«Che mal di pancia». E che sfortuna, Fabio Cobolli. Mezz’ora prima di scendere in campo a Melbourne con il britannico Arthur Fery, ha capito che qualcosa non andava. «Sono andato subito in bagno, poi durante il primo set non potevo più e mi sono imbottito di pillole. Di nuovo in bagno, e sembrava andare un po’ meglio. Però ho perso tanti liquidi. La mia speranza era di migliorare di game in game: macché. Energie finite. Mi sono innervosito. E poi, il mio avversario ha giocato bene. Non doveva andare a finire così». Invece.
Cobolli fuori in tre set
tDopo 3 set – il primo al tie-break, perso mettendo a segno un solo punto -, 2 ore e 12 minuti da incubo, Cobolli si arrende (7-6, 6-4, 6-1) a un avversario uscito dalle qualificazioni e saluta subito gli Australian Open. Per la testa…
«Che mal di pancia». E che sfortuna, Fabio Cobolli. Mezz’ora prima di scendere in campo a Melbourne con il britannico Arthur Fery, ha capito che qualcosa non andava. «Sono andato subito in bagno, poi durante il primo set non potevo più e mi sono imbottito di pillole. Di nuovo in bagno, e sembrava andare un po’ meglio. Però ho perso tanti liquidi. La mia speranza era di migliorare di game in game: macché. Energie finite. Mi sono innervosito. E poi, il mio avversario ha giocato bene. Non doveva andare a finire così». Invece.
Cobolli fuori in tre set
tDopo 3 set – il primo al tie-break, perso mettendo a segno un solo punto -, 2 ore e 12 minuti da incubo, Cobolli si arrende (7-6, 6-4, 6-1) a un avversario uscito dalle qualificazioni e saluta subito gli Australian Open. Per la testa di serie numero 20, lo Slam di Melbourne doveva essere il torneo-trampolino di una stagione ricca di ambizioni dopo un 2025 da incorniciare chiuso da protagonista in Davis. «L’Australia è già finita. Mi dispiace».
Cobolli: “Mi rode parecchio”
Anche l’anno scorso a Melbourne non era andata bene, eliminato al primo turno in 4 set dall’argentino Etcheverry. «Questa volta è andata pure peggio». All’inizio dell’anno era stato protagonista con la maglia azzurra nella United Cup. «Sono arrivato dopo un periodo di preparazione intensa, ho curato tutto nei dettagli. E in questi giorni ho mangiato e dormito facendo attenzione a tutto. Proprio non capisco cosa mi sia successo». Ora Flavio stacca per qualche giorno. «Prendo una pausa, perché mi rode parecchio. Poi tornerò a Montecarlo, per riprendere gli allenamenti e preparare i tornei americani». Sarà di nuovo in campo a inizio febbraio, prima nell’Atp 500 di Dallas e poi nell’Atp 250 di Delray Beach.
Paolini sul velluto
Un’ora e 9 minuti sono stati sufficienti a Jasmine Paolini per superare (6-2, 6-1) Aliaksandra Sasnovich, trentunenne bielorussa numero 109 Wta, nell’esordio del singolare femminile sulla prestigiosa Rod Laver Arena. Per “Jas”, un successo netto. «Non è mai facile il primo match di uno Slam su un campo così grande, ma sono contenta della mia prestazione: penso di aver giocato una partita solida. Sono rimasta concentrata per tutto il tempo», sorride la tennista toscana. «Adesso, penso a riposare. Lunedì mi alleno, martedì dovrei giocare il doppio». Con Sara Errani, che fa parte del suo staff: tecnico, e amica speciale. «Mi piace giocare il doppio, penso che possa aiutarmi a restare dentro la competizione. E poi, scendere in campo con Sara è sempre fantastico».
La prossima avversaria di Jasmine
L’obiettivo è cominciare la stagione con un gran risultato. «Voglio mantenere l’alto livello degli ultimi 2 anni, evitare alti e bassi. Bisogna continuare ad alzare l’asticella, perché le avversarie sono sempre più forti. Stiamo lavorando molto sul servizio e la risposta». Il nome della prossima avversaria uscirà domani, al termine del match tra la polacca Magdalena Frech e la slovena Veronica Ertjovac. «Non conosco Veronica. Magdalena è molto intelligente, non potentissima però è una lottatrice, ostica. Dovrò avere subito le idee chiare, e con pazienza restare solida perché lei non ti regala niente e ti fa giocare tanto».