Paralimpiadi, con Gilli e Bocciardo l’Italia è già d’oro
di Mattia ChiusanoCarlotta Gilli
Ancora La Defense Arena, ancora la piscina delle Olimpiadi e un pubblico enorme che fa tremare le tribune quando un francese (Didier) supera un italiano (Barlaam) e va a vincere i 400 stile libero. Ma l’entusiasmo è contagioso anche per chi non è bleus, e quando è l’Italia a vincere non una, ma due medaglie d’oro alle Paralimpiadi, sembra davvero di tornare indietro all’atmosfera festosa delle Olimpiadi. Se lo meritavano, Carlotta Gilli e Francesco Bocciardo, dovevano viverla questa giornata. Avevano già vinto a Tokyo ed erano felici di quelle emozioni, ma tutto intorno c’erano sedie vuote e silenzio. La Paralimpiade del Covid. Finalmente è arrivata la compensazione, con gli interessi, se è vero che Parigi sta mettendo in scena un altro evento con i sold out negli stadi e la passione di chi ama davvero lo sport.
Francesco Bocciardo
A Carlotta Gilli, prima nei 100 farfalla,…
Ancora La Defense Arena, ancora la piscina delle Olimpiadi e un pubblico enorme che fa tremare le tribune quando un francese (Didier) supera un italiano (Barlaam) e va a vincere i 400 stile libero. Ma l’entusiasmo è contagioso anche per chi non è bleus, e quando è l’Italia a vincere non una, ma due medaglie d’oro alle Paralimpiadi, sembra davvero di tornare indietro all’atmosfera festosa delle Olimpiadi. Se lo meritavano, Carlotta Gilli e Francesco Bocciardo, dovevano viverla questa giornata. Avevano già vinto a Tokyo ed erano felici di quelle emozioni, ma tutto intorno c’erano sedie vuote e silenzio. La Paralimpiade del Covid. Finalmente è arrivata la compensazione, con gli interessi, se è vero che Parigi sta mettendo in scena un altro evento con i sold out negli stadi e la passione di chi ama davvero lo sport.
Francesco Bocciardo
A Carlotta Gilli, prima nei 100 farfalla, è legato il primo oro italiano ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024. A Francesco Bocciardo la terza medaglia d’oro in tre Paralimpiadi da Rio 2016, più il record paralimpico nei 200 stile libero. Lei torinese di Moncalieri, lui genovese, sono legati non solo dall’amore per il nuoto. Sono fan di Gregorio Paltrinieri, che proprio in questa piscina ha vinto l’argento dei 1500 e il bronzo degli 800. Poi sono entrati presto in acqua, sviluppando una confidenza da predestinati. «Mia madre dice che ho imparato prima a nuotare che a camminare» sostiene Francesco Bocciardo, nato con una diplegia distale spastica, pronto rapidamente a lasciare la dimensione della terapia per diventare padrone della piscina: «Del mio sport amo il fatto di essere rigenerante, soprattutto d’estate quando le temperature infuriano, mentre mi annoia molto fissare il fon do della vasca quando mi alleno». Un messaggio che ispira, nell’estate di Caronte.
«Con il passare dei giorni e delle vasche è diventato un vero e proprio amore» racconta invece Carlotta Gilli, che si appassionò grazie ai genitori. Ha imparato presto a gestire la malattia di Stargardt, una retinopatia degenerativa su base genetica, e si è conquistata il soprannome di Wonder Gilli sul campo, anzi in piscina. «Sono felice della persona che sono a 360°, sia dal punto di vista estetico che interiore». A Tokyo aveva già conquistato due medaglie d’oro, una d’argento e un bronzo. Ma Tokyo, appunto, era un’altra storia, e per Carlotta stavolta c’era un’intera torcida, «a Parigi ci sono una ventina tra familiari, cugini, mamma, papà, nonna, amici che mi conoscono da quando ho cominciato a nuotare: la prima Paralimpiade è stata straordinaria, ma qui è veramente da brividi». Speciale anche il seguito che ha reso più intima la serata di Bocciardo: non c’era solo la moglie Camilla, ma anche il primo figlio Daniele di nove mesi: «Da quando c’è lui sono ancora più convinto ad andare nelle scuole a parlare di inclusione. La disabilità bisogna onorarla, mai nasconderla». La determinazione non gli manca, e non certo per il riff di Eye of the Tiger che lo accompagna prima della gara.
Poi, certo, i momenti di difficoltà. La voglia di lasciare di Francesco, i dolori al collo di Carlotta che dopo Tokyo hanno portato a una diagnosi di osteoblastoma e a un intervento chirurgico nell’aprile 2022. «Ma se hai un sogno devi combattere per realizzarlo» sintetizza Bocciardo, e con loro diventa assolutamente naturale crederci.