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L’ANALISI

Calciomercato pazzo, tra il mezzo miliardo del Liverpool e le improvvisazioni dell’ultima ora

Calciomercato pazzo, tra il mezzo miliardo del Liverpool e le improvvisazioni dell’ultima ora
(reuters)

Napoli re della campagna acquisti in Italia, Inter deludente, Milan e Roma confuse (ma più forti). E si torna a spendere, soprattutto all’estero, per i giovani italiani

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Per molti versi è stato il mercato dell'improvvisazione e una delle ultimissime operazioni rifinite lo racconta benissimo: l'Inter, che da almeno un paio di stagioni ha bisogno di ringiovanire drasticamente la difesa (Acerbi 37 anni, Sommer 36, Darmian 35, De Vrij 33), alla fine ha venduto il ventinovenne Pavard rimpiazzandolo con il trentenne Akanji. Certo, sappiamo che ogni affare è indirizzato da mille variabili – il costo dei cartellini, gli stipendi, le esigenze dell'allenatore, le volontà dei giocatori, le caratteristiche ricercate, quelle in eccedenza, i paletti finanziari – ma la semplificazione dell'ultima ora (l'Inter è invecchiata invece di ringiovanirsi) aderisce alla programmazione al contrario della maggior parte dei club, e non soltanto di quelli italiani, che si sono affannati a fare ieri quello che non hanno saputo, voluto e deciso di fare tre mesi fa, tipo gli studenti che la notte prima degli esami studiano come disperati quello che non avevano studiato prima. Se una qualsiasi azienda venisse gestita in questa maniera, il management verrebbe prontamente destituito. Nel calcio è una medaglia al valore.

Il tormentone Kolo Muani durato 4 mesi

L'improvvisazione ha comunque prodotto effetti diversi e non per forza di cose negative. La Juventus, per esempio, ha perso quattro mesi a tallonare Kolo Muani, salvo scoprire all'ultimo di non poterselo permettere. Alla fine, ne è uscita comunque bene, anche se Vlahovic lo ha reintegrato di malavoglia e Openda ha caratteristiche molto diverse da quelle del francese, ma paradossalmente più funzionali alle esigenze di Tudor. Rimane debole sulle fasce: forse occorreva investire in quel settore.

Milan iperattivo: 29 operazioni totali

L'altra squadra che ha lavorato insistentemente su trattative fallite è il Milan (10 acquisti e 19 cessioni!), che non si è capito bene cosa volesse fare e alla fine ha fatto tanto (serviva comprare tutti quei centrocampisti?) senza però risolvere il nodo del centravanti (Nkunku non è una punta centrale). Poi, da un lato sono arrivati difensori ventenni semisconosciuti (ma perché non prendere Leoni a suo tempo, allora?), dall'altro veterani come Modric e Rabiot. Tare ha però un merito enorme: nessuno ha venduto bene come lui.

Inter, Roma e Torino: i confusi dell'estate

Molto deludente anche l'Inter, che era partita in anticipo con Sucic e Luis Henrique, ma poi si è fermata. Se serviva così tanto Lookman (e serviva eccome), perché non si è insistito per lui o non si è cercato un profilo analogo? Alla fine l'unico titolare nuovo è Akanji, che ultimamente ha avuto diverse noie fisiche.

AKANJI Manuel of Manchester City during the FIFA Club World Cup 2025 Round of 16 football match between Manchester City Football Club and Al-Hilal Football Club, held on June 30, 2025, at Camping World Stadium in Orlando (USA).//BENAYACHEADIL_CF4A0203/Credit:ADIL BENAYACHE/SFotogramma/2507012032
AKANJI Manuel of Manchester City during the FIFA Club World Cup 2025 Round of 16 football match between Manchester City Football Club and Al-Hilal Football Club, held on June 30, 2025, at Camping World Stadium in Orlando (USA).//BENAYACHEADIL_CF4A0203/Credit:ADIL BENAYACHE/SFotogramma/2507012032 

La Roma somiglia al Milan, perlomeno nel numero enorme di tentativi andati a vuoto e anche per il rapporto, diciamo vivacemente dialettico, tra allenatore e ds: Tare-Allegri e Massara-Gasperini hanno discusso di continuo. Nella categoria dei confusi/improvvisati sta anche il Torino, che prima ha imbarcato ali a iosa per fare il 4-2-3-1 ma poi si è accorto di non avere mediani e alle soglie del campionato ha cercato disperatamente un regista (Asllani) e cambiato modulo. Ma Cairo e Vagnati hanno abituato così.

L'esempio virtuoso del Napoli e le spese esagerate dell’Atalanta

L'esempio positivo è naturalmente il Napoli, che si è mosso in anticipo e con le idee chiarissime, ha reagito prontamente all'infortunio di Lukaku e alla fine ha fallito un solo colpo, il terzino destro. Ma non c'è dubbio che i 10 acquisti, tutti funzionali, faranno fare ai campioni d'Italia un bel salto di qualità. Idee chiare, programmazione, lucidità ed equilibrio lo hanno mostrato anche Fiorentina e Bologna. Confusissime, e anche piuttosto strane, quelle dell'Atalanta, rimasta sorpresa dalla cessione di Retegui e dal caso Lookman: tutti gli acquisti fatti ha dato la sensazione di strapagarli: 17 milioni per Samardzic, 6 presenze in serie A, 17 per Kamaldeen Sulemana, riserva di una delle squadre più disastrose della storia della Premier, il Southampton, 17 per Zalewski appena riscattato dall'Inter per meno della metà, 25 per Krstovic, non proprio un fromboliere. Mah.

Vardy e Matic, veterani in provincia

Fanno naturalmente scalpore i 100 milioni abbondanti spesi dal Como, che ha fatto un'infornata di talento puro come nessun'altra squadra, ma si sono mosse molto bene anche le neopromosse, a partire dalla Cremonese, che ha fatto un mercato intelligente e di sostanza e poi ci ha piazzato sopra la ciliegina Vardy (ma occhio anche a Moumbagna e Sarmiento). Il Pisa si è mosso con intelligenza tra prestiti e svincolati, il Sassuolo ha confermato quasi in blocco la squadra che ha dominato la B, aggiungendo l'esperienza di Matic e altri giocatori di categoria. Il Verona continua a fare il mercato più creativo: Sogliano sa dove pescare ottimi giocatori a buon prezzo e anche di discreta presenza, peccato che all’ultimo sia sfumato un colpo grosso, il francese Faivre. Il Genoa è riuscito a non spendere un euro: solo prestiti o svincolati.

Jamie Vardy

Jamie Vardy

 

Jamie Vardy

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Leoni, Ruggeri e gli altri, i giovani italiani tornano a valere

Matic rappresenta una delle categorie più sfruttate dal campionato italiano, quella dei veterani: sta in compagnia di De Bruyne, Modric, Dzeko, Vardy, Immobile, Bernardeschi, lo stesso Rabiot. Ma si è speso anche tanto per i giovani italiani, e questo è un dato in felice controtendenza rispetto alle ultime stagioni: il fatto che una parte dei soldi arrivino dalla Premier (Leoni al Liverpool per 35 milioni, Savona al Nottingham per 13, Coppola al Brighton per 11) o dalla Liga (Ruggeri all'Atletico Madrid per 17) deve essere visto come fattore molto positivo, perché vanno in campionati più competitivi in cui dovranno crescere più in fretta (o magari dimostrarsi all'altezza). Non sfuggirà che gli stranieri sono venuti da noi a procacciarsi esclusivamente difensori.

Isak affare dell’anno, poi Wirtz ed Ekitike

Il mercato della serie A, si sa, non può reggere il confronto con la Premier, ma compete alla grande con gli altri campionati top, se si escludono le big (Real, Barcellona, Bayern) che possono spendere senza ritegno. Otto delle operazioni più costose dell'estate sono state realizzate in Premier (gli "intrusi" sono Osimhen al Galatasaray e Luis Diaz al Bayern pagati entrambi una cifra intorno ai 75 milioni), con il Liverpool che occupa clamorosamente per intero il podio: Isak 150 milioni, Wirtz 125, Ekitike 95.

Aggiungendo Kerkez, Frimpong, Leoni e Pecsi, i Reds hanno stabilito il record di ogni tempo in quanto a spese in una sola sessione di mercato, sfiorando una cifra mostruosa, il mezzo miliardo di euro (si sono fermati a 490 milioni). Per un club abituato a sostituire un pezzo per volta e a non sprecare denaro, al contrario dei due Manchester o del Chelsea, è un cambio di rotta improvviso, anche se siamo lontani dalle campagne acquisti sfavillanti del Psg, che strapagava campioni per il loro nome e non per la loro utilità. Il Liverpool ha investito su attaccanti giovani e non ancora definitivamente esplosi e viene il sospetto che per diversi anni non dovrà mettere piede al portafogli. C’è da dire che nessun big conclamato, eccetto Donnarumma, ha cambiato squadra: si sono trasferiti solamente tre dei trenta candidati al Pallone d’oro, vale a dire il portiere azzurro, Luis Diaz e Gyokeres.

Nkunku trasferimento record in Italia

In Italia "vincono" il Milan (Nkunku 37 milioni, Jashari 36) e la Juventus (Conceiçao 32), ma in teoria le operazioni record sono quelle di Hojlund e Openda, che però verranno contabilizzate l'anno prossimo, quando l'acquisto temporaneo diventerà a titolo definitivo. Il miglior saldo positivo è del Genoa (+52), seguito da Parma e Udinese, quello negativo del Como (-91), poi Inter e Juve. Dieci squadre hanno chiuso in attivo, altre dieci hanno speso più di quanto abbiano incassato.

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