In nome di Gianni Mura nascerà nella sua Milano la Biblioteca dello sport
di Cosimo CitoQuattro anni, il tempo di un’Olimpiade, ma anche un enorme spazio vuoto. Il 21 marzo 2020, nei primi drammatici giorni della pandemia, Gianni Mura lasciava il gruppo dei viventi per una fuga verso l’altrove. L’assenza della sua voce rimbomba nel troppo rumore di questi tempi agri. Il popolo dei SenzaMura gli sopravvive e non ha smesso di volergli bene, di dirgli grazie. Il suo nome è intanto entrato nel famedio del Cimitero monumentale di Milano, tra i benemeriti della città, ed è nato un premio letterario a lui dedicato. Su di lui, sul suo giornalismo pieno di persone, storie, luoghi, musica sono stati pubblicati libri, raccolte, saggi, tesi di laurea, documentari. A settembre nascerà anche la Biblioteca dello sport Gianni Mura. Nella sua città, all’interno della Fabbrica del Vapore, un grande contenitore culturale nel quartiere Chinatown.
Alla Fabbrica del Vapore
L’idea è del giornalista Rai Paolo Maggioni, che ha conosciuto bene Mura e che dopo la sua morte gli è succeduto alla pre…
Quattro anni, il tempo di un’Olimpiade, ma anche un enorme spazio vuoto. Il 21 marzo 2020, nei primi drammatici giorni della pandemia, Gianni Mura lasciava il gruppo dei viventi per una fuga verso l’altrove. L’assenza della sua voce rimbomba nel troppo rumore di questi tempi agri. Il popolo dei SenzaMura gli sopravvive e non ha smesso di volergli bene, di dirgli grazie. Il suo nome è intanto entrato nel famedio del Cimitero monumentale di Milano, tra i benemeriti della città, ed è nato un premio letterario a lui dedicato. Su di lui, sul suo giornalismo pieno di persone, storie, luoghi, musica sono stati pubblicati libri, raccolte, saggi, tesi di laurea, documentari. A settembre nascerà anche la Biblioteca dello sport Gianni Mura. Nella sua città, all’interno della Fabbrica del Vapore, un grande contenitore culturale nel quartiere Chinatown.
Alla Fabbrica del Vapore
L’idea è del giornalista Rai Paolo Maggioni, che ha conosciuto bene Mura e che dopo la sua morte gli è succeduto alla presidenza del premio Altropallone, dedicato a chi si è adoperato nel corso dell’anno nel mondo dello sport in azioni concrete di solidarietà. “Alla Fabbrica del Vapore c’era uno spazio” racconta Maggioni, “e con alcuni amici come Gianmarco Duina e Filippo Iemmolo ho avuto l’idea di creare una vera e propria biblioteca dello sport. Una cosa che a Milano mancava: uno spazio semplice e gratuito dedicato ai giovani in cui leggere, studiare, incontrare persone, trovare libri sullo sport. Letteratura sportiva, ma anche manualistica e tanto altro”.
Già 600 libri
L’idea cresce, “abbiamo chiesto al presidente della Società Italiana di Storia dello Sport Sergio Giuntini di suggerirci almeno 200 titoli che in una vera biblioteca sportiva non possono mancare. Ora siamo già a 600 volumi raccolti, tanti autori stanno partecipando alla raccolta, ma anche gente comune. L’illustratore Osvaldo Casanova ne sta disegnando il logo, siamo aperti a donazioni da parte di tutti. Abbiamo parlato anche con Paola, la moglie di Gianni, è entusiasta dell’idea. L’inaugurazione dovrebbe essere a settembre, un mese che lui amava”.
L’ultima intervista
La Biblioteca dello sport Gianni Mura sarà inserita nel circuito delle biblioteche di prossimità del Comune di Milano. Un intero scaffale sarà naturalmente dedicato alle opere letterarie di Mura (da Giallo su giallo del 2007 a Confesso che ho stonato del 2017), ma anche ai suoi autori più amati. "Gianni” prosegue Maggioni, “è il motivo per il quale faccio questo mestiere, una vera stella polare. E questo vale per tantissimi che si sono innamorati della sua scrittura, della sua capacità di raccontare e di parlare del mondo attraverso un gol, un attacco in salita, un piatto, una canzone. L’ultima intervista per la tv Gianni l’ha fatta con me in uno dei suoi ristoranti più amati, Al Vecchio Porco di Milano, a duecento metri dalla Fabbrica del Vapore. Dovevamo parlare di Brera, del centenario della sua nascita, e finimmo a discettare di mille altre cose, soprattutto di cibo, di buona cucina e della varia umanità che lui aveva conosciuto attorno a un tavolo”.
La biblioteca avrà spazi per presentazioni e dibattiti. Là si parlerà di tanto ma anche di nulla, di sicuro non si farà “l’autopsia della partita”, come diceva Mura, ma magari in fondo, a un certo punto, si sentirà una chitarra intonare Hécatombe di Georges Brassens: au marché de Brive-la-Gaillarde..., chi c’è stato sa. Chi no, in qualche luglio assolato, c’è stato grazie a lui.