✕

Il capolavoro dell’eretico Farioli, l’uomo che ha portato l’Ajax dalle macerie a un passo dal titolo

Francesco Farioli (afp)

Ascolta l'audio

La squadra di Amsterdam, reduce dal peggior campionato della sua storia, ha vinto in casa del Psv l’ultimo confronto diretto e adesso è a +9: per il giovane allenatore lucchese (e per Rugani) è vicino un trionfo che nessuno, tra critiche e pregiudizi, aveva previsto. Ecco come ha italianizzato il calcio totale
3 minuti di lettura

A limitarsi a dare un'occhiata alla classifica, sembra la solita solfa: l'Ajax è primo con nove punti di vantaggio sul Psv, mancano sette giornate alla fine e il titolo pare ormai in tasca. Per i lancieri sarebbe il trentasettesimo, quasi una routine. Ma stavolta non è così, perché Francesco Farioli, l'allenatore che sta facendo l'impresa, in estate aveva raccolto col cucchiaino le macerie di una squadra ai suoi minimi storici.

I nipotini di Cruijff avevano appena chiuso il peggior campionato della loro storia: da quando esiste la Eredivisie, cioè dal 1956, mai l'Ajax aveva collezionato appena 56 punti e solo tre volte s'era piazzato più in basso del quinto posto della stagione passata, quando per un certo periodo è stato pure ultimo in classifica. Alla fine del torneo, aveva reso 35 punti al Psv, 28 al Feyenoord, 13 al Twente e 9 all'AZ: è da questa posizione che Farioli è partito. Guardate dov'è adesso.

A limitarsi a dare un'occhiata alla classifica, sembra la solita solfa: l'Ajax è primo con nove punti di vantaggio sul Psv, mancano sette giornate alla fine e il titolo pare ormai in tasca. Per i lancieri sarebbe il trentasettesimo, quasi una routine. Ma stavolta non è così, perché Francesco Farioli, l'allenatore che sta facendo l'impresa, in estate aveva raccolto col cucchiaino le macerie di una squadra ai suoi minimi storici.

I nipotini di Cruijff avevano appena chiuso il peggior campionato della loro storia: da quando esiste la Eredivisie, cioè dal 1956, mai l'Ajax aveva collezionato appena 56 punti e solo tre volte s'era piazzato più in basso del quinto posto della stagione passata, quando per un certo periodo è stato pure ultimo in classifica. Alla fine del torneo, aveva reso 35 punti al Psv, 28 al Feyenoord, 13 al Twente e 9 all'AZ: è da questa posizione che Farioli è partito. Guardate dov'è adesso.

La prudenza di Farioli

Non ditegli che è fatta, comunque. "Mancano sette partite, ci sono 21 punti in palio: guardo a quelli, non a quanti ne abbiamo di vantaggio. E poi non abbiamo una squadra costruita per vincere, quindi non so come possa reagire in questa situazione", argomentava Farioli dopo il 2-0 di domenica in casa del Psv, alla fine di una partita non dominata ma controllata con il piglio delle squadre forti, quelle sicure di sé. In questo campionato, l'Ajax ha battuto per due volte sia il Feyenoord sia il Psv, che in partenza erano decisamente più quotati: all'abitudine del successo, la squadra di Amsterdam è tornata ribaltando una realtà insolita e facendolo nelle partite che contavano davvero.

Farioli a colloquio con i suoi giocatori 

Hato e Taylor i protagonisti di un’impresa

Farioli ha tre anni di contratto, chissà se resterà. "È il momento di parlare di quello che stanno facendo questi ragazzi, non del mio futuro". Tra loro c'è anche Daniele Rugani, titolare a singhiozzo (appena 12 presenze) ma comunque utile in una squadra costruita un po' come veniva, con un portiere 41enne, Pasveer, e un difensore 19enne, il formidabile Hato che Farioli ha trasformato da stopper in terzino sinistro, un capitano inglese (Henderson, scappato dall'Arabia) e un leader fatto in casa, la 22enne mezzala Taylor, miglior giocatore di questa Eredivisie nonché capocannoniere dell'Ajax con 8 gol, come l'ex interista Klaassen.

Farioli ha messo assieme una squadra di mutuo soccorso senza un vero attaccante di riferimento (Weghorst è fuori da un po' per infortunio, Brobbey si è svegliato solo di recente), mediando di fatto i principi del calcio totale, perché qui tutti devono saper fare tutto, con quelli dell'italianismo più sano: non pensate al catenaccio, insomma, ma a organizzazione, equilibrio, pragmatismo (in 15 partite su 27 non ha subito gol), variabilità tattica.

Ajax in crisi economica e ‘politica’

Per il giovane allenatore lucchese, che aveva già fatto benissimo l'anno scorso al Nizza e prima ancora in Turchia (in Italia non ha mai allenato, se non i portieri quando era nello staff di De Zerbi), è stata un'annata dura, perché l'Ajax è una società in crisi economica ma soprattutto "politica" da almeno tre anni, cioè da quando l'ultimo dei grandi ex a capo del club, Overmars, lasciò in seguito alle accuse di molestie ad alcune dipendenti: da allora ai vertici dei lancieri si è formato un vuoto di potere che ha generato confusione persino nel mitico settore giovanile, oggi non più all'altezza della sua fantasmagorica tradizione.

La clausola rescissoria di Farioli

Nel 2022, oltre a Overmars se n'è andato anche Ten Hag, l'allenatore dell'ultimo grande Ajax, quello della semifinale di Champions del 2019: da allora, ad Amsterdam sono passati sei allenatori. Farioli è il settimo nonché l'unico ad aver combinato qualcosa di buono. Il suo nome circola ormai nei piani alti del football europeo. Per la cronaca, per portarlo via dall'Olanda occorrerebbe pagare una clausola rescissoria da cinque milioni. Niente di che.

Solo Van Gaal ha creduto da subito in Farioli

Oggi in molti saltano sul carro di Farioli, che però ha dovuto farsi largo a colpi di machete tra i pregiudizi della critica. Gli olandesi sono tatticamente integralisti, decisamente dogmatici: non ammettono variazioni ai principi fondatori del calcio totale, benché oramai ultracinquantenni, e si sono pesantemente scagliati contro chi ha provato ad aggiornarli e persino contro un santone come Van Gaal, il primo a capire che il totaalvoetbal aveva bisogno di una rinfrescata. Venne considerato un eretico, da Cruijff più di tutti, nonostante gli eccellenti risultati ottenuti con la Nazionale anche (o specialmente) quando si convertì a uno stile diverso.

Van Gaal, che è ancora un consulente dell'Ajax anche se vive ormai in Spagna, è stato tra i pochi a schierarsi dalla parte di Farioli fin dal principio, mentre il tecnico italiano è stato criticato (o snobbato dai colleghi, a cominciare da Bosz del Psv) per quasi tutto l’anno, anche per il fatto che in questa lunghissima stagione, cominciata il 25 luglio con i preliminari di Europa League, ha applicato il turn over sistematico contravvenendo a un altro dogma del calcio olandese, quello dell'intoccabilità della formazione titolare. Farioli se ne farà una ragione: a 36 anni da compiere, sta per realizzare un'impresa inimmaginabile alla guida di uno dei club più affascinanti del mondo.

Leggi i commenti