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Cristiano Ronaldo durante la partita d'andata con l'Atalanta (agf)

Il fastidio di CR7 e quello della Juve nel giorno decisivo

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La sfida tra Atalanta e bianconeri vale la Champions, Ronaldo fuori per affaticamento. Pirlo: "Abbiamo deciso insieme". Napoli-Inter fra scudetto e 4° posto
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TORINO. "Ho un fastidio", ha detto Ronaldo. Nessuno gli ha risposto "Sapessi noi", ma risulta comunque fastidioso, alla Juve tutta, che Cristiano oggi non giochi a Bergamo questa sorta di spareggio Champions con l'Atalanta: una gara fondamentale che lui salterà per via di quel problemino ai muscoli stracchi. "In questi giorni", ha spiegato Pirlo, "si sentiva i flessori carichi e non è riuscito a spingere come voleva e come riteneva opportuno. Parlando con lui e con il suo preparatore, abbiamo deciso di non rischiare". Ma in questi casi la decisione è quasi tutta di Ronaldo, è sempre stato così: in settimana ha accusato un po' di stanchezza, mercoledì ha lavorato a scartamento ridotto ma ieri non ha nemmeno provato a testare le sue condizioni di salute nell'allenamento di rifinitura, magari provando a rendersi disponibile almeno per la panchina, visto che la Juve non avrà una punta di s…
TORINO. "Ho un fastidio", ha detto Ronaldo. Nessuno gli ha risposto "Sapessi noi", ma risulta comunque fastidioso, alla Juve tutta, che Cristiano oggi non giochi a Bergamo questa sorta di spareggio Champions con l'Atalanta: una gara fondamentale che lui salterà per via di quel problemino ai muscoli stracchi. "In questi giorni", ha spiegato Pirlo, "si sentiva i flessori carichi e non è riuscito a spingere come voleva e come riteneva opportuno. Parlando con lui e con il suo preparatore, abbiamo deciso di non rischiare". Ma in questi casi la decisione è quasi tutta di Ronaldo, è sempre stato così: in settimana ha accusato un po' di stanchezza, mercoledì ha lavorato a scartamento ridotto ma ieri non ha nemmeno provato a testare le sue condizioni di salute nell'allenamento di rifinitura, magari provando a rendersi disponibile almeno per la panchina, visto che la Juve non avrà una punta di scorta se non il ventenne Felix Correia. Che è anche lui portoghese, ma le affinità finiscono lì.

Cristiano, che ieri sera si è immortalato in una storia su Instagram mentre faceva una sauna, è sicuramente sotto stress. Dal 2 dicembre, dopo aver evitato di sua iniziativa la trasferta di Benevento, ha fatto 33 partite in 130 giorni, saltando soltanto Juve-Spal di Coppa Italia e partendo due volte dalla panchina: con il Genoa in coppa e con la Lazio in campionato, alla vigilia del ritorno di Champions con il Porto. Per il resto ha giocato sempre dal primo all'ultimo, perché lui le sostituzioni non le accetta: Pirlo è riuscito a risparmiargli soltanto gli ultimi 8' di Parma, sul 3-0. Quindi è sembrato strano che per questo fastidio abbia alzato bandiera bianca così in fretta, senza indugio. Ed è strana questa idiosincrasia per Bergamo: vi ha giocato appena 25' il giorno di Santo Stefano del 2018, entrò sul 2-1 per l'Atalanta e segnò il 2-2. Anche nella stagione passata marcò visita (quella volta il fastidio era al ginocchio): può essere che non si considerasse pronto per i ritmi altissimi che tengono i bergamaschi e per le esuberanti marcature a uomo che riservano agli attaccanti. 

Lo scorso anno la partita la risolsero Dybala e Higuain. Stavolta ci saranno Morata e la Joya, che torna titolare dopo oltre tre mesi (s'infortunò il 10 gennaio) e adesso ne avrà uno appena per provare a far girare il vento della sua stagione, se non di quella bianconera. Atalanta-Juventus è una partita chiave per la rincorsa alla Champions come lo è Napoli-Inter di stasera, paradossalmente più importante per il quarto posto che per il primo. La Juventus ha le sue belle grane da gestire, a cominciare da questo rapporto sempre più freddo con Ronaldo. "Mi ha detto che era stanco anche per le tre partite con il Portogallo, con i viaggi aerei e tutto il resto. Avrebbe saltato la terza partita, ma siccome gli hanno tolto il gol con la Serbia, ha dovuto giocarla". Per spezzare le reni al Lussemburgo ha dunque fatto un sacrificio, poi pagato due settimane dopo con i flessori infastiditi. In questo periodo è sicuramente stanco, lo si vede, però con il Genoa ha voluto rimanere in campo fino all'ultimo, cercando ossessivamente il gol, e c'è da scommettere che ci sarà anche mercoledì con il Parma: l'impressione è che nella fase attuale le sue priorità siano gli obiettivi personali (cioè segnare, segnare il più possibile per diventare il più grande goleador di ogni tempo) e quelli nazionali, perché il Portogallo ha ambizioni dichiarate di vincere intanto l'Europeo, poi magari anche il Mondiale. In fondo la Juve in Champions può andarci lo stesso anche se lui per una volta manca. Con la Lazio, quando Cristiano partì dalla panchina, giocò una partita piena di slanci e di sentimento: capita, quando tra gli stimoli c'è la voglia di dimostrare qualcosa a qualcuno che quel giorno non c'è.