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Wahi, Kalimuendo, Thuram jr: c’è vita oltre a Mbappé. Al via in Francia il campionato delle stelle di domani

Luis Enrique, nuovo tecnico del Psg

 (afp)
Parte con Nizza-Lille il torneo transalpino, ridotto a 18 squadre: alle spalle del Psg strafavorito, spingono i giovani talenti del futuro. La sfida del Marsiglia, le ambizioni di Rennes e Lille e la novità italiana in Costa Azzurra, con il debutto in panchina di Farioli
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Per godersi la Ligue1, che comincia questa sera con un interessantissimo Nizza-Lille e con la novità del torneo a 18 squadre, bisogna andare oltre al Psg. Anzi, tagliarlo proprio fuori come d’altronde fa il campionato francese, che non ha sostanzialmente alcuna attinenza con la squadra della capitale, soverchiante per capacità di spesa, monte ingaggi e valore di mercato, eppure spesso peggiore delle squadre che le fanno da contorno.

Il calcio annoiato del Psg

Durante il regno qatarino, il Psg ha vinto nove “scudetti” su dodici ma fanno più notizia i tre che ha perso (Montepellier, Monaco, Lille). Di sicuro, non ha contribuito ad elevare il livello del torneo perché in patria i rossoblù hanno spesso giocato un calcio annoiato, basato essenz…

Per godersi la Ligue1, che comincia questa sera con un interessantissimo Nizza-Lille e con la novità del torneo a 18 squadre, bisogna andare oltre al Psg. Anzi, tagliarlo proprio fuori come d’altronde fa il campionato francese, che non ha sostanzialmente alcuna attinenza con la squadra della capitale, soverchiante per capacità di spesa, monte ingaggi e valore di mercato, eppure spesso peggiore delle squadre che le fanno da contorno.

Il calcio annoiato del Psg

Durante il regno qatarino, il Psg ha vinto nove “scudetti” su dodici ma fanno più notizia i tre che ha perso (Montepellier, Monaco, Lille). Di sicuro, non ha contribuito ad elevare il livello del torneo perché in patria i rossoblù hanno spesso giocato un calcio annoiato, basato essenzialmente sul talento individuale: è anche (o soprattutto) per questo che non sono quasi mai riusciti a esportarlo in Champions. I tifosi si sono goduti le giocate di tanti fuoriclasse, da Messi a Mbappé, da Neymar a Cavani, da Di Maria al primo delizioso Pastore, ma è l’emozione del calcio puro che offre il resto del campionato a coinvolgere i tifosi, in certe piazze (Marsiglia, Saint-Étienne, Nantes, Lens) caldissimi.

Il vivaio più florido d’Europa

Scostando il sipario di stelle del Psg, si scorge infatti un movimento molto vitale capace di autorigenerarsi di stagione in stagione grazie a una produzione inesauribile di qualità da parte dei vivai più floridi del continente. Nessun paese esporta così tanto talento come la Francia, che resta la nazione alla quale la Premier attinge con più frequenza e che arricchisce anche noi: basti pensare a Osimhen. Quest’estate abbiamo pescato Cajuste e Timothy Weah (non due prodotti del vivaio transalpino, a dire al vero), mentre il Chelsea si è preso il difensore Disasi e il 19enne Ugochukwu (72 milioni in tutto). Chi compra qui, va sul sicuro.

La rivoluzione razionale di Parigi

Nella sua estate più delirante, il Psg sta probabilmente costruendo la sua squadra più razionale. Il rutilante tridente miliardario s’è sbriciolato, ma mentre Mbappé è un caso a parte – e un affare di stato – nessuno rimpiangerà la sufficienza di Neymar e Messi (e anche di Verratti, se infine andrà in Arabia). A Parigi sono sbarcati attaccanti funzionali come Dembélé, Asensio e Gonçalo Ramos, un coreano interessante (Kang-In Lee), due difensori solidi (Skriniar e Lucas Hernandez) e un giovane mediano uruguayano pagato uno sproposito (Ugarte dello Sporting, 60 milioni): ma il fatto stesso che la spesa più consistente abbia riguardato un centrocampista difensivo la dice lunga sul nuovo progetto parigino, affidato al senso del collettivo di Luis Enrique. È una svolta radicale.

Khephren Thuram durante un'amichevole con il Nizza

 

Wahi, Cherki, Le Fée e Kalimuendo i talenti in vetrina

Ma come si diceva, il calcio davvero interessante lo si rintraccia lontano dalla capitale. Ai nastri di partenza c’è uno stuolo di ventenni di cui si sa magari ancora poco, ma che a fine stagione attireranno l’attenzione di mezza Europa. È già seguitissimo Elye Wahi, vent’anni e 19 gol con il Montpellier, ma si attende anche la definitiva affermazione dei lionese Cherki, (19 anni, fantasista) e Lukeba (20 difensore) o di Khéphren Thuram (22), polmone di centrocampo del Nizza, o ancora del centravanti del Rennes, Kalimuendo (21), che ha preso anche l’interessante fantasista Le Fée del Lorient pagandolo 20 milioni: è stato l’acquisto più oneroso al di fuori di quelli del Psg.

Il Marsiglia punta sull’usato sicuro: Aubameyang e Kondogbia

Il rivale dei parigini resta il Marsiglia, che ha cambiato allenatore (da Tudor a Marcelino) ma non stile: è l’unico club che continua a puntare su giocatori esperti e quest’anno azzarda il rilancio di Kondogbia, Aubameyang e Renan Lodi, gente abituata alla Champions che s’aggiunge ai vari Vérétout, Guéndouzi e Clauss.

La sfida del Lens orfano di Openda

Il Lens vice campione (ha chiuso a un solo punto dal Psg) ha perso la sua stella, il centravanti belga Openda (al Lipsia per 43 milioni), e non l’ha sostituito, anche se ancora più incorreggibile sarà il vuoto lasciato da Secko Fofana, capitano e trascinatore, andato in Arabia per giocare con Ronaldo: al suo posto è arrivato dal Basilea il ventenne Andy Diouf, di cui si dice in gran bene, ma per i “sang et or” sembra difficile ripetere l’eccezionale campionato passato.

Le ambizioni del Rennes e del Lille di Fonseca e David

Più attrezzato è senz’altro il Rennes, allenato da un vecchio volpone come Bruno Genesio, ben rinforzato dal mercato e zeppo di elementi interessanti come Truffet, Doku, Guoiri, Doué, tutti attorno ai vent’anni. È molto ambizioso anche il Lille di Paulo Fonseca, che l’anno scorso ha praticato il calcio più spumeggiante della Ligue1 e che ha trattenuto il fuoriclasse della squadra, il canadese David. Si è rinforzato con Umtiti e scommette su Haraldsson, trequartista islandese pescato in Danimarca. Anche lui ha vent’anni, che sembra l’età standard, in questo campionato.

La crisi del Lione, lo stallo del Monaco

Altre grandi storiche, come il Monaco o il Lione, hanno dato pochi segnali di vita. L’Ol, in particolare, sembra prigioniero di una crisi che dura ormai da tre anni, dalla semifinale Champions del 2020: dopo, il disastro (e il cambio di proprietà, dall’eterno Aulas agli americani). Sul mercato la squadra di Lauren Blanc non si è praticamente mossa, anche perché la situazione del bilancio è preoccupante, il precampionato è stato uno strazio, con quattro sconfitte su cinque amichevoli.

Francesco Farioli, tecnico del Nizza

 

Still e Farioli, c’è gioventù anche in panchina

Per il resto, c’è curiosità per il Reims e il Nizza, in entrambi i casi per via dell’allenatore che hanno: due ragazzi giovani che non sono stati calciatori. Nella città dello champagne lavora Will Still, trentenne belga di origini inglesi che ha imparato il mestiere giocando con Football Manger e che l’anno scorso, promosso tecnico in capo a stagione iniziata, ha stupito la Francia con il gioco e i risultati. Siccome non ha ancora il patentino, il club ha pagato 25 mila euro di multa a ogni partita: me ne è valsa la pena. In Costa Azzurra è invece arrivato l’italiano Francesco Farioli, 34 anni e una laurea in filosofia, già collaboratore di De Zerbi a Benevento e Sassuolo prima di mettersi in proprio in Turchia, dove ha fatto benissimo prima con il Karagümrük e e poi con l’Alanyaspor. Il Nizza fa parte della galassia Ineos, ma il patron miliardario Ratcliffe, arrivato nel 2019 sbandierando l’ambizione di competere con il Psg, ha chiuso presto i rubinetti, anche se la squadra è di discreto livello e si è potuta permettere investimenti seri sul mercato, come il riscatto di Moffi (22 milioni) e l’acquisto di Boga dall’Atalanta (18): a Farioli chiede gioco brillante e calcio moderno.

Verratti, Neymar e Lee Kang-in

 

Restano quattro italiani, aspettando l’esodo di Verratti

Farioli integra l’esigua pattuglia italiana, di cui fa parte anche Ndour, campione d’Europa under 19, nato a Brescia, cresciuto nell’Atalanta e passato in estate dal Benfica al Psg. È invece tornato da noi (al Sassuolo) Mattia Viti, che nel Nizza non si è imposto, in attesa di capire se se ne andrà anche Verratti. Restano così a rappresentarci solamente due portieri, Donnarumma del Psg e Mannone del Lorient.

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