: per inseguire lo scudetto all'Inter saranno sufficienti 11 giocatori o poco più, il che minimizza il problema di una panchina che non aggiunge mai niente. Sarebbe estremamente sensato, a questo proposito, lo scambio Eriksen-Dzeko che è venuto in mente a molti dopo i fatti di Trigoria. La considerazione che la trattativa non possa decollare per il diverso regime fiscale dei due (ballano alcuni milioni a favore dell'Inter) descrive bene le difficoltà nelle quali si sta muovendo Marotta. 

La Juve ha avuto ragione del Bologna grazie ai gol di Arthur e McKennie. Pirlo farà bene a prenderlo come un segno del destino: sono questi due giocatori (con Bentancur) a potergli risolvere le difficoltà del centrocampo. Non Rabiot, né Ramsey, né purtroppo Bernardeschi, che ha mancato un'altra prova. Sul bilancio di Juve e Napoli pesa ovviamente il recupero-fantasma, che chissà mai se e quando verrà giocato (metti che si debba arrivare a fine campionato, e che a quel punto non sposti più niente). A fine andata solo la Juve ha il diritto di considerarli punti-scudetto, perché il Napoli ha perso ancora - sesta volta! - malgrado a Verona si fosse portato in vantaggio dopo 9 secondi. Qualche settimana fa il Milan segnò persino prima in casa del Sassuolo (Leao), raddoppiò e poi gestì. Ieri il Napoli non ha raddoppiato e nella ripresa non ha saputo gestire. Non è un caso. È l'entusiasmo da tempo smarrito in un ambiente sempre di cattivo umore. Infine, la prima e l'ultima nella classifica degli scontri diretti: contro le altre sei "europee" l'Atalanta ha raccolto 11 punti, e in effetti a vederla giocare la squadra più forte è palesemente lei, mentre la Roma ne ha raggranellati la miseria di 3, e difatti Fonseca è in perenne pericolo. Eppure la classifica dice Roma 37 (e sarebbero 38) e Atalanta 36. Analyze this!