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Filippo Volandri 

Volandri piega il re del tennis

Ripubblichiamo l'articolo uscito l'11 maggio 2007 su Repubblica. Sorpresa al Foro Italico: l'italiano batte in due set il numero uno Federer
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ROMA - "Il miglior Volandri che io ricordi merita riconoscenza per aver avvertito il flusso sottile di energia che filtrava dal pubblico, un contagio che, per contro, ha scoraggiato il suo avversario.... ". Così scriveva dopo la vittoria di Filippo contro Gasquet il mio scriba di riferimento, uno che troverebbe di cattivo gusto che io lo citassi. Era stata infatti, la vittoria di Volandri, una sorta di plebiscito, ma di più, il risultato di una preghiera collettiva, di un pellegrinaggio alla Lourdes del tennis, l'esigenza di un miracolo.

I fedeli del gioco, da troppo tempo frustrati, nemmeno più ricordavano una vittoria italiana contro un campione, e la loro collaborazione, fortunatamente nei limiti di una accettabile comportamento, aveva molto aiutato il nostro eroe. Tanto che, accerchiato da taccuini e microfoni, Volandri si era spinto a dichiararsi ottimista, ad affermare, giustamente, di aver tutto da guadagnare, di scendere in campo sereno, e d…
ROMA - "Il miglior Volandri che io ricordi merita riconoscenza per aver avvertito il flusso sottile di energia che filtrava dal pubblico, un contagio che, per contro, ha scoraggiato il suo avversario.... ". Così scriveva dopo la vittoria di Filippo contro Gasquet il mio scriba di riferimento, uno che troverebbe di cattivo gusto che io lo citassi. Era stata infatti, la vittoria di Volandri, una sorta di plebiscito, ma di più, il risultato di una preghiera collettiva, di un pellegrinaggio alla Lourdes del tennis, l'esigenza di un miracolo.

I fedeli del gioco, da troppo tempo frustrati, nemmeno più ricordavano una vittoria italiana contro un campione, e la loro collaborazione, fortunatamente nei limiti di una accettabile comportamento, aveva molto aiutato il nostro eroe. Tanto che, accerchiato da taccuini e microfoni, Volandri si era spinto a dichiararsi ottimista, ad affermare, giustamente, di aver tutto da guadagnare, di scendere in campo sereno, e di immaginare anche una controtattica al tennis sublime di Federer. Già una volta si erano incontrati e, lungi dall'essere sommerso, gli era riuscito di issarsi al terzo, e soprattutto di non avvertire un senso di impotenza. Sapeva di dover contrare i tiri avversari più centrali e, su quelli esterni, colpire con parabole alte, soprattutto quando si incrociavano i rovesci. Tutte queste serene intenzioni non potevano prescindere da un Federer in forma non eccelsa, o addirittura da una giornata negativa di quello che, sulla terra, rimane il secondo giocatore mondiale. La - per noi - felice coincidenza si è verificata, in modo tanto inatteso quanto totale.

I due biografi dello svizzero, Roger Jaunin e Renè Stauffer, faticavano a ricordare un Federer così giù. Non tanto nel gioco, per altro irregolarissimo (quarantaquattro errori contro ventitrè), ma nell' atteggiamento. Federer è, per solito, contenuto nella sua gestualità, nelle espressioni del viso. Mai come oggi lo avremmo visto a un tempo astratto e deluso, assorto in continui pensieri negativi, spesso addirittura cupo. "Pensate - avrei domandato ai colleghi, che di me meglio lo conoscono - pensate gli sia accaduto qualcosa di intimo: un cattiva notizia da casa, una lite con la moglie manager Mirka, o chissà che altro?".

Ma nemmeno i biografi parevano saperne più di un qualunque spettatore, tra i quali gli increduli erano, paradossalmente, più numerosi degli entusiasti. Infatti L'entusiasmo per la vittoria del ragazzo di casa era infatti contrapposta al rammarico per l' uscita del campione più elegante, più affascinante. In un sondaggio organizzato da Sky, Federer aveva ottenuto, sugli altri giocatori, Nadal incluso, più dell' ottanta per cento delle preferenze. Battuto nelle ultimi due stagioni rispettivamente cinque e quattro volte, parrebbe insomma che non sia questo il miglior anno per lo svizzero. Già quattro sconfitte, dopo il successo nell' Australian Open, e l' aspirazione a superare Nadal anche sul rosso che diviene un miraggio. Per Volandri, invece, la concreta speranza di una risalita dall' attuale numero cinquantatrè, anche se mi sembra audace l'avventuroso pronostico di certi cronisti, che lo vedono vincitore del torneo. Come già ieri, lo scriba è andato invece molto vicino ad una duplice celebrazione, per un ottimo match di Potito contro Davidenko, che è bene o male il quarto del mondo. Ha perso di pochissimo, Starace, e anche questa è una felice notizia per il nostro tennis: purché duri, anche lontano dal Foro Italico.