Olimpiadi, l’equitazione a Versailles tra il fascino della storia e la mostra più grande mai dedicata ai cavalli
di Massimo CalandriAnche i quattro destrieri dorati della fontana di Apollo, fresca di restauro, scalpitano. Alle porte di Parigi, Versailles celebra il cavallo. Una passione sbocciata da cinque secoli almeno - «Des chevaux, des chevaux, rien que des chevaux!»: nient’altro che cavalli, raccontavano i cortigiani del Re Sole, che qui montavano in sella dalle 150 alle 180 volte l’anno, durate le sessioni di caccia -, ma soprattutto in quest’estate olimpica e paralimpica. Gli 815 ettari di parco della reggia, lungo il Grande e Piccolo Canale, con sullo sfondo il Villaggio della Regina, il Petit e il Grand Trianon, laghetti e altre cinquanta fontane compresa quella di Nettuno, saranno lo scenario delle prove equestri e del pentathlon moderno.
Non solo. Oltre 300 opere della mostra Le Cheval en majesté – Au coeur d’une civilisation saranno esposte in alcuni degli spazi più suggestivi del castello voluto da Luigi XIV: le sale d’Africa, il Grande Appartamento del Re, la galleria degli Specchi, i saloni della Guerra e della Pace, gli appartamenti Madame de Maintenon, quelli della Delfina. E poi, nelle antiche scuderie reali c’è sempre quel genio zingaro di Bartabas, con gli spettacoli della sua Accademia equestre. Rien que des chevaux.
Dressage e salto nel Patrimonio dell’Umanità
«Sarà come entrare in uno scenario da fiaba. A mezz’ora dalla capitale». Eleonora Ottaviani è la direttrice dell’International Jumping Riders Club, l’associazione che rappresenta i migliori cavalieri del mondo. «Di solito, noi dei cavalli restiamo piuttosto lontano dalle città che organizzano le Olimpiadi: è successo a Rio de Janeiro, anche a Londra che è immensa, da Pechino addirittura siamo finiti a Hong Kong, a Tokyo eravamo quasi ‘prigionieri’ per via della pandemìa». Parco e Reggia, Patrimonio dell’Umanità, sono invece a soli 20 chilometri da Parigi. Dressage, concorso completo e salto ostacoli nei giardini forse più suggestivi del mondo (6 milioni di visitatori l’anno): gli ostacoli del cross country – così come le tribune, in grado di ospitare fino a 16.500 spettatori – saranno rimossi subito dopo la fine degli eventi. «La gestione delle prove equestri è in mano a Sylvie Robert e Jean Morel: due organizzatori straordinari, persone di grande empatia, sportivi con un alto senso dell’arte e della cultura. Da fuori arriverà solo la sabbia. E gli agronomi si sono già attrezzati per ripristinare il parco alle condizioni originali». Alle Olimpiadi saranno 200 gli atleti impegnati dal 27 luglio al 6 agosto: 65 nel concorso completo, 60 nel dressage e 75 nel salto, con 20 squadre nazionali composte 3 cavalieri ciascuna e 15 individuali. Tra questi, l’Italia è in campo con una squadra nel concorso completo e un individuale nel salto ostacoli, con con ogni probabilità Emanuele Camilli. «Francia, Inghilterra e Svezia sono le favorite europee per il salto ostacoli e poi Brasile e Usa»..
Una mostra per celebrare la maestà del cavallo
Cavalli e re. L’arte dell’equitazione. Il cavallo re della guerra. I tesori delle scuderie. Armature equestri, bardate di oro e di ferro. Protezioni reali. Capolavori di oreficeria. Il cavallo e la scienza, e la morte, e la festa, o come modello. L’anima del cavallo. Lungo un percorso di 13 sezioni all’interno del castello di Versailles, dal 2 luglio al 3 novembre sarà possibile visitare la più grande esposizione mai dedicata ai destrieri: opere e oggetti provenienti da collezioni private e pubbliche, francesi e soprattutto internazionali, «per esplorare il soggetto nelle sue molteplici dimensioni: politiche, artistiche, diplomatiche, scientifiche, spettacolari, reali o immaginarie», spiegano gli organizzatori. «L’obiettivo è portare uno sguardo nuovo e globale sul tema del cavallo, tentando di mettere in luce la straordinaria ricchezza della civiltà equestre in Europa dal XVI al XX secolo, dagli albori dei tempi moderni, in cui si verificò un profondo sconvolgimento nel luogo e negli usi del cavallo nella società civile e militare, fino alla vigilia della Prima guerra mondiale, che segna la fine della civiltà del traino e la relegazione del cavallo al piacere del tempo libero».
La magia del teatro equestre di Bartabas
E poi c’è lui, Bartabas, all’anagrafe Clement Marty, col suo teatro equestre Zingaro e l’Accademia dello Spettacolo che dal 2003 è ospitata presso le Grandi Scuderie Reali di Versailles: dove s’insegna il dressage d’alta scuola insieme ad altre discipline come la scherma artistica, la danza o il kyudo, il tiro con l’arco giapponese. «Volevo creare una scuola ma di un tipo nuovo, dove coltivare una filosofia del ‘vivere insieme’, nel rispetto degli altri, in perpetuo movimento, senza regole prescritte, senza curriculum, senza diploma. Dove i cavalli ci insegnino a lavorare in armonia, nel rispetto degli altri», raccolta lui stesso. «Una Accademia capace di formare cavalieri artistici ma anche belle persone». La visita alla scuola, con i cavalieri che si allenano a due passi dall’ingresso della Reggia, è un’esperienza da togliere il fiato. Così come gli spettacoli: dal 6 luglio al 4 agosto il maneggio è in programma La Voie de l'écuyère. La Via del Cavaliere.