TORINO – Ci sarà mai una stabilità regolare nel rapporto tra David e la Juventus? Per ora si tira avanti tra alti e bassi (molti i bassi), anche se è nelle ultime settimane che il diagramma è impazzito: si è passati dal momento più nero (il rigore sbagliato contro il Lecce) a quello più felice (i gol consecutivi a Sassuolo e Cremonese, con l’abbraccione collettivo) nel giro di pochi giorni, poi sono arrivate le secche di Cagliari, di cui Spalletti ha incolpato i rifinitori e non il centravanti, e i due assist di mercoledì sera in Champions, due pregevoli giocate tecniche che però non gli hanno evitato le dure critiche dell’allenatore, che non gli dava così addosso dai giorni in cui lo rimproverava di non avere “quella faccettina di cazzo che serve per non prendere gli schiaffi dagli avversari” oppure di non allenarsi a fondo e con costanza.
TORINO – Ci sarà mai una stabilità regolare nel rapporto tra David e la Juventus? Per ora si tira avanti tra alti e bassi (molti i bassi), anche se è nelle ultime settimane che il diagramma è impazzito: si è passati dal momento più nero (il rigore sbagliato contro il Lecce) a quello più felice (i gol consecutivi a Sassuolo e Cremonese, con l’abbraccione collettivo) nel giro di pochi giorni, poi sono arrivate le secche di Cagliari, di cui Spalletti ha incolpato i rifinitori e non il centravanti, e i due assist di mercoledì sera in Champions, due pregevoli giocate tecniche che però non gli hanno evitato le dure critiche dell’allenatore, che non gli dava così addosso dai giorni in cui lo rimproverava di non avere “quella faccettina di cazzo che serve per non prendere gli schiaffi dagli avversari” oppure di non allenarsi a fondo e con costanza.
Gli elogi e le accuse di Spalletti a David
Dopo Juventus-Benfica, Spalletti è stato duro. Ha elogiato David perché “sa sopravvivere dentro gli spazi strettissimi, dove non c’è possibilità di respirare. Però se fa quello e basta, è poco”. Il canadese ha partecipato in maniera attiva alle reti di Thuram e McKennie, giocando con classe i palloni che hanno mandato in porta i due centrocampisti, ma ha sbagliato un facile gol di testa e soprattutto, secondo l’allenatore, si è sempre arreso nel confronto fisico con Otamendi e Araujo. “Quando gli arriva la palla, la devi tenere, in quel momento c’è bisogno che tu la tenga per far salire la squadra e ribaltare l’azione. Invece questa cosa non gli piace granché e così perde il duello e la palla torna subito agli altri”.
David paga le differenze tra Ligue 1 e Serie A
Manca, a David, quella che Spalletti definisce la scocca, cioè quell’armatura muscolare che consente all’attaccante di tenere botta nel corpo a corpo con il difensore: in Francia si notava meno perché in Ligue 1 si gioca in maniera diversa e l’uomo contro uomo non è così frequente, mentre in Serie A è ormai la regola e spesso lo è anche in Champions. E oltre alla scocca, secondo l’ex ct a David manca anche “un po’ di ferocia dentro l’area di rigore, perché lì non ci sono spazi e te li devi andare a ritagliare, li devi strappare agli avversari. C’è una palla che può decidere una partita? È una palla che può decidere la partita? Devi prenderla e sbam! Ci devi arrivare con più forza, invece da quel punto di vista siamo poco cattivi e feroci”. La soluzione, per Spalletti, è anche onomatopeica: “Sbam!, e tutto è a posto”.
La Juve tra Mateta e En-Nesyri
Il fatto è che sul mercato la Juventus sta cercando un attaccante che faccia sbam! (Mateta a titolo definitivo o En-Nesyri in prestito): quando gli è stato chiesto se, quando arriverà un nuovo centravanti, David potrà giocare da seconda punta, Spalletti non ha battuto ciglio e ha risposto che sì, “può far da raccordo tra il centrocampo e l’attaccante”. A quel punto spetterebbe all’altro, quello nuovo, fare sbam!.