Karamoko, dalla Guinea alla Serie B: suo fratello è morto per salvarlo dal naufragio. Ora la sua storia l'ha raccontata in un libro
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La sua incredibile storia colpì al cuore l'Italia, due anni fa. Cherif Karamoko aveva appena debuttato in B con il Padova e raccontò di aver visto l'orrore in Guinea, e di essere scappato per inseguire un sogno, diventare un calciatore professionista. Adesso questa storia l'ha raccontata in un libro, "Salvati tu che hai un sogno" (Mondadori), scritto insieme al giornalista Giulio Di Feo.
Cherif è nato nel 2000 a Nzérékoré, nel sud della Guinea. A 13 anni vede morire sotto i suoi occhi il padre, l'Imam del quartiere, assassinato nella guerra etnica. A 15, perde sua madre di Ebola. Gli restano il fratello Mory, fuggito in Libia per salvarsi, e la sorella Sitan. È Mory ad assecondare il sogno del fratellino: nel 2016 gli organizza e paga il viaggio per farsi raggiungere in Libia, e da lì tentare insieme l'approdo in Europa.
La sua incredibile storia colpì al cuore l'Italia, due anni fa. Cherif Karamoko aveva appena debuttato in B con il Padova e raccontò di aver visto l'orrore in Guinea, e di essere scappato per inseguire un sogno, diventare un calciatore professionista. Adesso questa storia l'ha raccontata in un libro, "Salvati tu che hai un sogno" (Mondadori), scritto insieme al giornalista Giulio Di Feo.
Cherif è nato nel 2000 a Nzérékoré, nel sud della Guinea. A 13 anni vede morire sotto i suoi occhi il padre, l'Imam del quartiere, assassinato nella guerra etnica. A 15, perde sua madre di Ebola. Gli restano il fratello Mory, fuggito in Libia per salvarsi, e la sorella Sitan. È Mory ad assecondare il sogno del fratellino: nel 2016 gli organizza e paga il viaggio per farsi raggiungere in Libia, e da lì tentare insieme l'approdo in Europa.
La copertina del libro, edito da Mondadori
Un'odissea durata nove mesi, attraverso Mali, Burkina Faso e Niger e a contatto con un'umanità che nulla ha di umano: organizzazioni criminali che alzano continuamente la posta perché il viaggio prosegua, funzionari corrotti, militari che imprigionano e picchiano chi viene scoperto a tentare l'esodo. "Più vai avanti nel viaggio e meno servi, perché ti hanno già preso tutto, sia i soldi sia il corpo, persino l'anima". Nella primavera del 2017 la traversata per l'Europa: 143 migranti vengono stipati su un barcone che non potrebbe contenerne la metà. Dopo poche miglia, il natante cola a picco. Cherif sarà uno dei 23 sopravvissuti al naufragio: nella calca, Mory riesce ad accaparrarsi uno dei pochi giubbotti di salvataggio ma lo cede al fratellino: "Devi salvarti tu, che hai un sogno", sono le sue ultime parole, che danno il titolo al libro.
Cherif viene portato in Calabria, in un centro accoglienza di Villa San Giovanni. "Non c'è riscaldamento. Per quattro mesi mangio poco e male, vado a cercare i biscotti buttati nei bidoni della spazzatura", raccontò in un'intervista a Corrado Zunino per Repubblica. Ma Cherif non si arrende: lo deve a Mory, che si è sacrificato per lui. Si reca in Prefettura a Reggio Calabria: vuole studiare, vuole un futuro. Viene spedito a Battaglia Terme, Padova, prende la licenza media e torna a giocare a calcio nei tornei dilettantistici. Centrocampista. Sostiene un provino per il Padova, in B, lo supera e dopo mesi di duro allenamento l'11 maggio 2019, nell'ultima giornata di Serie B, fa il suo esordio da professionista nel finale della gara contro il Livorno. "Non tocco nemmeno un pallone ma è la mia partita più bella di sempre", racconta.
Oggi, dopo un prestito all'Adriese in Serie D, Cherif non ha una squadra, si allena in attesa della seconda udienza per il permesso di soggiorno annuale. Vive a Padova, nella stessa comunità che lo ha accolto allora. Sa che ci sarà ancora tanto da sudare, ma non ha paura.