Joey Chestnut, la grande abbuffata e il tradimento
di Gabriele RomagnoliÈ stato definito “un eroe americano”. Poi “un traditore”. Non è Benedict Arnold, il generale che, durante la guerra d’indipendenza, rinnegò la causa rivoluzionaria passando nel campo britannico. È, invece, Joey Chestnut, campione nel divorare hot dog, vincitore di 16 edizioni della gara più importante, quella organizzata il 4 luglio a Coney Island. Detentore del record assoluto (76 in 10 minuti). Squalificato dalla prossima competizione perché avrebbe fatto pubblicità a una salsiccia vegana. Come se Marlboro Man fosse sorpreso a fumare una sigaretta elettronica. È uno scandalo nazionale. Occupa le pagine sportive e quindi se ne parla qui. D’altronde l’abbuffata sarà trasmessa dal canale Espn che offre il meglio dello sport americano. Quanto a Chestnut avrà un rientro strapagato contro Takeru Kobayashi a settembre su Netflix (e noi che ci siamo abbonati per le grandi serie). Ha senso tutto questo?
Se un extra-terrestre piombasse su questo pianeta troverebbe inconcepibili molte cos…
È stato definito “un eroe americano”. Poi “un traditore”. Non è Benedict Arnold, il generale che, durante la guerra d’indipendenza, rinnegò la causa rivoluzionaria passando nel campo britannico. È, invece, Joey Chestnut, campione nel divorare hot dog, vincitore di 16 edizioni della gara più importante, quella organizzata il 4 luglio a Coney Island. Detentore del record assoluto (76 in 10 minuti). Squalificato dalla prossima competizione perché avrebbe fatto pubblicità a una salsiccia vegana. Come se Marlboro Man fosse sorpreso a fumare una sigaretta elettronica. È uno scandalo nazionale. Occupa le pagine sportive e quindi se ne parla qui. D’altronde l’abbuffata sarà trasmessa dal canale Espn che offre il meglio dello sport americano. Quanto a Chestnut avrà un rientro strapagato contro Takeru Kobayashi a settembre su Netflix (e noi che ci siamo abbonati per le grandi serie). Ha senso tutto questo?
Se un extra-terrestre piombasse su questo pianeta troverebbe inconcepibili molte cose che diamo per naturali o addirittura fondamentali, ma abbiamo gli occhiali del nostro tempo e non le vediamo più per come sono. Le accettiamo, con i loro nomi: la federazione che ha punito Chestnut si chiama Superlega Mangiatori, la ditta vegana Cibo Impossibile, il soprannome del campione è Mascelle. Milioni in ingaggi e sponsorizzazioni per spettacoli di bulimia auto-inflitta. L’obesità diffusa o la fame altrove sono obiezioni moral-chic. Morgan Spurlock, autore e regista di Super size me, il documentario in cui per un mese si ingozzò della mega-porzione di Mc Donald’s, prendendo 11 chili e sballando tutti i valori, è morto a 54 anni. Chestnut ne ha 55. Poiché nessuno lo difende, qual è la sua colpa? Detiene record anche in altre specialità: 32 Big Mac in 38 minuti, 44 bastoncini di pollo in 5, 61 involtini di maiale e mezzo in 10 (l’altro mezzo era di troppo, i 61 no). Dunque esiste una “coalizione” che crea un confine legittimo, il reato è uscirne per uno di quei comportamenti che, anche se non esclusivi, potrebbero, come dice lo scrittore Jonathan Safran Foer, “salvare il mondo prima di cena”. Qui casca l’asino, o il manzo: questo circo non premia la capacità (qualcuno ha osato “il talento”) in sé: varrebbe allora anche se Mascelle ingurgitasse la stessa quantità di cetrioli o banane. È la perpetuazione di un’abitudine, la dilatazione di un desiderio, che da appetito diventa volontà di auto-consumazione. E mangiamoci il mondo, prima di cena. Dicono che senza Mascelle finalmente a Coney Island ci sarà di nuovo partita. Come perdersela?