Tra le classifiche di Serie A che si stanno definendo, una non parla italiano: quella dei marcatori. Per la prima volta dopo tre anni (Immobile, Quagliarella, Immobile) la vincerà uno straniero, Cristiano Ronaldo, probabilmente con meno gol di quando (lo scorso anno) arrivò secondo. Non c'è un italiano neppure fra i primi tre. Immobile ha ridotto assai il bottino e Quagliarella aumentato gli anni in quella fascia d'età in cui uno vale quattro. Belotti gioca con la maglia del Titanic. E sono sempre gli stessi, da anni. Tra i pochi italiani titolari era sbucato Caputo, quando aveva già passato la trentina. Nelle squadre di testa la sola a schierarne uno è la Lazio. L'Inter ha riservato a Pinamonti un cameo. Il Milan ha lanciato Colombo, verso Cremona. Loro non possono rischiare scommettendo sui giovani, ma anche scendendo si trova poco coraggio e molto vintage, da Palacio a Pandev. Nella zona medio bassa della classifica il cannonier…
Tra le classifiche di Serie A che si stanno definendo, una non parla italiano: quella dei marcatori. Per la prima volta dopo tre anni (Immobile, Quagliarella, Immobile) la vincerà uno straniero, Cristiano Ronaldo, probabilmente con meno gol di quando (lo scorso anno) arrivò secondo. Non c'è un italiano neppure fra i primi tre. Immobile ha ridotto assai il bottino e Quagliarella aumentato gli anni in quella fascia d'età in cui uno vale quattro. Belotti gioca con la maglia del Titanic. E sono sempre gli stessi, da anni. Tra i pochi italiani titolari era sbucato Caputo, quando aveva già passato la trentina. Nelle squadre di testa la sola a schierarne uno è la Lazio. L'Inter ha riservato a Pinamonti un cameo. Il Milan ha lanciato Colombo, verso Cremona. Loro non possono rischiare scommettendo sui giovani, ma anche scendendo si trova poco coraggio e molto vintage, da Palacio a Pandev. Nella zona medio bassa della classifica il cannoniere italiano con la squadra al suo servizio faceva sfracelli. Era una figurina classica, il premio di consolazione per le tifoserie della colonna di destra: "a voi le vittorie, a noi Ciccio gol" (misteriosamente quel tipo di marcatore era soprannominato spesso così). Da inizio millennio hanno vinto Hubner a Piacenza, Toni a Firenze e Verona, Lucarelli a Livorno e (2 volte) Di Natale a Udine. Neppure questo schema esiste più: il Crotone ha puntato su Simy, lo Spezia su Nzola, il Cagliari su João Pedro. Resta soltanto Lasagna: "di tanta speme", non granché. Ragioni economiche hanno fatto spedire all'estero appena sbocciati Kean e Pellegri. Il 9 non l'abbiamo, ma neppure (aspettando Zaniolo) il 10 capace di 20 gol a campionato, come erano Totti e Del Piero.
Il problema, insoluto, passerà dai club alla Nazionale dove Mancini guarda Immobile senza comprenderlo e Belotti senza molta speranza. A poche settimane dall'Europeo ha fatto vaccinare Scamacca, uno che rischiava di perdersi tra l'Olanda e la B e che qui abbiamo già elogiato, e osserva Raspadori come fosse il telefono a cui il governatore chiama per concedere la grazia. Per il suo allenatore, De Zerbi, è il "centravanti della Nazionale di domani". Ci dev'essere un cartello negli spogliatoi, mai inquadrato, come quello di certi negozi: "Oggi non si fa credito (ai ragazzi) domani sì". L'unico generoso può essere un ex calciatore che esordì a 16 anni: lui sa che è possibile. In questi casi ai media viene il riflesso condizionato del "nuovo Pablito": il giovane eroe venuto dalla provincia. È un cliché, un'illusione, ma sarebbe bello poterlo ricordare anche così.
Il problema, insoluto, passerà dai club alla Nazionale dove Mancini guarda Immobile senza comprenderlo e Belotti senza molta speranza. A poche settimane dall'Europeo ha fatto vaccinare Scamacca, uno che rischiava di perdersi tra l'Olanda e la B e che qui abbiamo già elogiato, e osserva Raspadori come fosse il telefono a cui il governatore chiama per concedere la grazia. Per il suo allenatore, De Zerbi, è il "centravanti della Nazionale di domani". Ci dev'essere un cartello negli spogliatoi, mai inquadrato, come quello di certi negozi: "Oggi non si fa credito (ai ragazzi) domani sì". L'unico generoso può essere un ex calciatore che esordì a 16 anni: lui sa che è possibile. In questi casi ai media viene il riflesso condizionato del "nuovo Pablito": il giovane eroe venuto dalla provincia. È un cliché, un'illusione, ma sarebbe bello poterlo ricordare anche così.