ROMA – Senza una donna. Allo showdown manca sempre meno. Sport e Salute aspetta la propria governance e la novità è che, al di là degli appetiti di partito e delle pressioni trasversali, il nuovo presidente potrebbe superare persino le barriere politiche.
Sport e Salute, una donna come presidente
Sport e Salute è la società in-house del Ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce la cassaforte dello sport italiano. Ossia i soldi da destinare alle federazioni. La legge ha previsto di modificarne la struttura: il cda passerà da 3 a 5 membri, la governance, fino a oggi riassunta nella figura del solo Vito Cozzoli, sia presidente che ad della società, verrà sdoppiata. Presidente e amministratore delegato saranno quindi due nomi differenti, li dovrà indicare il ministro per lo sport, Andrea Abodi, sentendo il Mef, quindi il ministro Giancarlo Giorgetti. A cui dovranno aggiungersi tre membri del consiglio d’amministrazione: e almeno due di queste cinque figure, per legge, devono essere donne. Solo che, almeno inizialmente, i tre ministeri che devono nominare i membri, avevano proposto uomini. Un abbaglio. Alla fine il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara si è convinto a indicare Manuela Di Centa, ex fondista, due ori olimpici a Lillehammer nel 1994, ex parlamentae europea di Forza Italia, come rappresentante dell’Istruzione nel cda. Ma non basta, ne manca ancora una. Per questo è nata l’idea: regalare a Sport e Salute una presidente donna. Anche perché al nome che la politica sta cercando di spingere, quello di Giuseppe De Mita, mancherebbe di un requisito fondamentale per poter accedere alla carica di presidente. Nonostante nelle sue vele soffino forte Francesco Lollobrigida e Marco Mezzaroma, sponsor convinti dell’ex dg della Lazio, ma finora non sufficienti a superare l’impasse.
I veti incrociati per la carica
E allora, una donna. Sì, ma chi? Domanda non banale. Il nome intuitivamente più adatto sarebbe quello di Diana Bianchedi, laureata in Medicina dello sport, ex direttrice del centro di riabilitazione Isokinetic e del panel Uefa sull’antidoping. Perfetta, se non fosse per un dettaglio: il legame saldissimo col numero uno del Coni, Giovanni Malagò. Non proprio un amico di Giorgetti. Insomma, è dura. Spendibile sarebbe il nome di Antonella Baldino, che ha preso il posto di Abodi al Credito Sportivo. Ma la scelta aprirebbe un altro problema per la banca dello sport. Insomma, la soluzione non è semplice. E di nomi, anche a causa dei veti incrociati, il panorama non abbonda. Ma la voglia di fare in fretta si respira: da qualche ora anche di più.