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Mancini chiami Agosti, il bomber bandiera dei migranti punito dalla giustizia sportiva

(ansa)
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Un’idea per il ct Roberto Mancini: visto che è alla disperata ricerca di attaccanti, convochi (anziché o insieme con Retegui e Compagno) Pierluigi Agosti. Chi è costui? Il bomber dell’Athletic Brighela, la squadra di terza categoria punita per aver esposto sul campo lo striscione con la scritta “Basta morti in mare”. Sarebbe una scelta etica, un po’ come quando fu chiamato Simone Farina, che ebbe il merito di non farsi corrompere. Agosti: un portabandiera. Di che cosa? Di un’idea di calcio meno abusata e dagli esiti fallimentari. Il Brighela fu fondato in piena pandemia, nel 2020. Oggi sfida la squadra di Nembro, uno dei paesi della Bergamasca che ne fu più colpito. Dicono i suoi creatori che il lockdown è stato “generativo”. Quando hanno potuto ritrovarsi al bar hanno deciso di formare un’associazione dilettantistica sportiva con “la volontà di provare a rompere schemi aberranti radi…

Un’idea per il ct Roberto Mancini: visto che è alla disperata ricerca di attaccanti, convochi (anziché o insieme con Retegui e Compagno) Pierluigi Agosti. Chi è costui? Il bomber dell’Athletic Brighela, la squadra di terza categoria punita per aver esposto sul campo lo striscione con la scritta “Basta morti in mare”. Sarebbe una scelta etica, un po’ come quando fu chiamato Simone Farina, che ebbe il merito di non farsi corrompere. Agosti: un portabandiera. Di che cosa? Di un’idea di calcio meno abusata e dagli esiti fallimentari. Il Brighela fu fondato in piena pandemia, nel 2020. Oggi sfida la squadra di Nembro, uno dei paesi della Bergamasca che ne fu più colpito. Dicono i suoi creatori che il lockdown è stato “generativo”. Quando hanno potuto ritrovarsi al bar hanno deciso di formare un’associazione dilettantistica sportiva con “la volontà di provare a rompere schemi aberranti radicati nel sistema  calcio, riaffermando un modello più sostenibile, solidale e inclusivo di gestione”. Tradotto: azionariato popolare, coinvolgimento di atleti e tifosi, lo stadio come luogo di aggregazione senza dispersione al fischio finale e il sostegno a battaglie non combattute con i piedi.  

Ci sono stati altri striscioni: Stop War (in campo) e Cucchi vive (sugli spalti). Nessun provvedimento. Stavolta sì. Perché mai? In tutte le partite del fine settimana la federazione professionisti e quella dilettanti hanno disposto un minuto di silenzio in memoria delle vittime del naufragio di Cutro. Se a quei sessanta secondi senza parole dovesse affiancarsi una vignetta sul pensiero più diffuso non ci sarebbe forse scritto “Basta morti in mare”? Non era lo stesso slogan delle manifestazioni autorizzate nei giorni scorsi? E’ come se dietro le sanzioni ci fosse il convincimento: o si gioca o si pensa. Ed è meglio se si gioca e basta. “Pensiamo. Esistiamo. Aiutiamo” è invece la conclusione del comunicato del Brighela, composto nei quindici minuti di inattesa fama che gli sono toccati. Molti si sono offerti di pagare la multa, ma prima ci sarà il ricorso. Non è che dagli arbitri possa essere difeso soltanto Mourinho. Pensiamo. Gary Lineker viene sospeso dalla Bbc per avere espresso (magari con una esagerazione) la propria opinione su un tema extra-calcistico (sempre l’immigrazione). Il Coni, che giustamente richiamava l’autonomia dello sport dalla politica quando gli fu sovrapposto un ente (Sport e salute) controllato da un ministero, diffonde negli stadi (per errore) un comunicato del governo. Non si dica poi che “non li abbiamo visti arrivare”.