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Parità di genere nello sport e in tv: una sfida da vincere

Parità di genere nello sport e in tv: una sfida da vincere

L’incontro organizzato da RaiSport per fotografare la situazione a livello europeo. Bruno: “È una questione culturale, servono un approccio moderno e un linguaggio appropriato”

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Quella sulla parità di genere è una sfida da vincere anche nello sport, così come quella sulla sostenibilità ecologica. Potrebbe bastare questa estrema sintesi a fotografare le due ore e mezzo di dibattito che hanno visto protagonisti, lunedì 22 aprile, nella sede Rai di Viale Mazzini, i giornalisti di RaiSport, i rappresentanti dell’Unione europea di radiodiffusione, i vertici Rai, i rappresentanti della Commissione Pari Opportunità e della Acquisizione dei diritti sportivi.

Un workshop, organizzato dalla direzione di RaiSport e dalla direzione Relazioni internazionali della Rai, che ha fotografato la situazione attuale in termini di trasmissioni sportive, conduttori, discipline trasmesse, linguaggio di genere nelle dirette. Dopo i saluti della presidente, Marinella Soldi, e della direttrice delle relazioni internazionali, Simona Martorelli, è stata la vicedirettrice del canale tematico della Rai, Stella Bruno, a illustrare il panorama attuale in termini di gender equlity nello sport: "È una questione soprattutto di cultura – ha sottolineato – che ha sempre visto lo sport come un territorio esclusivamente maschile, e così è stato rappresentato nel tempo, relegando quello femminile a poco più che contorno. Un modo di vedere vetusto, che non appartiene alla Rai, da sempre impegnata nella trattazione dello sport femminile e nella difesa dei valori che questo rappresenta, con particolare attenzione al linguaggio utilizzato, che non può essere lo stesso di quello maschile".

Le grandi sportive italiane e la lotta per la partià di genere

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al keynote speech di Elissavet Arapi, rappresentante del gruppo di esperti dell’Ebu: “Donne nello sport”, che nella sua analisi sulla trattazione dello sport femminile da parte dei servizi pubblici radiotelevisivi europei ha sottolineato come resista ancora, in tante realtà informative, "l'idea della rappresentazione delle sportive come semplici donne invece che come atlete. E invece andrebbero elogiati per primi i loro risultati sportivi. Invece di soffermarsi – si è concluso – sul loro aspetto o sulle difficoltà di competere ad alti livelli dopo la maternità, per fare un esempio".

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