Bentornati a Rombo di tuono
Ha vinto l'Inter, campione d'Italia per la diciannovesima volta. Una stagione strana: da dominatori sul campo, spiega Condò, ma più complessa se vista da fuori. Per questo tra i veri artefici dell'impresa ci sono ovviamente Antonio Conte, ma anche Beppe Marotta. "Un'opera d'arte" l'ha definita Massimo Moratti, così come Aldo Serena, Michele Serra dà prova del fatalismo nerazzurro, Massimo Recalcati ci dice di averlo intuito quasi subito. Gli interisti si godono Lukaku dominatore. Per rivivere l'intera cavalcata nerazzurra c'è il nostro speciale.
Un po' si chiariscono anche i dubbi sul futuro, ci spiega Franco Vanni come Steve Zhang vuole ricostituire la solidità finanziaria del club, e anche Suning lascia messaggi rassicuranti.
E dalle molte sfumature nerazzurre è l'arrivo di Mourinho alla Roma, il primo grande colpo dei Friedkin che scuote l'intera Serie A e il futuro di tante panchine. Il personaggio è complicato e alla ricerca di rivincite,
Fonseca lascia senza rimpianti, con una vittoria sul Manchester United e con qualche sprazzo di futuro grazie a due giovani di talento trovati in casa.
Aspettando Mourinho ci sono ancora tre posti Champions da assegnare: sarà una corsa al veleno, in palio 50 milioni. Si comincia con Juventus-Milan, Pirlo si gioca il futuro mentre Ronaldo fa una scappata a Lugano.
EUROFESTIVAL
La Champions è cosa loro
Non sarà un monologo inglese, ma poco ci manca: il 29 maggio la finale di Champions sarà Manchester City-Chelsea. Regalando la più prestigiosa finale di sempre ai Citizens, Guardiola può dire ancora "la storia siamo noi".
Tuchel, tecnico dei Blues ci ritorna dopo un anno e un esonero, ma dice di non cercare rivincite. Zidane e suoi senatori non riescono a fare l'ennesima impresa. Nel lungo avvicinamento a Instabul c'è chi può già dire "missione compiuta" come Marcos Alonso, terza generazione di campioni, o Mahrez arrivato in cima partendo dalle banlieue parigine e non per la strada più dritta. Nel frattempo si preparano ad un antipasto con lo scontro in campionato.
Contro il Manchester United, in Europa League, resiste solo il Villarreal di Unai Emery, specialista dell'argomento.
IL PERSONAGGIO/1
Baggio, il divin contadino
Nel secondo tempo della sua vita Roberto Baggio ha cambiato campo: vive senza pallone, ama la vita in campagna: "Faccio la cosa più bella, sono a contatto con la natura". L'ultimo attaccante italiano a vincere il Pallone d'Oro si confessa, in esclusiva, con Emanuela Audisio sul Venerdì. Tra le centinaia di lettere che ancora gli arrivano, gli ex colleghi che commentano le partite in tv, la fuga dal calcio, la nuova vita nei campi da coltivare. Qui un video dell'intervista e qui sul Venerdì di questa settimana
II PERSONAGGIO/2
"Non negateci il sogno Champions"
di Enrico Currò
Simbolo dell'Ucraina, orgoglio del Milan e stella di tutta l' Europa, Andryi Shevchenko è diventato un uomo di calcio a 360 gradi, ha scritto un'autobiografia in cui racconta dell'infanzia tra la nube di Chernobyl e il quartiere in mano alla criminalità organizzata, degli anni italiani, ma nella nostra intervista parla molto di futuro e dello sport più amato al mondo.
Hiiit Parade
Antonio Conte e il Dadaumpa
di Fabrizio Bocca
10 Filosofi
Pep Guardiola: “Come dice Francesco De Gregori: La Storia Siamo Noi”
Antonio Conte: “Come dicono le gemelle Kessler: Dadaumpa”
9 Cuppolone
“Ai tempi di “Libero” (Rai 2, 2000-2007), nell’anno dello scudetto, mi finsi Fabrizio Lucchesi, ex direttore sportivo della Roma. Chiamai al telefono Antonello Venditti, per dirgli che la società aveva scelto un altro inno per la squadra, “Io ballo col Lupo”, che sarebbe stato cantato da Claudio Baglioni. Non dimenticherò mai la sua reazione, mi ha urlato la qualunque”. Paolo Calabresi, attore, a La Stampa.
8 Amala
Giuseppe Povia, 50 anni, cantautore - “I bambini fanno ooh…” e “Luca era gay” - è in corsa per il nuovo inno dell’Inter. “E mi vergogno un po’ perché non so più fare oooooh….”
7 Cattivi
"Nel sottopassaggio di San Siro, prima di un derby di Champions League dove provavo a giocare con cinque placche di acciaio nello zigomo che mi ero fratturato due mesi prima, Materazzi mi disse quel che sarebbe accaduto in campo alla mia faccia. Io gli risi in faccia. Non per fare lo sbruffone, ma perché sapevo che stava facendo la parte del cattivo”. Andrij Shevchenko, intervistato da Sette sul libro “Forza gentile, la mia vita, il mio calcio” di Alessandro Alciato.
6 Figli
Paco Gento, idolo del Real Madrid anni 50/60, noto come la “Galerna del Cantabrico” (La Tempesta…), all’età di 87 anni viene riconosciuto, con sentenza di tribunale fondata su prove del dna, padre di una donna di 62, Francisca España, figlia di una relazione avuta dal campione del Real con una ballerina in un hotel di Madrid.
La Top Five di questa settimana la trovate qui
Rombo di tuono tornerà nella vostra mail venerdì prossimo. Aspettiamo commenti e segnalazioni a losport@repubblica.it
Ha vinto l'Inter, campione d'Italia per la diciannovesima volta. Una stagione strana: da dominatori sul campo, spiega Condò, ma più complessa se vista da fuori. Per questo tra i veri artefici dell'impresa ci sono ovviamente Antonio Conte, ma anche Beppe Marotta. "Un'opera d'arte" l'ha definita Massimo Moratti, così come Aldo Serena, Michele Serra dà prova del fatalismo nerazzurro, Massimo Recalcati ci dice di averlo intuito quasi subito. Gli interisti si godono Lukaku dominatore. Per rivivere l'intera cavalcata nerazzurra c'è il nostro speciale.
Un po' si chiariscono anche i dubbi sul futuro, ci spiega Franco Vanni come Steve Zhang vuole ricostituire la solidità finanziaria del club, e anche Suning lascia messaggi rassicuranti.
E dalle molte sfumature nerazzurre è l'arrivo di Mourinho alla Roma, il primo grande colpo dei Friedkin che scuote l'intera Serie A e il futuro di tante panchine. Il personaggio è complicato e alla ricerca di rivincite,
Fonseca lascia senza rimpianti, con una vittoria sul Manchester United e con qualche sprazzo di futuro grazie a due giovani di talento trovati in casa.
Aspettando Mourinho ci sono ancora tre posti Champions da assegnare: sarà una corsa al veleno, in palio 50 milioni. Si comincia con Juventus-Milan, Pirlo si gioca il futuro mentre Ronaldo fa una scappata a Lugano.
EUROFESTIVAL
La Champions è cosa loro
Non sarà un monologo inglese, ma poco ci manca: il 29 maggio la finale di Champions sarà Manchester City-Chelsea. Regalando la più prestigiosa finale di sempre ai Citizens, Guardiola può dire ancora "la storia siamo noi".
Tuchel, tecnico dei Blues ci ritorna dopo un anno e un esonero, ma dice di non cercare rivincite. Zidane e suoi senatori non riescono a fare l'ennesima impresa. Nel lungo avvicinamento a Instabul c'è chi può già dire "missione compiuta" come Marcos Alonso, terza generazione di campioni, o Mahrez arrivato in cima partendo dalle banlieue parigine e non per la strada più dritta. Nel frattempo si preparano ad un antipasto con lo scontro in campionato.
Contro il Manchester United, in Europa League, resiste solo il Villarreal di Unai Emery, specialista dell'argomento.
IL PERSONAGGIO/1
Baggio, il divin contadino
Nel secondo tempo della sua vita Roberto Baggio ha cambiato campo: vive senza pallone, ama la vita in campagna: "Faccio la cosa più bella, sono a contatto con la natura". L'ultimo attaccante italiano a vincere il Pallone d'Oro si confessa, in esclusiva, con Emanuela Audisio sul Venerdì. Tra le centinaia di lettere che ancora gli arrivano, gli ex colleghi che commentano le partite in tv, la fuga dal calcio, la nuova vita nei campi da coltivare. Qui un video dell'intervista e qui sul Venerdì di questa settimana
II PERSONAGGIO/2
"Non negateci il sogno Champions"
di Enrico Currò
Hiiit Parade
Antonio Conte e il Dadaumpa
di Fabrizio Bocca
10 Filosofi
Pep Guardiola: “Come dice Francesco De Gregori: La Storia Siamo Noi”
Antonio Conte: “Come dicono le gemelle Kessler: Dadaumpa”
9 Cuppolone
“Ai tempi di “Libero” (Rai 2, 2000-2007), nell’anno dello scudetto, mi finsi Fabrizio Lucchesi, ex direttore sportivo della Roma. Chiamai al telefono Antonello Venditti, per dirgli che la società aveva scelto un altro inno per la squadra, “Io ballo col Lupo”, che sarebbe stato cantato da Claudio Baglioni. Non dimenticherò mai la sua reazione, mi ha urlato la qualunque”. Paolo Calabresi, attore, a La Stampa.
8 Amala
Giuseppe Povia, 50 anni, cantautore - “I bambini fanno ooh…” e “Luca era gay” - è in corsa per il nuovo inno dell’Inter. “E mi vergogno un po’ perché non so più fare oooooh….”
7 Cattivi
"Nel sottopassaggio di San Siro, prima di un derby di Champions League dove provavo a giocare con cinque placche di acciaio nello zigomo che mi ero fratturato due mesi prima, Materazzi mi disse quel che sarebbe accaduto in campo alla mia faccia. Io gli risi in faccia. Non per fare lo sbruffone, ma perché sapevo che stava facendo la parte del cattivo”. Andrij Shevchenko, intervistato da Sette sul libro “Forza gentile, la mia vita, il mio calcio” di Alessandro Alciato.
6 Figli
Paco Gento, idolo del Real Madrid anni 50/60, noto come la “Galerna del Cantabrico” (La Tempesta…), all’età di 87 anni viene riconosciuto, con sentenza di tribunale fondata su prove del dna, padre di una donna di 62, Francisca España, figlia di una relazione avuta dal campione del Real con una ballerina in un hotel di Madrid.
La Top Five di questa settimana la trovate qui
Rombo di tuono tornerà nella vostra mail venerdì prossimo. Aspettiamo commenti e segnalazioni a losport@repubblica.it