Milan, quanti voli pindarici: Cardinale pensa agli elicotteri, ma il Monaco punta a strappargli Moncada
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - All'origine del fisiologico nervosismo dell'ambiente Milan, dopo la batosta di Riad, c'è anche la gestione della società. Se i tanti passaggi inusualmente sbagliati da Hernandez non sono ovviamente ascrivibili all'ambiguità della presenza in Arabia del vecchio proprietario Gordon Singer, in contrasto con l'assenza del nuovo, Gerry Cardinale, è evidente che la scarsa chiarezza al vertice non contribuisce alla serenità in un momento tanto delicato. Non è solo questione del basso budget per il mercato a disposizione di Maldini e Massara, ma di assetto societario, dopo il discusso passaggio di proprietà di fine agosto dal fondo Elliott dei Singer alla società Red Bird Capital di Cardinale. Il quale è impegnato in operazioni commerciali certamente interessanti per gli esperti di finanza, ma che ben poco hanno a che fare col calcio italiano, dal quale lui si tiene ancora rigorosamente distante. L'…
MILANO - All'origine del fisiologico nervosismo dell'ambiente Milan, dopo la batosta di Riad, c'è anche la gestione della società. Se i tanti passaggi inusualmente sbagliati da Hernandez non sono ovviamente ascrivibili all'ambiguità della presenza in Arabia del vecchio proprietario Gordon Singer, in contrasto con l'assenza del nuovo, Gerry Cardinale, è evidente che la scarsa chiarezza al vertice non contribuisce alla serenità in un momento tanto delicato. Non è solo questione del basso budget per il mercato a disposizione di Maldini e Massara, ma di assetto societario, dopo il discusso passaggio di proprietà di fine agosto dal fondo Elliott dei Singer alla società Red Bird Capital di Cardinale. Il quale è impegnato in operazioni commerciali certamente interessanti per gli esperti di finanza, ma che ben poco hanno a che fare col calcio italiano, dal quale lui si tiene ancora rigorosamente distante. L'ultima operazione finanziaria è il rafforzamento a oltre il 5% della partnership di Red Bird con Blade Air Mobility di New York, società tecnologica quotata in Borsa e tra le principali nel settore della mobilità aerea urbana (charter a corto raggio, elicotteri e trasporto di organi). Si aggiunge alle incertezze una notizia riportata dall'Equipe: secondo il quotidiano sportivo francese, il proprietario russo del Monaco, Dmitrij Ribolovlev, vuole riportare nel Principato, con l'ex vicepresidente Vadim Vasilyev, anche Geoffrey Moncada, attuale capo degli osservatori del Milan.
Dati tecnici e fisici allarmanti
La disfatta nel derby d'Arabia ha spinto Pioli alla ricetta opposta a quella usata di fronte ai campanelli d'allarme dell'amichevole col Psv e dell'eliminazione in Coppa Italia col Torino: non più l'annullamento del giorno di riposo, ma lo sfruttamento di tutto il tempo libero possibile per recuperare energie mentali e nervose. La squadra può dunque tornare ad allenarsi il sabato, in vista della partita di martedì 24 all'Olimpico con la Lazio, che è diventata importantissima: la squadra di Sarri si è avvicinata, insieme a Roma e Atalanta, a soli 4 punti dai campioni d'Italia e a 3 dalla zona Champions di Juventus e Inter, che per il Milan è l'obiettivo minimo stagionale. Lo staff tecnico, che medita l'infoltimento della mediana per non lasciare il peso della copertura a centrocampo a Bennacer e Tonali, ha potuto analizzare con preoccupazione i dati sulla prestazione nel derby d'Arabia. Le rilevazioni di K-Sport e Stats Perform, fornite alla Lega di serie A, hanno permesso di constatare che tra Inter e Milan c'è stata differenza, al di là del 3-0 finale, anche dal punto di vista atletico e tecnico. L'Ief, l'indice di efficienza fisica, dimostra inequivocabilmente la superiore intensità dell'Inter nei momenti topici della partita, a cavallo dei primi due gol. E nel secondo tempo, quando il Milan doveva rimontare, all'aumento dei parametri della corsa non è corrisposta tecnica necessaria: l'Iet, l'indice di efficienza tecnica, fotografa infatti un notevole divario (l'89,3 dei rossoneri contro il 94,3 dei nerazzurri), che trova il suo inatteso culmine nella bassa percentuale di Theo Hernandez (87, il peggiore con Messias) contro il picco di Dzeko (97, davanti a quota 96 di Lautaro), ma anche contro una media decisamente esplicita: soltanto un giocatore dell'Inter, Mkhitaryan (91), ha fatto peggio del migliore del Milan (Leao, 92).
I dolori di Ibrahimovic, l'insoddisfazione di Leao
Le riflessioni tecniche si accompagnano a quelle di mercato. Ibrahimovic continua a puntare al rientro in campo, sette mesi dopo l'ultima partita a Reggio Emilia il giorno dello scudetto, e la sua è una battaglia contro i dolori al ginocchio sinistro. La partita del 14 febbraio a San Siro in Champions col Tottenham è l'orizzonte dichiarato, ma è più verosimile per il portiere Maignan, la cui lunga assenza, anche per una ricaduta nell'infortunio al polpaccio, si è rivelata un guaio per la difesa, mai così insicura. Si assottiglia il tempo del mercato invernale, che una volta era d'autunno e si chiamava mercato di riparazione. E il Milan, in improvvisa e profonda crisi dall'inizio dell'anno, non è più così sicuro che non ci sia nulla da riparare. Perse Coppa Italia e Supercoppa, sono rimasti due soli obiettivi stagionali e crescono i dubbi sulla competitività in campionato e in Champions della rosa dello scudetto, che di colpo rimpiange Kessié e Romagnoli.
La prima mossa per attenuare il nervosismo, che si sta insinuando a Milanello per via dell'insicurezza generata dai risultati, è l'accelerazione della trattativa per il rinnovo del contratto di Leao: i colloqui tra Maldini e Massara e la coppia formata dal padre di Rafa, Antonio, e dal procuratore francese Ted Dimvula (col potente manager portoghese Jorge Mendes sullo sfondo) sono arrivati al punto decisivo, con la clausola di rescissione e la sanzione da pagare allo Sporting Lisbona come elementi centrali dell'operazione. Segnali di insoddisfazione sul campo, da parte del giocatore portoghese, sono emersi sia a Lecce sia a Riad e non sono sfuggiti ai club che corteggiano Leao: il Newcastle e sempre il Chelsea, malgrado il fresco ingaggio dell'ucraino Mudryk, nonché la solita sfilza di potenziali acquirenti dalla Premier League.