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IL CASO

Il ritorno di Paratici, dopo due anni e mezzo di squalifica può di nuovo fare il dirigente

Fabio Paratici

Fabio Paratici

 

L’inibizione dell’ex ds della Juventus per il caso plusvalenze è scaduta sabato. Fino all’autunno farà ancora il consulente del Tottenham e poi si ributterà nella mischia, ma prima deve chiudere i conti anche con la giustizia ordinaria

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TORINO - La squalifica di Fabio Paratici è finita. "Non ho mai smesso di pensare calcio, non ho mai perso il senso di appartenenza al mio mondo", dice oggi nel suo primo giorno di "libertà", parola obbligatoriamente infilata tra mille virgolette: sabato 19 luglio sono scaduti i due anni e mezzo di squalifica affibbiati dalla Corte d'Appello della Figc all'ex dirigente della Juventus per la vicenda delle plusvalenze gonfiate, che alla squadra è costata un anno senza coppe e una rivoluzione societaria.

Da Allegri al Tottenham: l'addio alla Juventus

All'epoca, era il 20 gennaio 2023, Paratici lavorava al Tottenham dopo essere andato via dalla Juve. La squalifica imposta dalla Figc venne estesa a livello internazionale, per cui il ds lasciò anche il suo incarico negli Spurs, pur continuando a rimanere consulente del presidente Levy.

Paratici e le proposte di mercato: il caso Milan

Quale sarà, adesso, il futuro dell'uomo che portò in Italia Cristiano Ronaldo ma anche che lasciò la Juventus nella bufera delle vicende giudiziarie? L'incarico al Tottenham dovrebbe mantenerlo fino all'autunno ma poi lo lascerà, e nel frattempo valuterà le molte proposte che gli stanno arrivando: la prima e la più concreta era stata quella con il Milan, che per settimane ha trattato con lui salvo poi ritrarsi di fronte alla sconvenienza di affidarsi a un dirigente inibito.

Il caso Prisma e l’attesa del patteggiamento

Per fare chiarezza sui suoi piani e scegliersi il destino, Paratici aspetta ancora di chiudere, dopo quelle con la giustizia sportiva, le pendenze con la giustizia ordinaria: è in attesa che il Tribunale di Roma si esprima sulla richiesta di patteggiamento nell’ambito del processo per l’inchiesta, in cui il dirigente piacentino era inquisito assieme, tra gli altri, ad Agnelli e Nedved e che riguardava, oltre alle plusvalenze, anche la cosiddetta manovra stipendi. Tra i reati ipotizzati dai pm, manipolazione del mercato, false comunicazioni sociali delle società quotate, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, ostacolo agli organi di vigilanza. Paratici ha chiesto di patteggiare un anno e mezzo, ma quello che conta è che da oggi può tornare a lavorare liberamente. E non vede l'ora di farlo.

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