Il Genoa di Retegui, l’azzurro snobbato dalle big
di Emanuele GambaIl Milan alla fine s’è buttato sul centravanti della nazionale svizzera. Per quello del Belgio si sa che razza di caos si sia scatenato, mentre per lo spagnolo ci sono ancora tre squadre in coda (Roma, Inter e Juve), dopo che i rossoneri hanno risolto con l’elvetico e si sono tolti dalla fila. Il centravanti dell’Italia ha invece attirato l’attenzione solamente di una squadra neo-promossa, il Genoa, che però è anche l’unica guidata in panchina da un attaccante campione del mondo: se serve l’opinione di un esperto, quella di Gilardino è senz’altro la più qualificata. E viene il sospetto che tra Okafor, Lukaku e Morata, alla fine il vero affare lo faranno i rossoblù con Retegui, che oltre a quella del Gila (e di Milito: “Mi ha parlato molto bene del club e della città”), ha la benedizione di Mancini, entusiasta di questa soluzione almeno quanto lo sono gli entusiasti tifosi genoani.
La sfida di Retegui: “Vengo per imparare”
Per il ct e per l’Italia è un buona co…
Il Milan alla fine s’è buttato sul centravanti della nazionale svizzera. Per quello del Belgio si sa che razza di caos si sia scatenato, mentre per lo spagnolo ci sono ancora tre squadre in coda (Roma, Inter e Juve), dopo che i rossoneri hanno risolto con l’elvetico e si sono tolti dalla fila. Il centravanti dell’Italia ha invece attirato l’attenzione solamente di una squadra neo-promossa, il Genoa, che però è anche l’unica guidata in panchina da un attaccante campione del mondo: se serve l’opinione di un esperto, quella di Gilardino è senz’altro la più qualificata. E viene il sospetto che tra Okafor, Lukaku e Morata, alla fine il vero affare lo faranno i rossoblù con Retegui, che oltre a quella del Gila (e di Milito: “Mi ha parlato molto bene del club e della città”), ha la benedizione di Mancini, entusiasta di questa soluzione almeno quanto lo sono gli entusiasti tifosi genoani.
La sfida di Retegui: “Vengo per imparare”
Per il ct e per l’Italia è un buona cosa, che Retegui cominci a italianizzarsi per davvero. Lo diceva pure lui domenica, intercettato da Espn poco prima di imbarcarsi da Buenos Aires per l’Europa: “Abbiamo preso la decisione in famiglia e abbiamo pensato fosse la migliore: voglio stare più vicino al calcio italiano, che è molto difficile, e fare il possibile per crescere, imparare ed essere pronto se mi chiamano”.
La corte di Inter, Lazio e Fiorentina, ma solo il Genoa ha fatto sul serio
Stride tuttavia un po’ che il neo azzurro e neo rossoblù Retegui, due gol in tre partite con l’Italia, debba arrivare in serie A quasi alla chetichella passando dalla porta stretta della lotta per la salvezza. Quando Mancini lo stanò in Argentina (più che altro, quando vennero stanati i suoi trisavoli che gli hanno trasmesso un provvidenziale passaporto italiano) e lo presentò al pubblico italiano, Retegui sembrava l’oggetto del desiderio di mezzo campionato, probabilmente stuzzicato da un geniale assist di mercato del ct, perché è ormai acclarato che se Mancini fiuta del talento in un giocatore poco noto, di sicuro non segue una falsa traccia: così il centravanti argentino sembrava diventato nei mesi scorsi un obiettivo concreto di Inter, Lazio e Fiorentina, ma ci hanno pensato anche Milan, Roma e Napoli. A conti fatti, però, nessuno è passato dall’interessamento al corteggiamento e alla fine si è inserito il Genoa, che ha realizzato un affare eccellente dal punto di vista mediatico e commerciale e molto buono sul piano economico. A livello tecnico, bisogna per il momento fidarsi di Gilardino e Mancini, ma ogni giocatore in arrivo da un campionato straniero porta con sé un naturale bagaglio di incognite.
Un affare da 17 milioni: poco più di Okafor, molto meno di Lukaku e Morata
Di sicuro, l’operazione è un grande sforzo finanziario per i rossoblù, mentre sarebbe stata più agevolmente alla portata delle big, visto che Retegui è costato 17 milioni (poco più di Okafor, molto meno di quanto sono prezzati Morata e Lukaku o altri centravanti di non primissimo livello) e ne guadagnerà due all’anno. Certo, il Milan ha preferito lo svizzero per la duttilità, o l’Inter Thuram perché era svincolato e ha già esperienza internazionale. Ma davvero ha più senso puntare su Lukaku, che da due stagioni sembra assai bolso e ha costi molto superiori, o su Morata, più vecchio e più costoso nel neo-azzurro? È vero che l’acquisto di Retegui era un’operazione complicata, perché si trattava di accontentare le due società che si dividevano il suo cartellino, Tigre e River Plate, oltre a garantire commissioni e percentuali sulla futura rivendita, ma la sensazione è che molti (troppi) abbiamo dato presto per scontato che investire su Retegui fosse più un rischio che un’opportunità.
E Gnonto resta in lista d’attesa
Buon per il Genoa, che si porta a casa un giocatore che aveva molta voglia e altrettanto bisogno di frequentare la serie A (per il suo futuro azzurro era essenziale, partecipare al nostro campionato) e che in quattro ore con la maglia della nazionale addosso ha dimostrato di saperci fare, e di poterci stare. Ma del resto nessuno, né quest’estate né quella prima, ha seriamente pensato di prendere nemmeno Gnonto, rubando un’altra buona idea avuta da Mancini. Piace invece a tutti Scamacca, che in nazionale non ha ancora segnato un gol. Che stranezze.