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Milano Cortina 2026: impianti, investimenti, spese e rinunce

Il logo dei Giochi invernali 2026 
Tra impianti sportivi e infrastrutture si spenderanno oltre 3 miliardi di euro: in attesa di sapere dove si svolgeranno le gare di bob, skeleton e slittino, ecco la situazione degli impianti dei Giochi invernali italiani
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I Giochi del Nord-Est, due regioni, due province autonome, oltre 3 miliardi d’investimenti e ancora, almeno, un gigantesco punto interrogativo che giace sdraiato tra la neve e gli alberi in frazione Ronco. La pista di bob, skeleton e slittino darebbe a Cortina una centralità che, al contrario, i soli curling e sci femminile non le assicurerebbero: meno atleti, meno paesi coinvolti, meno di tutto per la Perla delle Dolomiti, che con Milano condivide il “nome” dell’Olimpiade bianca italiana.

Baselga e il PalaSharp depennati

Il plan originario di Milano Cortina 2026, presentato nel 2019, allorché la candidatura italiana sbaragliò quella svedese per Stoccolma-Are, ha già perso strada facendo almeno due impianti: il PalaSharp di Milano, abbandonato nel 2011, non verrà ristrutturato per ospitare gare di hockey femminile, destinate invece ai padiglioni della fiera di Rho. Là, nella sede dell’Expo 2015, si esibiranno anche i fenomeni del pattinaggio di velocità, una soluzione più comoda, a bu…

I Giochi del Nord-Est, due regioni, due province autonome, oltre 3 miliardi d’investimenti e ancora, almeno, un gigantesco punto interrogativo che giace sdraiato tra la neve e gli alberi in frazione Ronco. La pista di bob, skeleton e slittino darebbe a Cortina una centralità che, al contrario, i soli curling e sci femminile non le assicurerebbero: meno atleti, meno paesi coinvolti, meno di tutto per la Perla delle Dolomiti, che con Milano condivide il “nome” dell’Olimpiade bianca italiana.

Baselga e il PalaSharp depennati

Il plan originario di Milano Cortina 2026, presentato nel 2019, allorché la candidatura italiana sbaragliò quella svedese per Stoccolma-Are, ha già perso strada facendo almeno due impianti: il PalaSharp di Milano, abbandonato nel 2011, non verrà ristrutturato per ospitare gare di hockey femminile, destinate invece ai padiglioni della fiera di Rho. Là, nella sede dell’Expo 2015, si esibiranno anche i fenomeni del pattinaggio di velocità, una soluzione più comoda, a buon mercato e temporanea che prende il posto dell’oval di Baselga di Piné, esistente sì, ma all’aperto: troppo costosa la copertura (oltre 75 milioni), non si farà.

Milano cuore dei Giochi

Milano sarà in ogni caso il cuore dei Giochi, a partire dalla cerimonia di apertura, nello stadio di San Siro, disconosciuto ormai da Inter e Milan, ma destinato a diventare il terzo stadio olimpico italiano dopo quelli di Roma e Torino. Sempre a Milano è in costruzione ex novo il PalaItalia Santa Giulia: là si disputerà l’intero torneo maschile di hockey su ghiaccio, con le star del campionato professionistico americano. Il nuovo palazzetto da 15 mila spettatori sarà costruito da investitori privati (circa 80 milioni la spesa complessiva) e dopo i Giochi sarà utilizzato come area polifunzionale. Milano avrà anche le star del pattinaggio artistico al Forum di Assago: il palazzetto, costruito nel 1990, può ospitare fino a 13 mila spettatori ed è pronto, o quasi, si interverrà solo sul parcheggio (quasi 2 milioni di euro). Al Forum si disputeranno anche le gare di short track, e chissà se ci sarà anche Arianna Fontana.

Quel che resta a Cortina

Per lo sliding center per bob, skeleton e slittino sarà una corsa contro il tempo. Al netto del miracolo, Cortina avrà sicuramente solo le gare di sci alpino femminile sulla storica Olympia delle Tofane (interventi per 1,3 milioni per un upgrade delle strutture e delle dotazioni) e le gare di curling nello Stadio Olimpico dei Giochi del 1956 (6 milioni), oltre alla medal plaza (10 milioni).

Le gare in Trentino

Salto, combinata nordica e sci di fondo sono discipline di casa in Val di Fiemme: tra Tesero e Predazzo si disputarono due Mondiali, nel 1991 e nel 2003. Tuttavia si dovrà intervenire sui trampolini del salto (23 milioni) e sullo stadio del fondo a Lago di Tesero (oltre 11 milioni di euro). Le due location danno comunque ampie garanzie.

Il biathlon in Alto Adige

Anterselva sarà l’unica località dell’Alto Adige coinvolta nell’organizzazione dei Giochi 2026. Lo stadio del biathlon è comunque uno dei templi mondiali della specialità. Necessario però un nuovo impianto di innevamento artificiale (6,5 milioni di euro), per coprire eventuali buchi nel manto bianco.

Valtellina: Livigno e Bormio

Il comprensorio di Livigno vanta in totale 120 km di piste. Il Mottolino a Livigno è sede di uno snowpark ed è abituato ad ospitare gare internazionali: tuttavia, per rendere il tutto “olimpico”, occorreranno quasi 40 milioni per freestyle e snowboard. Bormio ha ospitato i Mondiali di sci alpino nel 1985 e nel 2005: la Stelvio ha però necessità di interventi per circa 7 milioni di euro.

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