Le pagelle di Lecce-Lazio: Almqvist e Dorgu, che sorprese. Immobile e Luis Alberto illuminano, Lazzari naufraga
dal nostro inviato Emanuele GambaLecce
Falcone 6.5: lo salvano il palo di Immobile e l’imprecisione di Felipe, ma su Lazzari è lui a fare muro.
Gendrey 5.5: tentenna assai, più sui lanci lunghi che sui dribbling di Zaccagni. Dal 20’ st Blin 6.5: entra e va a fare lo stopper, lui che è un mediano: lo fa benissimo e dà pulizia alla fase iniziale dell’azione.
Pongracic 6: Immobile lo gabba sullo 0-1 e qualche volta è troppo presuntuoso, ma con la palla ci sa fare e nella ripresa è quasi un regista aggiunto.
Baschirotto 6: anche lui viene tagliato fuori in occasione del gol laziale (e non soltanto in quella), ma nella mezzora finale, quando passa a fare il terzino destro, diventa un trascinatore.
Dorgu 6.5: ha diciott’anni, ma soprattutto ha fisico, corsa, piede e testa, nel senso della lucidità e della concentrazione. L’ennesima grande scoperta del migliore talent scout italiano. Dal 20’ st Gallo 7: entra al posto del ragazzino e aggiunge l’impulso della personalità. Suo l’assist del pari.
Rafia 5.5: volenteroso ma disor…
Lecce
Falcone 6.5: lo salvano il palo di Immobile e l’imprecisione di Felipe, ma su Lazzari è lui a fare muro.
Gendrey 5.5: tentenna assai, più sui lanci lunghi che sui dribbling di Zaccagni. Dal 20’ st Blin 6.5: entra e va a fare lo stopper, lui che è un mediano: lo fa benissimo e dà pulizia alla fase iniziale dell’azione.
Pongracic 6: Immobile lo gabba sullo 0-1 e qualche volta è troppo presuntuoso, ma con la palla ci sa fare e nella ripresa è quasi un regista aggiunto.
Baschirotto 6: anche lui viene tagliato fuori in occasione del gol laziale (e non soltanto in quella), ma nella mezzora finale, quando passa a fare il terzino destro, diventa un trascinatore.
Dorgu 6.5: ha diciott’anni, ma soprattutto ha fisico, corsa, piede e testa, nel senso della lucidità e della concentrazione. L’ennesima grande scoperta del migliore talent scout italiano. Dal 20’ st Gallo 7: entra al posto del ragazzino e aggiunge l’impulso della personalità. Suo l’assist del pari.
Rafia 5.5: volenteroso ma disordinato, corre e si sbraccia ma molto pasticcia. Dal 20’ st Kaba 6: mediano dal fisico monumentale, D’Aversa lo piazza ridosso dell’area perché sono gli unici muscoli che ha. Funziona.
Ramadani 6.5: albanese pescato in Scozia, raccoglie la pesante eredità di Hjulmand facendo il regista a modo suo: sbrigativo e verticale. Nel primo tempo fatica soprattutto nella marcatura di Luis Alberto, nel secondo impone invece ritmi altissimi e contribuisce al ribaltone.
Gonzalez 6: gli tocca un lavoro di puro gregariato, tra ali che svolazzano e mezze ali che attaccano. Il più sacrificato. Dal 38’ st Burnete sv.
Almqvist 7.5: mancino che gioca a destra, punta l’uomo con sfacciataggine, alterna l’assist al tiro e alla fine trova l’angolo giusto. Aveva già segnato in Coppa Italia.
Strefezza 6.5: costretto a fare il centravanti in una squadra che non ne ha, sgattaiola al limite dell’area cercando di liberare il destro, e un paio di volte ci riesce. Il suo movimento continuo manda in tilt la Lazio.
Banda 7: finta, controfinta, cross. E poi di nuovo da capo, senza soluzione di continuità e facendo ubriacare Lazzari. Esce coi crampi, per forza. Dal 32’ st Di Francesco 7: il colpo grosso è suo.
All. D’Aversa 7.5: corsa, gioco, entusiasmo, schemi. Una gioia per gli occhi di tutti e per il cuore dei salentini.
Lazio
Provedel 6: para il parabile, sui gol non ha colpa.
Lazzari 4: un disastro nelle due fasi: Banda lo manda in giostra e lui abbocca a tutte le sue finte, mentre quando attacca butta via un gol per puro egoismo, perché tira addosso a Falcone invece di servire il liberissimo Anderson. Dal 27’ st Pellegrini sv.
Patric 5: Sarri lo sceglie per fronteggiare i rapidi attaccanti leccesi: regge bene ma crolla nel finale. Male specialmente sul 2-1.
Romagnoli 5.5: il primo tempo è quasi sontuoso, impreziosito dal lancio che dà il la al gol del vantaggio, ma nella ripresa anche lui finisce in balia del tridente leccese.
Marusic 4.5: scopre che Almqvist è uno che ci sa fare e lo patisce per tutto il tempo. Nel finale passa a destra e naufraga anche lì, perché è la zona da cui nascono i due gol leccesi.
Kamada 5.5: parte benino, ostenta eleganza nella corsa e nel tocco, poi si perde quando deve entrare in un meccanismo che ancora non conosce. Dal 9’ st Vecino 5: dovrebbe aggiungere sostanza e spessore, invece è tenero come una burrata.
Cataldi 5.5: la diga regge per un tempo, poi si lascia risucchiare dal tracollo generale. Dal 44’ st Castellanos sv.
Luis Alberto 6.5: la qualità ce la mette, perché ispira il gol e le migliori azioni dei suoi, giocando col piglio del leader.
Felipe Anderson 5.5: spesso sottotraccia, anche perché la Lazio pende soprattutto dall’altra parte. Poco prima di uscire si mangia il 2-0. Dal 9’ st Isaksen 5.5: fa vedere che ha dei numeri per niente banali, ma non dà una mano in copertura ed è una lacuna bravissima.
Immobile 7: segna alla prima occasione, manda in porta Lazzari, colpisce il palo nella ripresa, partecipa con puntiglio alla manovra.
Zaccagni 6: non dirimente in attacco, ma almeno sgobba nei rientri. Forse non è un caso che la Lazio si sbricioli dopo la sua uscita. Dal 27’ st Pedro sv.
All. Sarri 5.5: perde una partita che aveva in pugno e non cerca scuse. Di sicuro, ha portato a Lecce una squadra poco serena.
Arbitro Dionisi 6: abbassa man mano la soglia di tolleranza del fallo, che all’inizio tiene altissima.