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Lo scudetto non è per giovani: l’Inter vincerà senza neanche un ventenne. Come il Napoli un anno fa

Lo scudetto non è per giovani: l’Inter vincerà senza neanche un ventenne. Come il Napoli un anno fa
(afp)

Le squadre di Calzona e Inzaghi sono le uniche della Serie A, insieme alla Lazio, a non aver schierato U20. Atalanta e Frosinone le più virtuose, la Juve spicca con gli U19. In Europa stessa tendenza: chi sta in alto non usa i ragazzi, tranne il Barcellona

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Ci sono tre squadre, in Serie A, che non hanno offerto nemmeno un secondo di gioco a un calciatore con meno di vent’anni: una è quella che vincerà lo prossimo scudetto, l’Inter, l’altra è quella che ha vinto l’ultimo, il Napoli, e la terza è la vice-campione in carica, la Lazio. La banale ma brutale conclusione è che per allungare le mani su un titolo bisogna fare a meno dei giovani: l’unico under 21 ad aver avuto un minimo di spazio in queste tre squadre è stato il centrocampista nigeriano Akinsanmiro, in campo per 14’ in Inter-Lecce 4-0, quindi in un momento sostanzialmente insignificante della stagione nerazzurra.

Solo il Monza ha usato i giovanissimi più della Juventus

La scelta, almeno nell’immediato, ha evidentemente premiato. Dopotutto la Juventus era la squadra più vecchia d’Italia quando inanellava un tricolore dopo l’altro, mentre adesso che non vince più sta risalendo, in compenso, la classifica della gioventù: è ancora parecchio indietro (sest’ultima) se si considerano gli under 23, ma man mano che si abbassa il limite d’età guadagna posizioni e diventa sesta per impiego di under 21, quarta per under 20 (in queste due statistiche comanda l’Atalanta) e addirittura seconda, dietro al Monza di Valentin Carboni (di proprietà delll’Inter...), per under 19, grazie in particolare alle 23 presenze di Yildiz (ma ci sono che anche Huijsen e Nonge): significa che l’opera di ringiovanimento è progressiva ed è partita dal basso, cioè dai giovani-giovani, più che da quelli che stanno ormai smettendo di esserlo.

Frosinone primo in Europa per impiego di U23

I dati provengono da una ricerca del Cies, il Centro internazionale di studio dello Sport che ha sede ha Neuchâtel e ha analizzato 61 campionati nel mondo, calcolando quanto tempo in percentuale le squadre hanno affidato ai giovani e compilando delle classifiche per limite di età fissato dai 19 ai 23 anni. In Italia, le due società che stanno dando maggior spazio ai ragazzi sono il Frosinone e l’Atalanta, con esiti e strategie diverse: i ciociari stanno valorizzando talenti in prestito da altre squadre (Soulé, Ibrahimovic, Kaio Jorge, Turati, Barrenechea, Reinier, Okoli, Seck) e annaspando nella parti basse della classifica, i bergamaschi mettono in vetrina i loro (non a caso l’Atalanta è l’unico club, assieme alla Juve, ad avere la seconda squadra in serie C) e sono in corsa per tutto grazie anche a tre titolari giovani fatti in casa, Carnesecchi, Ruggeri e Scalvini. Il Frosinone è addirittura la squadra delle cinque principali leghe europee ad aver dato più spazio agli under 23, che Di Francesco ha impiegato per il 44,8% del tempo disponibile. Al secondo posto c’è il ricchissimo Chelsea (43,4%): è una spiegazione alla pessima annata degli uomini (dei ragazzi) di Pochettino.

Il caso del Barcellona, l’unica big che usa i ragazzi

Limitandosi agli under 21, la formazione europea che li usa di più è lo Strasburgo, mentre negli under 20 domina il Barcellona grazie ai suoi bambini cresciuti nella Masia: Yamal, Gavi, Cubarsì, Fort, Guiu, Balde, Fermin Lopez. Ai ragazzi tra i 17 e i vent’anni, Xavi ha affidato il 15% dei minuti giocati dai suoi. Negli under 19 il Barça è secondo dietro al Tolosa. Va detto che i catalani sono l’unica squadra d’alta classifica, e pure in corsa per la Champions, ad avere una rosa così fresca, perché anche all’estero alla fine regge l’equazione che più sono alte le ambizioni e meno le si affidano ai ragazzi. L’Arsenal, per esempio, non ha fatto giocare neanche un under 21, ma sono basse in classifica pure City, Liverpool e Borussia, al contrario di Psg e Bayern che tuttavia non arrivano ai livelli del Barcellona oppure del Brighton di De Zerbi, una delle squadre più giovani d’Europa (è secondo per under 20).

I progressi della Serie A, più giovane di Liga e Bundesliga

Se fino a non troppi anni fa la serie A non era un campionato per giovani, adesso le cose sono cambiate assai: l’età media generale (26,9 anni) è oggi più bassa di quelle di Liga (27,5) e Bundesliga (27) e poco più alta della Premier (26,7). Solamente la francese Ligue1 è decisamente più verde (26,2).Continuando a considerare soltanto i cinque campionati più importanti, chi maggiormente ignora gli under 23 è il West Ham, pure quello, guarda caso, un club vincente (ha conquistato l’ultima Conference League). L’Inter è terz’ultima, l’Atletico Madrid sest’ultimo. Nel resto del mondo, dove spiccano gli exploit giovanilisti di due società importanti come Ajax e specialmente Strasburgo, gli unici ad aver usato gli under 21 più dei giocatori più anziani (il 52,4% del minutaggio totale) sono gli ucraini del Rukh Lviv.

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